L’AQUILA – Dopo i 571 casi fa ben sperare il calo odierno dei nuovi contagiati in Abruzzo: sono 395 nuovi casi, di età compresa tra 2 mesi e 93 anni. Dei nuovi casi, 204 sono riferiti a tracciamenti di focolai già noti. Tamponi effettuati ieri 3.067.
Resta drammatico il conto dei morti. Altri 7 per un totale dall’inizio della pandemia che sale a 584.
Hanno una età compresa tra i 63 e 92 anni, tre in provincia dell’Aquila, tre in provincia di Teramo e uno in provincia di Chieti.
Del totale dei casi positivi, 3.939 sono residenti o domiciliati in provincia dell’Aquila, +143 rispetto a ieri, 2582 in provincia di Chieti (+86), 3135 in provincia di Pescara (+59), 3564 in provincia di Teramo (+101), 95 fuori regione (+12) e 190 (-10) per i quali sono in corso verifiche sulla provenienza.
Sale anche il numero complessivo degli attualmente positivi in Abruzzo, 8581, 317 in più rispetto a ieri. Il calcolo è effettuato sottraendo al totale dei positivi, il numero dei dimessi/guariti e dei deceduti.
Cresce anche il numero dei pazienti, 468 pazienti, 10 in più rispetto a ieri, ricoverati in ospedale in terapia non intensiva; quelli invece in terapia intensiva sono 42, 6 rispetto a ieri.
Il grosso dei positivi 8.071 in tutto, 301 in più rispetto a ieri, sono in isolamento domiciliare con sorveglianza attiva da parte delle Asl. Molti di loro sono asintomatici.
I positivi con età inferiore ai 19 anni sono 49, di cui 22 in provincia dell’Aquila, 9 in provincia di Pescara, 7 in provincia di Chieti, 11 in provincia di Teramo
COVID: SULMONA, ATTENDE ORE IN AMBULANZA, MUORE 80ENNE POSITIVO
Ha trascorso tutto il pomeriggio di ieri in ambulanza e anche parte della nottata nella zona pre-triage dell’ospedale di Sulmona (L’Aquila), fino a quando è stato sistemato in una stanza nell’ex pronto soccorso: questa mattina il suo cuore si è fermato per sempre mentre stava parlando con un infermiere.
Protagonista della tragica vicenda Attilio Caranfa, 80 enne di Roma domiciliato a Villalago (L’Aquila), che si è spento nella stanza dell’ex pronto soccorso dell’ospedale di Sulmona, trasformata di fatto in un’area Covid pur non essendo attrezzata per trattare i pazienti contagiati dal virus.
L’anziano era positivo al tampone rapido e attendeva il riscontro del test molecolare. Solo nelle prossime ore si scoprirà se si tratta di un decesso legato al Covid, anche se l’attendibilità del macchinario del laboratorio analisi dell’ospedale di Sulmona non lascerebbe spazio a dubbi.
Una morte che è strettamente connessa alla gestione dei pazienti in attesa di diagnosi, tampone e ricovero che si scontra con una grave carenza del sistema. L’ospedale di Sulmona è privo di una zona attrezzata per evitare le lunghe soste dei pazienti sospetti, in attesa di avere la risposta sul tampone.
Nei giorni scorsi gli operatori hanno minacciato di adire le vie legali mentre proprio questa notte gli addetti ai lavori stavano pensando di chiedere l’intervento dei Nas per far scattare gli accertamenti e i controlli del caso in quello spazio angusto e pericoloso.
Una vera e propria area covid abusiva che ultimamente ha ospitato fino a dieci pazienti, sei nelle ultime ore, pur non avendo una zona a pressione negativa e quanto serve per il trattamento dei pazienti Covid.
Dopo la constatazione del decesso sono scattate le procedure di rito e non è escluso che, sollecitati dal personale del reparto, intervengano i carabinieri per verificare se la morte dell’anziano poteva o meno essere evitata se ci fosse stata un’area attrezzata.
AVEZZANO: PAZIENTE IN BARELLA 2 GIORNI SENZA CIBO, SCATTA DENUNCIA
Un uomo rimasto sulla barella senza cibo per due giorni e una donna morta in circostanza ancora da chiarire.
Succede, ancora, ad Avezzano (L’Aquila), dove già nei giorni scorsi altri due episodi avevano destato clamore quando dopo lunghe ore di attesa un uomo di 70 anni e una donna di 85, in due giorni diversi, sono morti fuori dall’ospedale in attesa di un posto letto.
