PESCARA – Sono 227 i nuovi casi di Coronavirus registrati in Abruzzo nelle ultime ore, di età compresa tra uno e 98 anni, emersi dall’analisi di 2.792 tamponi. Il totale dei positivi dall’inizio dell’emergenza sale così a 31.201.
Il bilancio dei pazienti deceduti registra 10 nuovi casi e sale a 1.013, di età compresa tra 38 e 104 anni: 8 in provincia dell’Aquila, uno in provincia di Chieti, uno in provincia di Pescara. Del totale odierno, 3 casi riguardano decessi dei giorni scorsi e comunicati solo oggi dalla Asl. Continua a crescere il numero di dimessi e guariti, in totale 14.197, 547 in più rispetto a ieri.
Del totale dei casi positivi, 10.108 sono residenti o domiciliati in provincia dell’Aquila (+59 rispetto a ieri), 6.005 in provincia di Chieti (+59), 6309 in provincia di Pescara (+91), 8.361 in provincia di Teramo (+15), 259 fuori regione (+3) e 159 (invariato) per i quali sono in corso verifiche sulla provenienza.
I positivi con età inferiore ai 19 anni sono 28, di cui 9 in provincia dell’Aquila, 12 in provincia di Pescara, 7 in provincia di Chieti.
Gli attualmente positivi in Abruzzo (calcolati sottraendo al totale dei positivi, il numero dei dimessi/guariti e dei deceduti) sono 15.991 (-330 rispetto a ieri).
Dall’inizio dell’emergenza Coronavirus, sono stati eseguiti complessivamente 449.788 test (+2.792 rispetto a ieri).
657 pazienti (-9 rispetto a ieri) sono ricoverati in ospedale in terapia non intensiva; 65 (+1 rispetto a ieri con 6 nuovi ricoveri) in terapia intensiva, mentre gli altri 15.269 (-322 rispetto a ieri) sono in isolamento domiciliare con sorveglianza attiva da parte delle Asl.
Saranno i Comuni di Montefino e Castiglione Messer Raimondo i primi a partire oggi con lo screening di massa anti Covid-19 che la Asl di Teramo ha organizzato, insieme ai 47 sindaci dei Comuni del territorio provinciale, Regione Abruzzo, Protezione Civile Regionale e gli Ordini professionali dei Medici, degli Infermieri, dei Veterinari, dei Biologi.
Lo scopo è quello di scoprire quanti più soggetti positivi al Covid che, non presentando alcun sintomo, non si accorgono di aver contratto la malattia e, quindi, sono potenzialmente in grado di infettare tutte le persone con cui vengono a contatto. La campagna di screening di massa in Abruzzo è partita dall’Aquilano, territorio più colpito nella seconda ondata insieme alla provincia di Teramo: ieri si sono concluse le operazioni con un totale di 89.645 tamponi antigenici rapidi di cui 319 sono risultati positivi, con una percentuale di positivi rispetto i tamponi effettuati allo 0,36%.
“È un modo per interrompere la catena dei contagi – dichiara il direttore generale della Asl Maurizio Di Giosia – in un momento in cui la situazione nella nostra provincia risulta essere particolarmente difficile per l’elevato numero di pazienti positivi. Se si pensa che, oltre ai circa 200 ricoverati, ci sono oltre 4.700 persone in isolamento domiciliare, ci si rende immediatamente conto della difficoltà di effettuare il tracciamento di tutti i contatti. Lo screening di massa è un’ottima occasione per tutti i cittadini che possono controllare il proprio stato di salute e, nel frattempo, dimostrare grande senso civico, aiutando le Istituzioni nella lotta al Coronavirus. Sottoporsi allo screening è un’azione volontaria, ma noi tutti invitiamo caldamente le persone ad aderire a questa importante iniziativa.”
Lo screening è gratuito e si tratta di un tampone nasofaringeo del tipo “rapido”, in grado cioè di dare un risultato in poco tempo. È aperto a tutte le cittadine e i cittadini residenti o domiciliati, di età superiore ai 6 anni; i minori devono essere accompagnati da un genitore. Sarà necessario portare con sé la tessera sanitaria e un documento di identità valido. All’accettazione, inoltre, bisognerà compilare un modulo di consenso che, per velocizzare le operazioni di accettazione, potrà essere consegnato già compilato, scaricandolo dal sito web del proprio Comune di appartenenza o dal sito web della Asl di Teramo.
