ROMA – Su quarantena e tracciamento negli ultimi giorni il dibattito è serrato e da più fronti si spinge per ridurre i tempi e rivedere le regole fino ad oggi in vigore “per non fermare il Paese”.

Tanto che il generale Francesco Paolo Figliuolo, commissario straordinario per l’emergenza Covid-19 spiega: “La riflessione sul numero di persone in quarantena l’abbiamo fatta questa mattina con il ministro Roberto Speranza. Gli scienziati, insieme all’Istituto superiore di Sanità, stanno studiando per cercare di capire cosa mettere in campo”.

“Adesso le quarantena sono diverse a seconda che si sia vaccinati o meno – aggiunge Figliuolo – Monitoriamo con molta attenzione quello che accade nei Paesi di riferimento, poi c’è una cabina di regia che vedrà cosa fare”.

“Condivido la riflessione che vada rivista la quarantena per i vaccinati. Massima sicurezza senza bloccare il Paese”, scrive su Twitter il presidente della Conferenza delle Regioni e governatore del Friuli Venezia Giulia Massimiliano Fedriga.

Dello stesso avviso il governatore del Veneto, Luca Zaia: “Non sono uno scienziato, ma secondo me è ragionevole cominciare a fare un ragionamento” sulla quarantena per i vaccinati con terza dose. Se c’è il supporto scientifico, il tema della quarantena sul vaccinato deve essere assolutamente rivisto, il Cts si esprima”.

“L’isolamento preventivo in quarantena domiciliare per i contatti asintomatici di persone positive è norma che bloccherà l’Italia e farà contenti i lavativi”, scrive il primario del San Raffeele e ricercatore Alberto Zangrillo sul suo profilo Facebook.

Matteo Bassetti, direttore della Clinica di malattie infettive all’ospedale Policlinico San Martino di Genova, sostiene: “Il Paese è ingessato nel vedere la pandemia come un anno fa, mentre c’è bisogno di un aggiornamento e di ascoltare i medici che lavorano nei reparti Covid e che vi assicurano su come la malattia, nei vaccinati, è ben diversa. Il rischio è di vedere tra 20 giorni l’Italia bloccata per le quarantene e gli isolamenti”.

“Le mie proposte – precisa – sono da infettivologo e guardano a quello che accadrà tra qualche settimana. Se decidiamo di mettere in quarantena come stiamo facendo tutti i contatti dei positivi, considerando una media tra i 5 e i 10 contatti per ogni positivo (tra parenti e contatti sul posto di lavoro), il rischio è di avere un milione di persone al giorno tra positivi e chi deve andare in isolamento perché in contatto – calcola Bassetti – In pochi giorni arriveremo a 10 milioni di persone in quarantena, possiamo permettercelo? Io direi di no. Serve mettere in isolamento così tante persone per dei positivi che nel caso dei vaccinati hanno al massimo un’influenza? Dobbiamo iniziare a cambiare il nostro modo di affrontare il Covid sulla base del fatto che per i vaccinati la malattia è diversa ed è attenuata”.

Bassetti si scaglia anche contro i test antigenici rapidi che stanno causando lunghe code fuori dalla farmacie.

“Dobbiamo mettere uno stop ai tamponi – afferma – Stanno diventando un esercizio sbagliato, che fa una fotografia errata del nostro Paese e ci porta a dire che siamo uno dei Paesi che sta messo peggio al mondo. E non è così – rimarca l’esperto – Il tampone dovrebbe diventare uno strumento che solo il medico può prescrivere solo se ci sono i sintomi della malattia. La gente invece corre a fare tampone per fare il Capodanno tranquillo, ma non sa che ci possono essere dei falsi negativi. Abbiamo dato troppo valore al tampone, soprattutto agli antigenici che si fanno in farmacia”.