Questa volta, racconta Il Centro, T.N, 37 anni, marsicano, è stato trasportato sabato in ambulanza a seguito di una forte febbre. L’uomo è arrivato al pronto soccorso di Avezzano intorno alle 22, come precisato dalla denuncia presentata dalla sorella S.N. ai carabinieri martedì, e lasciato “senza mangiare e senza bere fino a ieri sera (lunedì), quando il personale ospedaliero gli ha portato un te e dei dolcetti presi al distributore interno”.
Il 37enne, risultato per cinque volte negativo al tampone, per due giorni ha avvisato telefonicamente i familiari di ciò che stava accadendo. Loro, impotenti, hanno prima raggiunto l’ospedale cercando di chiedere aiuto e poi si sono rivolti ai carabinieri per cercare di sbloccare la situazione.
È morta a 82 anni in circostanze poco chiare mentre era ricoverata all’ospedale. Si tratta di una pensionata di Capistrello, T.S. che, secondo la ricostruzione, doveva essere dimessa. I familiari avevano allertato la Misericordia per il trasporto della paziente. Quando però l’ambulanza è arrivata in ospedale la donna era morta. L’anziana era malata oncologica ma il decesso sarebbe legato ad altre problematiche.
Intanto nei giorni scorsi il presidente Marco Marsilio, in visita all’ospedale, ha assicurato: “Avezzano avrà un pronto soccorso con spazi divisi e protetti, più ampi e separati per scongiurare potenziali contagi, un potenziamento della terapia intensiva e sub intensiva con posti letto dedicati. Ad oggi, stiamo affrontando scrupolosamente le necessità cliniche ed assistenziali più urgenti della popolazione marsicana in considerazione dell’aumento della curva dei contagi. I lavori che bisognava garantire in Abruzzo per rendere gli ospedali più resistenti e capaci di ospitare i reparti Covid sono stati autorizzati dal governo solo l’8 ottobre. Io ho ricevuto la delega dal Commissario in quella data. Da quel momento abbiamo dimezzato i tempi, sia per l’affidamento delle progettazioni e l’espletamento delle gare, sia per la consegna, prevista in 45 giorni, un mese prima. I lavori saranno pronti, infatti, a fine dicembre”.
SILVI: ALTRE CLASSI IN QUARANTENA
Altre classi in quarantena causa Covid a Silvi (Teramo).
Si tratta, in particolare, della classi 1^C, 2^D e 3^F, della scuola secondaria “Bindi” e delle classi 1^A, 3^A e 5^a della primaria “San Silvestre”. Entrambi plessi appartengono all’Istituto comprensivo “G. Pascoli”.
A predisporre la chiusura, “fermi restando i provvedimenti statali e regionali vigenti e fatta santa l’adozione assunti dalla Asl di Teramo”, il sindaco Andrea Scordella, con apposita ordinanza
FINO A 20 GIORNI DI ATTESA PER I TAMPONI
Fino a 20 di giorni di attesa per l’esecuzione dei tamponi in Abruzzo, non solo nel caso di persone con sintomi sospetti, ma perfino per chi ha avuto contatti conclamati con soggetti risultati positivi. Da Pescara all’Aquila, in tutta la regione si susseguono da giorni le segnalazioni e le polemiche dei cittadini per i tempi di attesa troppo lunghi, con il rischio che una volta sottoposti a test i soggetti in questione possano essere già negativi.
“Da quando il mio medico curante ha fatto la richiesta a quando gli è stata comunicata la data – racconta una ragazza della provincia di Pescara – è trascorsa una settimana, mentre il test è stato fissato dopo altri cinque giorni, per un totale di dodici. So di essere positiva perché ai primi sintomi mi sono sottoposta a tampone, a mie spese, oltre cento euro, in una clinica privata, l’unica a darmi disponibilità in pochi giorni. Ho anche consegnato i documenti per la Asl, ma nessuno mi ha mai contattato per il tracciamento. Da allora sono in isolamento e non ho contatti con nessuno. Con questi tempi, visti i sintomi lievi, altre persone magari avrebbero continuato a uscire, a lavorare e a incontrare gente. Tutto questo non ha senso, così non è possibile frenare i contagi”.