Entro tre ore dal test, in caso di risultato positivo, le persone riceveranno una chiamata da un operatore sanitario al numero di telefono indicato sul modulo di consenso. Se entro tre ore non si riceve nessuna chiamata, vuol dire che il tampone ha avuto esito negativo. Ogni Comune allestirà delle postazioni dove verranno effettuati i test rapidi. Le località esatte e gli orari saranno pubblicati sul sito web di ogni Comune dove i cittadini potranno reperire tutte le informazioni necessarie.
ALBANI: “ESTATE FOLLE CI E’ COSTATA 500 MORTI, ORA PRUDENZA”
“L’estate folle in Abruzzo ci è costata oltre 500 morti. Le maggiori libertà per le festività natalizie non devono assolutamente essere lette come un ‘liberi tutti’. Ci auguriamo che ci sia un maggiore senso di responsabilità, anche perché quello che accadrà a gennaio e l’eventuale terza ondata dipenderanno esclusivamente dai nostri comportamenti in queste settimane”. Lo afferma il referente per le emergenze della Regione Abruzzo, Alberto Albani, a capo della task force sull’emergenza coronavirus.
Albani si sofferma in particolare sul dato delle vittime: dei 1.103 decessi complessivi abruzzesi, infatti, 541, cioè più del 53%, sono avvenuti nella seconda ondata, dal 14 settembre, giorno in cui si registrò la prima vittima dopo la tregua estiva, in poi. Più in generale, l’esperto, che è anche membro del Gruppo tecnico scientifico regionale (Gtsr), sottolinea che “la situazione sta migliorando: i contagi scendono e diminuisce pure la pressione sugli ospedali, anche se in modo estremamente lento”, conclude.
IN PROVINCIA DI CHIETI AUMENTANO I GUARITI: FINE ISOLAMENTO PER 500 PERSONE A SETTIMANA
I guariti battono i nuovi contagiati nell’ultima settimana in provincia di Chieti. È quanto emerge dall’ultimo report della Task force Covid-19 della Asl Lanciano Vasto Chieti, che consegna un trend incoraggiante: a fronte di 721 nuovi casi sono 867 le persone riammesse in comunità, secondo le indicazioni del Ministero della Salute per la durata e termine di isolamento e quarantena. Uno scarto ancora non molto netto che indica, però, una tendenza, riferita sia alla discesa del numero dei nuovi positivi sia alla crescita esponenziale dei malati che si sono ristabiliti.
L’importanza dell’inversione del trend viene ancora meglio sottolineata dal raffronto dei dati della prima settimana di novembre, quando i guariti erano appena 84 contro 721 nuovi casi. L’ultimo mese, quindi, ha segnato, nel bene e nel male, una svolta per il Covid-19 in provincia di Chieti, come un po’ in tutto il Paese, con il picco massimo dei nuovi positivi, gli 871 della seconda settimana, e la discesa a fine mese, con 522 positivi in più e 859 che hanno concluso l’isolamento. In totale dal 1° novembre a oggi è stata dichiarata la fine dell’isolamento per 2.816 persone.
L’impatto complessivo avuto dal virus nella vita delle persone e sui servizi sanitari lo descrivono i numeri complessivi: dall’inizio della pandemia i contagiati sono stati 5.846 in provincia di Chieti, mentre i guariti 3.844. Elevato e doloroso il numero dei morti, arrivati a 171.
“Solo i numeri possono dare una rappresentazione concreta degli effetti della pandemia nel nostro territorio – sottolinea Giuseppe Torzi, direttore del Dipartimento prevenzione e della Task force Covid-19 – L’identificazione dei casi positivi, il tracciamento dei contatti, il monitoraggio dei malati in isolamento domiciliare e la riammissione in comunità hanno creato una grande pressione sui servizi territoriali, che si sono trovati a gestire numeri da capogiro. Il nostro impegno, comunque, è stato ed è ancora massimo nel dare risposte in tempi brevi, lavorando sette giorni su sette, per fare fronte alle centinaia di casi che trattiamo ogni giorno”.
In media ogni settimana vengono riammesse in comunità circa 500 persone, con punte di 867 come quella toccata a inizio dicembre. Resta ancora alto, comunque, il numero dei casi attualmente attivi, pari a 1972, di cui 1.766 a casa e 206 in ospedale. Altro dato interessante che emerge dall’ultimo report disponibile è l’incidenza delle malattie croniche nella diffusione del Covid-19, presenti in 354 contagiati, con un percentuale che cresce con l’aumentare dell’età, fino a toccare punte dal 16% al 24% negli over 70 e 80. Infine la differenza di genere nei contagi, che vede quasi appaiati maschi e femmine, con una leggera prevalenza di queste ultime, al 50.9%.





