AVEZZANO – “In questo momento penso solo a fare il sindaco di Avezzano, poi ben venga tutto quello possa essere utile ai territori, che possa consentire di mettere al servizio della collettività la mia esperienza e le mie intuizioni”.

La voce circola da tempo: il sindaco civico e bipartisan di Avezzano Gianni Di Pangrazio, dopo la schiacciante riconferma con il 67% alle comunali di maggio, già lavora a diventare prossimo presidente della Provincia dell’Aquila, quando a dicembre 2029 si tornerà a votare, con in carica, per il terzo mandato consecutivo, il sindaco di Castel di Sangro Angelo Caruso, di Fdi.

Interpellato da Abruzzoweb, Di Pangrazio non nega e non afferma, come si conviene al più abile e accorto tatticismo politico. Per lui sarebbe comunque un ritorno a casa, pur mantenendo la fascia da sindaco, essendo stato a lungo della Provincia dell’Aquila dirigente e direttore generale.

Di Pangrazio si lascia anche sfuggire una osservazione non banale: “forse si tornerà a votare anche prima dei tre anni, se Caruso deciderà di candidarsi l’anno prossimo alle Politiche o a marzo 2029 alle Regionali”.

Ipotesi concreta, la corsa alle Politiche, ma ancora tutta da sostanziare, per il vicepresidente nazionale dell’Unione province italiane (Upi), vista la morra di aspiranti candidati che si contendono un posto in lista nel partito di Giorgia Meloni, ad oggi sondaggi alla mano ancora il cavallo vincente. Altrettanto probabile una sua candidatura alle elezioni regionali. Una ragione in più, in ogni caso, per Di Pangrazio di stringere i tempi e tessere la sua tela.

A questo proposito il sindaco di Avezzano ha lanciato l’idea della Quinta provincia, ovvero di un coordinamento forte tra tutti i Comuni, grandi e piccoli, delle aree interne abruzzesi, che faccia da contraltare allo strapotere della costa, e possa far sentire la sua voce in Consiglio regionale, con proposte di legge ad hoc e misure per lo sviluppo e per il contrasto dello spopolamento.

Non solo, già prima del voto di maggio, Di  Pangrazio ha messo in campo il progetto della “grande Marsica”, che tiene a specificare, “rappresenta anche qui un coordinamento tra tutti i sindaci di un territorio che rappresenta da solo il 48% degli abitanti di tutta la provincia dell’Aquila che possa occuparsi a 360 gradi di una serie di servizi unitari ben oltre il territorio avezzanese, un distretto ad hoc, insomma.

E rivela, “ci stiamo lavorando e abbiamo riattivato il parlamentino dei sindaci. Ho dato la delega all’avvocato e consigliere comunale Cristian Carpineta, che si sta occupando di ricollegare i comuni, qualche giorno fa l’Unione dei comuni marsicani ha approvato una delibera per convenzionarsi con Avezzano”.

Una rete di relazioni forti, promosse da Di Pangrazio, in molti osservano, che potranno senz’altro essere preziose per la prossima tornata elettorale, per conquistare la guida dell’ente di secondo livello, dove a votare sono solo sindaci e consiglieri comunali, con pacchetti di preferenze proporzionati dalla dimensione del comune, con la speranza che intanto le Province azzoppate dalla Riforma Delrio, che gli ha lasciato le solo le deleghe a viabilità e edilizia scolastica. Di Pangrazio poi ha come punto di forza quello di essere oltre gli steccati, a capo di una maggioranza che annovera esponenti di destra, centro e sinistra e partiti altrove nella coalizione di centrodestra come Lega ed Udc.

Nelle elezioni provinciali del dicembre 2025 invece per Di Pangrazio non è andata benissimo: a stravincere  per assenza di avversari è stato il candidato unico del centrodestra Angelo Caruso, mentre il centrosinistra e della lista civica del sindaco di Avezzano non sono riusciti ad esprimere nemmeno un competitor al presidente uscente, dopo non essere riusciti ad unirsi, per provare al meno a giocarsi una partita data comunque persa in partenza, visto il peso in termini elettorale dei comuni del centrodestra.

In ogni caso la lista “Provincia Territorio – Solidarietà e sicurezza”, promossa da Di Pangrazio, ha eletto il fedelissimo Fabrizio Ridolfi, presidente del consiglio comunale nella passata consiliatura, oggi vicesindaco. La prossima potrebbe essere una partita ben diversa, con il regista dietro le quinte come protagonista.