Parole analoghe arrivano da un altro pescarese: “Il mio coinquilino è risultato positivo e io ho avuto dei lievi sintomi. Ho subito contattato il mio medico, il 23 ottobre – racconta – e solo il primo novembre mi è stata comunicata la data in cui dovrò eseguire il test: 11 novembre. Sono sempre rimasto a casa, non sono andato a lavoro e temo di averlo fatto a mie spese, perché da come ho capito la quarantena, e quindi la malattia, scatta una volta fissato l’appuntamento per il tampone. Dai primi sintomi al giorno del test, alla fine, saranno passati più di 20 giorni. Ora sto bene e magari per l’11 novembre sarò già negativo. E’ assurdo dover attendere così tanto”.
FOCOLAIO RSA LANCIANO, 65 OSPITI ASINTOMATICI, 3 RICOVERATI IN BUONE CONDIZIONI, 2 GRAVI CON MALATTIE PREGRESSE
Tra i 70 ospiti della Rsa “Antoniano” di Lanciano, dove è esploso un focolaio covid, sono 3 i ricoverati nell’ospedale di Chieti, attualmente in discrete condizioni con notizie di quadro clinico in miglioramento. Due ospiti ultranovantenni, che si trovano nella struttura, versano in condizioni critiche e avevano già problemi pregressi molto severi. Gli altri 65 sono asintomatici o paucisintomatici.
Questo l’ultimo aggiornamento del direttore sanitario, il dottor Evandro Tascione.
Il sindaco di Lanciano Mario Pupillo ha attivato questo pomeriggio con ordinanza il Centro Operativo Comunale (COC) per la funzione Sanità ed allertato la funzione Volontariato. Il COC è stato costituito per ogni azione utile a prevenire la diffusione del virus dal focolaio alle altre zone della città, per organizzare ogni utile iniziativa per sopperire alla temporanea carenza di personale socio-sanitario della struttura a causa delle quarantene in atto e delle positività riscontrate anche tra il personale e per ogni altra azione necessaria a sostenere gli ospiti della struttura e il personale operante.
ALLA SEVEL 15 LAVORATORI POSITIVI, USB CHIEDE SICUREZZA E PREVENZIONE
Con un totale di 15 lavoratori infettati negli ultimi tempi alla Sevel di Atessa, il sindacato Usb vuole trasparenza sulle condizioni epidemiologiche e chiede alla Prefettura di Chieti di convocare l’azienda ed enti di controllo sulla sicurezza e prevenzione nei luoghi di lavoro (ASL e ITL) per aprire un confronto sulle criticità che possono verificarsi in una situazione complessa e che richiede la massima attenzione.
“Dopo i contagi, oltre alla tardiva sanificazione delle postazioni – dice la Usb – non sono stati effettuati tamponi di controllo a tutti i lavoratori della UTE di appartenenza e dei lavoratori risultati positivi ai test, pertanto riteniamo le attuali misure di contrasto alla diffusione del virus insufficienti”. Il responsabile Lavoro Privato della Usb, Fabio Cocco, aggiunge: “Abbiamo anche chiesto alla direzione aziendale di ripristinare i dieci minuti per sanificare le postazioni di lavoro, rallentare la velocità delle linee e aumentare il livello di dissaturazione per evitare assembramenti durante il lavoro. Quello che più ci preoccupa è l’adeguamento delle procedure alle disposizioni degli ultimi Dpcm, considerate che si verificano situazioni a nostro avviso molto pericolose. Un lavoratore con un familiare in attesa di esito al tampone richiesto dalla Asl, può recarsi a lavoro esponendo i colleghi a possibilità di contagio in un ambiente come la Sevel dove tantissimi lavoratori lavorano fianco a fianco e viaggiano in pullman affollati”.
SULMONA: UN NUOVO DRIVE-IN E STRUTTURE PER LA QUARANTENA, IN PUBBLICAZIONE AVVISO
Il C.o.c. di Sulmona, al fianco dei Carabinieri e della Protezione Civile regionale, a supporto del sistema sanitario locale al servizio della popolazione della Valle Peligna: sarà attivo già dalla prossima settimana un drive-in aggiuntivo grazie agli infermieri e medici dell’ Arma a supporto del servizio di prevenzione Asl per potenziare la capacità di fare tamponi, velocizzando i tracciamenti al fine di bloccare così i focolai. Inoltre sta per essere pubblicato dal Comune di Sulmona un avviso con cui la Protezione Civile Regionale cercherà strutture ricettive per accogliere cittadini in quarantena a seguito dell’emergenza Covid nel territorio Peligno-Sangrino.
