L’AQUILA – La pioggia di ieri, seppur provvidenziale, non è bastata a domare le fiamme che da due settimane, a causa del vento e delle alte temperature, alimentano l’incendio sul monte Morrone.
Il vasto rogo, che interessa i comuni di Roccacasale e Corfinio, in provincia dell’Aquila, e Popoli Terme, nel Pescarese, è ancora attivo, nonostante l’incessante lavoro di volontari della Protezione civile, vigili del fuoco ed esercito che, con l’aiuto del potente mezzo tagliafuoco arrivato da Roma, sono almeno riusciti a circoscrivere le fiamme e a mettere in sicurezza centri abitati, allevamenti e rifugi. Determinanti, in questo senso, sono stati anche i droni, che esaminano la zona ed indicano ai velivoli la posizione esatta, con la trasmissione di punti precisi, sui quali scaricare l’acqua.
Mentre proseguono le operazioni di spegnimento dall’alto, oggi con l’intervento di due canadair, due elicotteri regionali e un elicottero Erikson, va avanti il lavoro delle squadre a terra, con 90 persone attive tra vigili del fuoco, esercito e volontari, in azione con pick-up antincendio pronti alla bonifica. Presenti sul posto anche due direttori delle operazioni di spegnimento, uno a Popoli e un altro a Roccacasale.
Altro fronte ancora attivo, sempre nell’Aquilano, quello di Rocca di Cambio, dove sono presenti 4 volontari coordinati dal direttore operazioni spegnimento dei vigili del fuoco.
Segnalato un altro incendio a Capestrano, dove sono presenti 5 volontari con due mezzi e dove stanno arrivando anche i vigili del fuoco.




