PESCARA – La chiusura per il crollo degli incassi del ristorante Muzii Bistrot in via Quarto dei Mille, nella zona di piazza Muzii a Pescara riaccende la polemica contro l’ordinanza Cenerentola, prorogata fino al 31 gennaio 2027, che impone nel fine settimana il divieto di somministrazione su tavoli e sedie all’esterno, oltre al divieto di vendita per l’asporto e per il consumo sul posto di bevande dalla mezzanotte alle 6.
Ad intervenire con una nota la Cna di Pescara, per voce del direttore Luciano Di Lorito.
“La chiusura di un’attività d’impresa, che sia commerciale o artigianale, è sempre un fatto doloroso. Una sconfitta che ha ricadute sui titolari, gli eventuali dipendenti, l’intera comunità: perché quando spegni un’insegna è così, un pezzetto di città che muore e il degrado cresce”: E incalza:
“Nel caso specifico non è comunque possibile prescindere, per una valutazione obiettiva e realistica, dal peso esercitato dalle regole vigenti in quel pezzo di città, quanto a orari, disposizioni in materia di occupazione del suolo pubblico ed altro. Regole che diventano solo un gravame burocratico in assenza di un progetto che le sorregga, che stia alla base di un’intesa tra amministrazione comunale e imprenditori. Che dia slancio alla città e prospettive a chi fa impresa: mentre qui si procede a colpi di delibere restrittive, punto”.
A detta del direttore della Cna provinciale, “vanno aumentati i momenti di ascolto tra amministrazione comunale e imprenditori, e con loro delle associazioni che li rappresentano. Ma soprattutto occorre andare oltre la mera idea burocratica di risolvere i conflitti a colpi di ordinanze. Vanno create condizioni positive per gli imprenditori, di vantaggio sul fronte della tassazione, in modo che l’esercente possa compensare eventuali perdite di incassi con minori costi su altri fronti. Mentre invece a Pescara tutte le tasse locali aumentano. E questo non va bene”.
“Segnalo infine – conclude Di Lorito – un problema tutt’altro che secondario: se le insegne si spengono, ed è quanto sta accadendo in vari punti della città, cresce anche il rischio di degrado sociale e di scurezza per i cittadini. Nessuno pensi che l’area centrale di Pescara sia esente da questo rischio, e già molti segni si vedono”.