“Faccio un appello a quanti oggi possono dare una mano anche mettendo a disposizione strutture idonee ad accogliere persone in sorveglianza sanitaria durante la quarantena. In questo periodo di riduzione del flusso turistico potrebbe essere per loro un modo per sostenersi con i rimborsi regionali ed aiutare concretamente la popolazione colpita”, dichiara il sindaco Annamaria Casini.
“Abbiamo fatto già diverse riunioni e sopralluoghi con l’Arma per il nuovo Drive In ai quali abbiamo messo a disposizione logistica e mezzi per sostenere questa importante iniziativa. Li ringrazio di cuore per il contributo concreto e decisivo che stanno fornendo al territorio, spesso dimenticato, in attesa di soluzioni strutturali con nuovo personale per i servizi territoriali della sanità . Già domani nella riunione del Comitato Ristretto dei Sindaci, da me richiesta, confido di conoscere quale sia la strategia aziendale per il nostro ospedale in questa critica fase di pandemia. Attendiamo” conclude il sindaco “un generale potenziamento dei laboratori per processare i test e della fornitura di tamponi senza i quali anche quest’anno iniziativa potrebbe risultare vana”.
NEL TERAMANO SERVONO ALMENO 400 POSTI LETTO, “GIULIANOVA PRONTA A FARE LA SUA PARTE”
“C’è il rischio di dover reperire 400 posti letto nelle strutture ospedaliere della provincia. Giulianova pronta a fare la sua parte”.
Invita all’unità il sindaco Jwan Costantini, dopo la riunione del Comitato ristretto dei sindaci della Asl riunito questo pomeriggio, in videoconferenza, a cui ha preso parte vista la situazione dei contagi nella Provincia di Teramo, che si presenta ogni giorno più critica sulla base dei dati.
“Alla luce dei contagi attualmente attivi (2.390) sul territorio teramano – dichiara il primo cittadino – sarà necessario uno sforzo comune per sopperire alla grande emergenza e garantire una adeguata assistenza sanitaria a chi ne ha bisogno, in termini di posti letto disponibili nelle strutture ospedaliere della Provincia. Ad oggi sono 180 i pazienti teramani ricoverati in ospedale e la situazione, purtroppo, sembra peggiorare di giorno in giorno. Si fa strada il serio rischio di dover reperire almeno 400 posti letto. Siamo in piena emergenza e tutti gli ospedali della provincia dovranno fare la loro parte per evitare che qualcuno resti senza assistenza sanitaria, aspettando ore ed ore nelle ambulanze prima di essere assistito”, commenta Costantini.
“La Asl di Teramo sta svolgendo un lavoro immane ma in questa battaglia per la salvaguardia della salute pubblica, mai affrontata prima d’ora, è necessario essere uniti. So che anche il nostro ospedale, il Maria Santissima dello Splendore, qualora ce ne sarà necessità, sarà pronto a fare la sua parte e per questo ci tengo a ringraziare tutto il personale medico e paramedico, perché sono certo che lavoreranno senza risparmiarsi, gettando il cuore oltre l’ostacolo per superare questa sfida”, conclude.
COVID PESCARA: FINITO ISOLAMENTO, STUDENTI “ROSSETTI” TORNANO IN CLASSE
Riprende l’attività in presenza alla scuola media “Rossetti” di Pescara, in via Raffaello, chiusa due settimane fa a causa di un cluster di Covid-19. Una dozzina di persone – studenti e un insegnante – erano risultate positive in classi diverse. Più di 600, tra alunni, insegnanti e collaboratori scolastici, le persone rimaste in quarantena fino ad oggi.
Questa mattina tutti sono tornati a scuola, ad eccezione dei ragazzi risultati positivi. Intanto, nello stesso istituto, il Comprensivo 5, è risultata positiva una bimba della scuola primaria di via Gioberti: la sua classe è in isolamento, così come un docente e un collaboratore scolastico. A Scafa, dopo aver accertato la positività di un alunno, il sindaco ha disposto la sospensione delle attività didattiche della scuola primaria e secondaria di primo grado (plesso scolastico “A. Tontodonati” – Corso I° Maggio) “fino all’espletamento di tutte le procedure di prevenzione e tracciabilità disposte dalla Asl e comunque sino a nuova disposizione”, si legge nell’ordinanza. Sospeso anche il servizio di scuolabus per gli alunni che frequentano il plesso “A. Tontodonati”.
