L’AQUILA – Un’aspra polemica, che trascende i confini regionali, investe l’Università dell’Aquila, a seguito dell’esito del concorso che alla prestigiosa facoltà di Medicina, ha assegnato la cattedra di professore associato di Cardiologia.
A ricostruire la vicenda, con dovizia di particolari, il Fatto quotidiano: a vincere è stato Luigi Sciarra 51enne clinico dell’ospedale privato Casilino di Roma, con all’attivo collaborazioni con la scuola di specializzazione dell’Ateneo aquilano.
A contestare però la decisione della commissione di gara, presieduta la professoressa Maria Penco, ordinario di cardiologia, e che si difende a spada tratta, sono stati altri candidati pronti al ricorso, sostenendo di avere titoli superiori rispetto al prescelto Sciarra. A prendere posizione anche esponenti di spicco del collegio degli ordinari di cardiologia, con il presidente del collegio Francesco Romeo, a difesa della commissione.
A contestare l’esito del concorso, riferisce il Fatto Quotidiano, in particolare il cardiologo interventista Giuseppe De Luca, 51 anni, ricercatore associato all’università del Piemonte orientale, che ha nel curriculum importanti esperienze all’estero, come pure il 41enne Eliano Pio Navarese, professore associato all’università Nicolaus Copernicus e primario all’ospedale di Bydgoszcz in Polonia, docente a contratto in Canada e in altri paesi, Leonarda Galiuto, 52 anni, capo della riabilitazione cardiologica del policlinico Gemelli di Roma e docente alla Cattolica di Milano.
Ad essere contestato è in particolare il fatto che la commissione non ha preso nella dovuta considerazione l’h-index di ciascun candidato, che misura le pubblicazioni e citazioni nelle riviste scientifiche.
Sciarra infatti vanta h-index di 20, ben inferiore a quello di De Luca, 54, di Navarese, 33 e di Galiuto, h-index 31.
Come riferisce però il Fatto quotidiano, la professoressa Penco ritiene del tutto legittimo e corretto l’operato della commissione, spiegando che la scelta è caduta su Sciarra, per “la sua specifica competenza in elettrofisiologia”, superiore a quella degli altri candidati. E anche sottolineando che quello dello h-index “non è l’unico criterio di scelta” e nulla vieta che a vincere un concorso sia un ospedaliero non docente, come nel caso di Sciarra.
Nel collegio di cardiologia il professor Filippo Crea della Cattolica di Milano ha stigmatizzato che a L’Aquila, sia “stato preferito un collega che svolge la sua attività presso una struttura privata, rispetto a chi è attualmente professore associato con un h-index ben superiore”.
Si è però registrata la posizione del presidente del collegio Francesco Romeo che difeso Penco.
“Una commissione è autonoma e sovrana nelle sue decisioni se qualcuno che abbia titolo a tutelare i suoi diritti ritenere essere stato danneggiato, può rivolgersi alla giustizia”. E conclude in modo perentorio: “reato grave sarebbe invece quello di interferire con la decisione di una commissione”, ha affermato.





