L’AQUILA – Una mostra nasce dal desiderio, ad un anno dalla morte di Umberto Dante, indimenticato docente di Storia contemoporanea, di rendere omaggio a uno dei protagonisti del dibattito culturale cittadino e regionale degli ultimi quarant’anni, attraverso un aspetto meno noto della produzione, eppure in qualche modo perfettamente congruente con la dimensione saggistica, sia come storico “puro”, sia come storico dei media, dell’arte e del cinema.
L’appuntamento è per 14 novembre alle ore 18.00, la Fondazione Giorgio de Marchis Bonanni d’Ocre con la mostra “A giochi fatti”, a cura del figlio Emiliano Dante.
A Giochi Fatti intende proporre al pubblico proprio dei lavori visivi caratterizzati da un tema fortemente storico e storicizzante, ma anche di una dimensione fortemente autobiografica, per cui la storia nazionale, la storia familiare e la storia personale si intrecciano inestricabilmente nell’uso della fotografia e del documento d’epoca, del collage di elementi del reale e elementi dipinti, nel richiamo continuo alla grande storia del Novecento e alla piccola storia della sua famiglia. In questa dimensione che unisce costantemente storia collettiva e storia familiare, diviene particolarmente significativo che la mostra sia curata dal figlio maggiore di Umberto Dante, Emiliano, storico dell’arte e filmmaker, che ha già curato per la Fondazione de Marchis numerose mostre.