CONTAGI IN AUMENTO NELL’AQUILANO: SCUOLE CHIUSE IN DIVERSI COMUNI
Salgono i casi positivi al coronavirus nei comuni in provincia dell’Aquila, con diverse amministrazioni che, nella giornata di oggi, hanno predisposto la chiusura delle scuole.
Cinque contagi sono stati registrati a Poggio Picenze. Si tratta di due maggiorenni e due minorenni
Ad annunciarlo, sui social, il sindaco Antonello Gialloreto.
“L’unico modo che abbiamo per difenderci è l’utilizzo della mascherina, sempre e ovunque, il lavaggio delle mani, il distanziamento sociale, il rispetto delle regole” ha scritto in un post.
Dei nuovi casi registrati, 2 sono domiciliati fuori comune.
Sul territorio di Poggio Picenze si contano attualmente 12 positività e un decesso, per un totale di 13 casi dall’inizio della seconda ondata. Gli attualmente positivi, otto maggiorenni e quattro minorenni, sono tutti in isolamento domiciliare. Sei non sono domiciliati nel comune.
Chiusa intanto da domani, a scopo preventivo per sospetto contagio, la struttura che ospita asilo nido e scuola dell’infanzia. Le lezioni riprenderanno regolarmente dopo la santificazione dei locali.
Due casi in più, invece, nel comune di Barisciano che raggiunge quota 16 contagi.
Lo ha reso noto, sulla sua pagina Facebook personale, il sindaco Fabrizio D’Alessandro che, sempre nella giornata di oggi, ha predisposto ha ordinato la sospensione dell’attività didattica della scuola, dal giorno 9 fino al 14 novembre.
Altri tre casi sono stati comunicati dalla Asl al sindaco di Cagnano Amiterno, Iside Di Martino
Attualmente, ha scritto sui social, i casi sono in tutto 18, alcuni dei quali comunicati dai cittadini e per i quali siamo in attesa di riscontro ufficiale da parte del Servizio di Prevenzione della Asl. Inoltre ricordiamo che 2 soggetti, appartenenti a nuclei diversi, si sono negativizzati. Auguriamo a tutti i nostri concittadini, risultati positivi al Covid-19, una pronta guarigione e con l’occasione ricordiamo l’importanza delle misure di sicurezza, igiene e distanziamento sociale, che sono da attuare sempre su tutto il territorio comunale. Si invitano i cittadini e cittadine a comunicare ogni fatto e condizione che possa essere utile per la sicurezza pubblica”.
Tre pazienti positivi anche a Tornimparte, dove i casi totali salgono a 19.
“Abbiamo, poi comunicazione diretta, da parte degli interessati, di ulteriori 10 casi che riguardano cittadini residenti a Tornimparte – ha comunicato il sindaco Giacomo Carnicelli -. Come risulta evidente da questi dati, la nostra Asl è in evidente affanno, dovendo gestire numeri giornalieri importanti. Invitiamo tutti ad avere un comportamento prudente e responsabile, soprattutto in caso di sintomi o di contatti con casi di positività: l”autoisolamento alla comparsa di sintomi o in presenza di contatti con positivi è fondamentale per fermare il contagio!”.
Nuovo contagio anche nel comune di Rocca di Mezzo dove, dall’inizio della pandemia, le positività sono in totale 10. A renderlo noto il primo cittadino, Mauro Di Ciccio.
Su Facebook Di Ciccio ha anche fatto il punto sulla situazione relativa alla Rsa situata all’interno del territorio comunale.
“Pur non avendo ricevuto comunicazioni ufficiali da parte delle autorità competenti – ha detto -, ho notizia di 5 casi di positività accertati, tra personale e ospiti della struttura. Le autorità sanitarie hanno disposto il tamponamento di tutte le persone attualmente in isolamento all’interno della casa di riposo, dei cui esiti sarà mia cura darvi conto non appena in possesso di informazioni ufficiali e quindi certe”.
Nei giorni scorsi, il primo cittadino di San Demetrio ne’ Vestini, Antonio Di Bartolmeo, ha invece disposto con l’ordinanza n. 37 la chiusura di tutte le classi e sezioni delle scuole medie del territorio comunale da oggi al prossimo 11 novembre. Le lezioni in presenza torneranno a svolgersi regolarmente dal prossimo giovedì 12.
Nel comune si registrano intanto 6 nuovi contagi, per un totale di 16 positività dall’inizio della seconda ondata.
In quarantena precauzionale, intanto, alcune classi della scuola primaria di Raiano e Castelvecchio Subequo a causa di un’insegnante con sintomatologia Covid 19.
