L’AQUILA – Cambia di nuovo lo scenario dell’inchiesta sugli affittuari spiati dal padrone di casa: il sospettato Giacomo Giacomantonio,  57enne aquilano, già titolare di un  bar vicino allo stadio Fattori, accusato di aver piazzato telecamere nascoste per carpire l’intimità di coloro che vivevano negli appartamenti di sua proprietà, ha ricevuto l’avviso di conclusione delle indagini che prelude alla richiesta di rinvio a giudizio con l’accusa di interferenze illecite nella vita privata nei riguardi di cinquanta parti lese.

Per contro  ieri si era  appreso che  il pm, Andrea Papalia, vuole far cadere del tutto l’accusa di diffusione illecita di immagini per la quale ha chiesto di archiviare ma deciderà comunque il  giudice. Probabile che per il reato principale l’accusato, che è difeso dall’avvocato Roberto De Cesaris, decida di patteggiare.

Vittime del reato sono studenti fuori sede, sportivi e allievi della Guardia di Finanza ma anche famiglie aquilane che vivevano nel condominio di via degli Acquaviva alla periferia dell’Aquila. Sono una cinquantina le persone che hanno presentato denuncia. Una sorta di Grande Fratello non autorizzato da nessuno. E per i residenti venire a sapere di essere stati spiati fu uno choc anche per il fatto che avevano sempre avuto tutti un ottimo rapporto con il sospettato, sempre disponibile per le loro necessità. I reati contestati sono le inteferenze illecite nella vita privata e la diffusione illecita di immagini che ora ha perso consistenza dato il parere dek  pm anche se poi sarà un giudice a stabilirlo.

Una vicenda che, quando è  venuta alla luce dopo le indagini della polizia, ha avuto un clamore mediatico enorme per la sua singolarità, e ha varcato di gran lunga i confini dell’Abruzzo  attirando nel capoluogo di regione i reporter di tutte le principali reti televisive nazionali per quei fatti avvenuti fino a ottobre dello scorso anno.

I controlli hanno subito evidenziato la presenza di dispositivi di spionaggio, ovvero telecamere, presenti delle case, in particolare dei bagni.

Le parti offese sono assistite dagli avvocati Ubaldo Lopardi, Luca Ercole, Maria Leone, Deborah Di Pasquale, Carla Mannetti, Simona Giannangeli,  Guido Pace, Fatima Cortesi, Maria Teresa Di Rocco.