PESCARA – Cresce l’allarme per i Campionati italiani Indoor e il Trofeo Skate Italia, massima manifestazione del pattinaggio italiano in programma a Pescara in due weekend per evitare assembramenti in base alle normative Covid. Nel primo weekend (5-6-7 marzo) è prevista la presenza di circa 300 atleti delle categorie ragazzi e ragazzi 12. Nel secondo weekend invece (12-13-14 marzo) è prevista la presenza di circa 400 atleti delle categorie allievi, juniores e seniores.

A segnalare una possibile situazione di pericolo, alla luce dell’impennata di contagi a causa delle varianti che circolano da qualche settimana nel Pescarese, alcuni genitori dei giovani atleti: “ho chiaramente deciso di non far partecipare il figlio alla competizione e vorrei denunciare quella che, a mio avviso, si palesa come una vera e propria scelta sconsiderata e pericolosa tenuto conto non solo della situazione emergenziale del Paese ma delle specifiche località, Pescara e provincia in particolare”, dice ad AbruzzoWeb la mamma di un giovane pattinatore della Lombardia che ha scritto alla Prefettura, all’assessorato Sanità e Sport della Regione Abruzzo.

“Ho scritto alla Prefettura di Pescara (richiesta protocollata il 22/2) e all’Urp del comune con interessamento del sindaco chiedendo conferme sullo svolgimento degli eventi in questione. Ad oggi non ho ricevuto risposta se non una lettera della Federazione (FISR) in copia conoscenza nella quale si dettaglia il protocollo di accesso e presenza degli atleti negli spazi gara, lasciando alla responsabilità individuale tutto quanto concerne la presenza sul territorio e i comportamenti da adottare di ritorno nelle regioni di provenienza”.

“Per il 5-7 marzo è prevista la partecipazione di 300 ragazzi, per il 12-14 marzo di 403, al totale vanno aggiunti accompagnatori, dirigenti, allenatori. Mi preme sottolineare che non si tratta di professionisti ma di adolescenti dai 12 anni in su, per lo più minorenni accompagnati. Aspetto con ansia la risposta della Prefettura ma al momento le gare sono confermate dalla Federazione. Sto cercando di invitare chi di dovere ad una seria riflessione  sulla effettiva fattibilità in quei luoghi ed in questo particolare momento degli eventi in oggetto. Prima di tutto nel rispetto dei cittadini pescaresi che stanno subendo le restrizioni più rigide e del vostro sistema sanitario fortemente compromesso nei comuni citati”.

“Personalmente, da cittadina – aggiunge -, ritengo incomprensibile come si possa solo lontanamente non considerare almeno lo slittamento delle date sopra citate, data la potenziale estrema rischiosità di diffusione una volta che tutti i presenti torneranno al proprio domicilio. Non posso assistere nelle corsie degli ospedali, non sono un membro del 118 ma posso e  devo fare quanto nelle mie singole facoltà. Non solo adottando per me e la mia famiglia i comportamenti più idonei ma dando visibilità a simili situazioni”.