IN ITALIA NUOVO RECORD CONTAGI, SFIORANO I 38MILA, VITTIME 446
Nuovo record di casi Covid in Italia dall’inizio della pandemia: sono 37.809 quelli registrati nelle ultime 24 ore. Le vittime sono 446 in più rispetto a ieri (era da aprile che non si registravano numeri simili). Complessivamente sono 862.681 i contagiati, comprese vittime e guariti, mentre il totale dei morti è di 40.638.
Sono 234.245 i tamponi effettuati nelle ultime 24 ore (nuovo record), circa 15mila più di ieri, con un rapporto positivi/tamponi al 16,14%, quasi un punto più di ieri.
Secondo i dati del ministero della Salute, gli attualmente positivi sono inoltre 499.118. Di questi, 24.005 sono ricoverati nei reparti ordinari, 749 più di ieri, 2.515 sono in terapia intensiva, con un incremento di 124 nelle ultime 24 ore, e 472.598 sono in quarantena, 25.897 in più. Dall’inizio della pandemia sono invece 322.925 le persone dimesse o guarite, con un incremento nelle ultime 24 ore di 10.586.
30 CASI A CERCHIO, SINDACO CHIEDE COOPERAZIONE ALLE FORZE DELL’ORDINE
Con una lettera, inviata a: la polizia locale, carabinieri e carabinieri forestali e per conoscenza al prefetto dell’Aquila, il sindaco di Cerchio, Gianfranco Tedeschi, ha richiesto la massima collaborazione per “organizzare servizi specifici diretti a controlli su tutte le persone coinvolte” e assicurando la massima collaborazione di comune e personale”, al fine di procedere a controlli puntuali in merito ai soggetti sottoposti a sorveglianza Covid per provvedimenti Asl e anche ai loro famigliari e contatti diretti. Negli ultimi giorni, nel comune marsicano, sono stati infatti registrati 30 casi covid in totale.
“Il diffondersi dell’epidemia nel territorio marsicano, ma in particolare nel territorio del nostro Comune, impone a tutte le autorità preposte un controllo rigido e puntuale sull’intero territorio – ha detto -. Ho adottato un’ordinanza sindacale con la quale chiudo dal 7 Novembre tutte le Scuole (Scuola Materna ed Elementare) presenti nel territorio dalla didattica in presenza, garantendo in accordo con la Dirigente Scolastica la Dad. Chiusura al momento fissata per quindici giorni”.
“L’ordinanza che si è resa necessaria in quanto ho ricevuto il ‘nuovo report’ da parte dell’Ufficio ASL 1 – Ufficio sorveglianza covid –, dove emergeva che in un solo giorno i casi Covid nel territorio comunale aumentavano in maniera esponenziale, passando da 13 (report del 3-4/11/2020) a 24 (report del 5/11/2020). Faccio presente anche che un panificio locale, dove si recano molte persone e soprattutto ragazzi delle Scuole, ha chiuso perché i titolari sono stati colpiti dal COVID e stanno correttamente provvedendo a fare tutte le sanificazioni dei locali come impone la Legge.
“Situazione in termine di crescita degli aumenti dei contagi, confermata anche oggi nelle prime ore della mattinata, dove già mi sono state comunicati altri cinque casi. Il numero delle persone contagiate dal Covid che è al momento di trenta persone, impone a quanti hanno avuto contatti diretti la sorveglianza fiduciaria. Da una preliminare verifica che stiamo ultimando con i dati dell’ufficio Covid della Asl1, le persone coinvolte nella sorveglianza fiduciaria sono circa settanta”.
LANCIANO: PRIMO DECESSO ALLA RSA ANTONIANO
Primo decesso alla casa religiosa per anziani ‘Antoniano’ di Lanciano dove sono stati registrati 87 casi di persone positive al covid, 70 ospiti e 17 di personale.
Questa mattina è morto un uomo di 96 anni, di Lanciano, risultato positivo al virus ma che aveva gravi patologie pregresse ed era praticamente considerato malato terminale. Sempre oggi sono stati ripetuti 10 tamponi su altre persone dello staff che erano risultati negativi.
Per arginare l’emergenza all’Antoniano da ieri il sindaco Mario Pupillo ha attivato il Centro operativo comunale della Protezione civile incaricato di dare una mano alla gestione della struttura sanitaria e reperire, attraverso cooperative di servizio, altro personale.






