PESCARA – Sono 163 i nuovi casi di Coronavirus registrati in Abruzzo nelle ultime ore, di età compresa tra un mese e 95 anni, emersi dall’analisi di 4.859 tamponi molecolari e 2.685 test antigenici: il tasso di positività è pari al 2.2%. Il totale dei positivi dall’inizio dell’emergenza sale così a 69.812.

Il bilancio dei pazienti deceduti registra 2 nuovi casi e sale a 2.347: si tratta di una 65enne e di un 87enne della provincia di Pescara. Nel numero dei casi positivi sono compresi anche 57.951 dimessi/guariti (+151 rispetto a ieri).

Del totale dei casi positivi, 17.397 sono residenti o domiciliati in provincia dell’Aquila (+55 rispetto a ieri), 17.858 in provincia di Chieti (+49), 17.652 in provincia di Pescara (+21), 16.158 in provincia di Teramo (+34), 555 fuori regione (+2) e 192 (+1) per i quali sono in corso verifiche sulla provenienza.

I positivi con età inferiore ai 19 anni sono 32, di cui 7 in provincia dell’Aquila, 7 in provincia di Pescara, 14 in provincia di Chieti e 4 in provincia di Teramo. Gli attualmente positivi in Abruzzo, calcolati sottraendo al totale dei positivi, il numero dei dimessi/guariti e dei deceduti, sono 9.514 (+9 rispetto a ieri). Dall’inizio dell’emergenza Coronavirus, sono stati eseguiti complessivamente 975.734 tamponi molecolari (+4.859 rispetto a ieri) e 389.140 test antigenici (+2.685 rispetto a ieri).

474 pazienti (-20 rispetto a ieri) sono ricoverati in ospedale in terapia non intensiva; 50 (-1 rispetto a ieri con 2 nuovi ricoveri) in terapia intensiva, mentre gli altri 8.990 (+30 rispetto a ieri) sono in isolamento domiciliare con sorveglianza attiva da parte delle Asl.

Torna lunedì prossimo la zona gialla, che sarà anche “rinforzata” con le aperture serali di bar e ristoranti e il riavvio di cinema e teatri, malgrado il coprifuoco (che dovrebbe restare alle 22), e mezza Italia spera venerdì, giorno del consueto monitoraggio settimanale, di conquistarsi la fascia di minor rischio e quindi saltare sul treno delle annunciate riaperture.

In attesa dei dati di oggi e di domani, che saranno analizzati insieme a quelli del resto della settimana dalla cabina di regia ministero della Salute-Iss-Regioni, sarebbero 13 le Regioni che possono aspirare alla zona gialla.

Si tratta di Abruzzo, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Lombardia, Marche, Piemonte, Toscana, Umbria, Veneto e le Province autonome di Trento e di Bolzano.

Tutte avevano già venerdì scorso l’indice Rt sotto 1 e un’incidenza lontana dalla soglia di rischio di 250 casi settimanali per centomila abitanti, e in questi giorni sono in ulteriore calo, pur differenziato. In rosso rimarrebbero Val d’Aosta (che ha ancora oggi un’incidenza di 266 casi per centomila) e Sardegna, che la scorsa settimana aveva un Rt molto alto (1,38, quando il limite per passare in rosso è 1,25) e deve quindi aspettare almeno una settimana con numeri migliori prima di ambire alla promozione. Spera di lasciare il rosso invece la Puglia, ma per finire in arancione: l’incidenza è alta (239 casi per centomila), anche se l’Rt la scorsa settimana era sotto 1 e i casi sono in calo del 7% in 7 giorni. Oscilla tra arancione e rosso la Campania, che aveva un Rt intorno a 1 ed è cresciuta ulteriormente questa settimana (+8% di casi positivi) arrivando a un’incidenza di 235 casi per centomila. Così come probabilmente resteranno in arancione Calabria, Sicilia, Basilicata e Molise, tutte con incidenza e trend ancora da monitorare.

In merito alle misure contenute nel decreto per le prossime riaperture è intervenuto il presidente della Regione Abruzzo, ospite al Tg4, che ha spiegato: “Ci siamo riuniti più volte e questa richiesta di chiedere lo spostamento del coprifuoco alle 23 è una posizione che in conferenza delle Regioni abbiamo sostenuto tutti, da nord a sud, da destra a sinistra, non ho sentito voci contrarie”.

“Non mi sembrava una cosa così rivoluzionaria da non poter essere accolta a fronte di una richiesta unanime. Si sta facendo un decreto legge che prolunga lo stato di emergenza al 31 luglio e pensare che nei mesi di giugno e luglio si debba tornare a casa alle 22 e non concedere un’ora in più mi sembra francamente eccessivo”.

E sulle riaperture: “Il danno economico inflitto dalla pandemia e dalle chiusure non è stato minimamente compensato con ristori e sostegni. Se ci fosse una capacità maggiore di aiutare le attività saremmo anche tutti un po’ più sereni nell’accettare qualche altra settimana di restrizioni, ma ormai non ce lo possiamo più permettere”.

Per quanto riguarda il “greenpass”, o “certificato verde” per gli spostamenti, Marsilio ha aggiunto: “Spero che non sia un ulteriore appesantimento burocratico, l’ennesimo certificato, l’ennesima documentazione, anche se condivido l’esigenza di ‘liberare’ quella parte di popolazione che si sarà vaccinata o immunizzata e che ha tutto il diritto di muoversi e soprattutto può aiutare a rigenerare un minimo l’economia”.