PESCARA – Mentre in Abruzzo si registra il numero più alto di contagi degli ultimi 10 mesi, crescono i casi sospetti di variante Omicron in regione dove per ora ne è stato accertato solo uno ma, già nelle prossime ore, sarebbero circa 50 quelli che potrebbero appartenere al ceppo della nuova variante.

Al momento, va sottolineato, non ci sono evidenze che Omicron sia più pericolosa della variante Delta, anzi, i primi dati dimostrano come, sebbene sia altamente contagiosa, non risulti altrettanto tragica, considerando che il tasso di letalità si attesterebbe intorno allo 0.23%, molto vicina alla classica influenza.

Intanto sono attesi a ore i referti che potrebbero chiarire i dubbi ed attestare la positività alla variante destinata a diventare dominante. Nei laboratori di Chieti, i casi sospetti sarebbero circa 40, all’Istituto Zooprofilattico sperimentale di Teramo, 10: 6 in provincia dell’Aquila e quattro a quella di Teramo.

In netto aumento i casi di Coronavirus in Abruzzo dove, nell’ultimo giorno, si sono registrati 632 nuovi positivi, di età compresa tra 1 e 94 anni, emersi dall’analisi di 6.524 tamponi molecolari e 13.691 test antigenici: il tasso di positività è pari al 3.12%. Il totale dei positivi dall’inizio dell’emergenza sale così a 94.322.

Aumentano i casi – mai così tanti dal 25 febbraio scorso, quando ne furono accertati 653 – ma i ricoveri sono in calo e si registrano anche 359 guariti in più rispetto a ieri.

Il bilancio dei pazienti deceduti registra 3 nuovi casi, di età compresa tra 72 e 99 anni – due in provincia di Chieti e uno in provincia di Pescara – e sale a 2.626.

125 pazienti (-3 rispetto a ieri) sono ricoverati in ospedale in area medica; 16 (-3 rispetto a ieri) in terapia intensiva, mentre gli altri 7.202 (+275 rispetto a ieri) sono in isolamento domiciliare con sorveglianza attiva da parte delle Asl.

Del totale dei casi positivi, 23.532 sono residenti o domiciliati in provincia dell’Aquila (+145 rispetto a ieri), 23.953 in provincia di Chieti (+122), 22.247 in provincia di Pescara (+141), 23.689 in provincia di Teramo (+213), 743 fuori regione (+2) e 158 (+8) per i quali sono in corso verifiche sulla provenienza. Invariato: Del totale dei casi positivi, 23.532 sono residenti o domiciliati in provincia dell’Aquila (+145 rispetto a ieri), 23.953 in provincia di Chieti (+122), 22.247 in provincia di Pescara (+141), 23.689 in provincia di Teramo (+213), 743 fuori regione (+2) e 158 (+8) per i quali sono in corso verifiche sulla provenienza.

Gli attualmente positivi in Abruzzo, calcolati sottraendo al totale dei positivi, il numero dei dimessi/guariti e dei deceduti) sono 7.343 (+269 rispetto a ieri). Nel totale sono ricompresi anche 994 casi riguardanti pazienti persi al follow up dall’inizio dell’emergenza, sui quali sono in corso verifiche.

Alla luce degli ultimi dati, in Abruzzo il tasso di occupazione dei posti letto scende al 9% sia per le terapie intensive sia per l’area non critica, a fronte di soglie da zona gialla rispettivamente del 10 e del 15%.

L’incidenza settimanale dei contagi per centomila abitanti continua a salire e arriva a 218 (soglia limite 50), registrando il valore più alto degli ultimi nove mesi e, in particolare, dalla prima metà di marzo.

A livello territoriale, i numeri più alti continuano ad essere quelli del Teramano: l’incidenza schizza a 258, valore – il più alto dell’anno – che con i parametri della scorsa primavera avrebbe fatto scattare la zona rossa. Segue, con 223, il Pescarese, in rapido peggioramento; nel solo capoluogo adriatico il parametro è a 232, dato più alto degli ultimi nove mesi. Poi ci sono il Chietino, con 194, e l’Aquilano, con 190. I numeri, seppur in peggioramento, confermano l’efficacia della campagna vaccinale.

L’ultima volta che l’incidenza del contagio era a valori analoghi a quelli odierni, il dato sui ricoveri era – sia per le terapie intensive sia per l’area non critica – tra le sei e le sette volte superiore rispetto a quello attuale. Anche il numero medio dei decessi era di gran lunga superiore rispetto a quello attuale: nell’ultima settimana i morti sono stati 16; negli stessi sette giorni del 2020 erano stati una settantina.