PESCARA – Non c’è pace per i concessionari di spiaggia, quelli d’Abruzzo compresi, che di nuovo si vedono una sorta di spada di Damocle sul futuro delle proprie attività da parte dell’Unione Europea, per di più nell’anno della pandemia e dei lock down che ha ridotto pesantemente il loro volume di affari.
Bruxelles ha messo in mora infatti il governo italiano che proprio per aiutare il settore con una misura contenuta nel Decreto Rilancio, e convertita in legge dal Parlamento, ha estendere fino al 2033 le concessioni demaniali marittime attualmente valide.
Decisione che però va contro la famigerata direttiva Bolkestein recepita dall’Italia nel 2010, e che prevede la liberalizzazione del settore, con il rischio però che le concessioni balneari in particolare quelle abruzzesi, possano finire in mano a grosse società di capitali e multinazionali cancellando di fatto la presenza di concessioni balneari di medie e piccole dimensioni gestite quasi esclusivamente da piccoli imprenditori.
La Commissione europea ha dato due mesi di tempo per rispondere alle argomentazioni sollevate, dopodiché Bruxelles potrà passare alla seconda tappa della procedura d’infrazione, inviando un parere motivato ed eventualmente comminando all’Italia una sanzione pecuniaria.
A prendere decisa posizione il presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio, di Fratelli d’Italia.
“In un momento grave e difficile per gli operatori che hanno dovuto subire la crisi a causa della pandemia è inaccettabile subire un vero e proprio tentativo di distruggere il nostro settore balneare – afferma Marsilio -. Mi farò portavoce nelle sedi istituzionali di confronto con il Governo affinché si mettano in campo tutte quelle azioni di tutela verso gli operatori del settore ed evitare che molte aziende abruzzesi, la maggior parte a conduzione familiare, si vedano costrette a chiudere per fallimento a causa della miopia di funzionari che dal centro dell’Europa, lontani dalle spiagge, vogliono decidere sulla pelle dei lavoratori”.
La norma italiana a cui la Commissione Ue fa riferimento è la 145/2018, che ha disposto l’estensione delle concessioni balneari fino al 31 dicembre 2033. Tale legge, secondo l’Europa, sarebbe in contrasto con la direttiva 2006/123/CE detta “Bolkestein” sulla liberalizzazione dei servizi, nonché con la sentenza della Corte di giustizia europea “Promoimpresa” del 14 luglio 2016, che aveva dichiarato illegittime le proroghe automatiche e generalizzate sulle concessioni balneari. La sentenza “Promoimpresa” riguardava la proroga al 2020 disposta dal governo di Mario Monti, ma in seguito, nel 2018 il primo governo di Giuseppe Conte aveva stabilito una nuova estensione fino al 2033, giustificandola non come una proroga automatica bensì come un “periodo transitorio” necessario ad attuare una riforma organica del settore, che l’allora ministro del turismo Gian Marco Centinaio stava concordando con Bruxelles.
Tuttavia il primo governo Conte è caduto e l’attuale esecutivo Pd-5Stelle non ha mai portato a compimento il lavoro. Di qui la decisione della Commissione europea di comminare una procedura di infrazione all’Italia.
In una nota congiunta intervengono anche il capodelegazione di Fratelli d’Italia al Parlamento Europeo, Carlo Fidanza, e il coordinatore regionale abruzzese di Fratelli d’Italia, Etel Sigismondi.
“Purtroppo – aggiungono – viene da sospettare anche dell’atteggiamento inerme e imbelle del governo Conte, che sapeva di questo rischio da mesi e ha fatto finta di nulla, lasciando l’intero comparto esposto a sentenze fantasiose di diversi tribunali che hanno indotto molti funzionari comunali a negare l’estensione prevista per legge. È facile pensare che, dopo questo passo di Bruxelles, anche quelle amministrazioni che stavano valutando di estendere le concessioni si fermeranno e questo porterà dal 1 gennaio 2021 migliaia di stabilimenti all’asta. Si compie così finalmente il disegno di multinazionali e ambientalisti da strapazzo contro il lavoro e le imprese italiane? È questo che vuole il governo? Il Governo ha intenzione di reagire o lascerà ancora una volta che tutto scorra verso il baratro? Ce lo dicano, una volta per tutte!”.
Duro anche Massimo Casanova, eurodeputato della Lega, imprenditore romagnolo balneare proprietario del Papeete Beach di Milano Marittima, dove trascorre le sue vacanze Matteo Salvini.
“In piena pandemia, mentre si pensa a come affrontare la crisi e sostenere famiglie e imprese, la priorità Ue è verificare se l’Italia rispetta direttive! L’atteggiamento ostile dell’Ue è consentito, ancora una volta, dall’inaccettabile assenza del Governo italiano, totalmente inesistente, e del ministro Dario Franceschini che a Bruxelles non si è mai fatto vedere per difendere gli interessi di un comparto strategico per l’Italia. Con la Lega al Governo e il ministro Gian Marco Centinaio la proroga di 15 anni non era stata contestata da Bruxelles perché l’esecutivo di allora aveva proposto un processo di riforma credibile a cui accompagnare l’estensione”.
“Oggi è tutto fermo e i balneatori rischiano di pagarne il conto, un conto salatissimo: assurdo e inaccettabile. Sono a rischio le sorti di migliaia di imprese, lavoratori, famiglie italiane: il Governo faccia sentire la sua voce sui tavoli Ue e difenda il settore”, chiosa Casanova.






