L’AQUILA – Non solo caos, lunghe file, anche per la carenza di personale e locali angusti non certo all’altezza di un luogo di sofferenza: ora al pronto soccorso dell’ospedale “San Salvatore” dell’Aquila, mancano le barelle.

Almeno è questa la realtà in cui ieri a tarda sera si sono imbattuti, meglio realtà sbattuta in faccia davvero con poco tatto, parenti di malati da alcuni infermieri, con i nervi a fior di pelle, del triage, il filtro nei pronto soccorso.

Una verità comunicata a bruciapelo, come se fosse del tutto normale. E a coloro che si sono permessi di obiettare e di chiedere se del disservizio fossero a conoscenza i vertici aziendali, la risposta è stata quella di chiamare la guardia giurata in servizio in sala di attesa con l’istanza di rivolgersi ai carabinieri. Chiudendo le porte in faccia ai malcapitati parenti.

E così in una serata definita tranquilla dagli stessi operatori – nel senso che il pronto soccorso, come purtroppo accade spesso, non è stato preso d’assalto -, in sala di attesa i malati, soprattutto anziani momentaneamente non autosufficienti, sono stati costretti a stare su sedie di legno non certo confortevoli con una sofferenza nella sofferenza e il pericolo di rovinose cadute.

Addirittura – viene riferito ad AbruzzoWeb che ha raccolto diverse testimonianze -, alcuni si sono sistemati sulle sedie a mo’ di letto e si sono addormentati. Ma c’è di più: i parenti dei pazienti che hanno osato chiedere spiegazioni al triage, sono stati trattati con sufficienza e in taluni casi con maleducazione e arroganza.

“Non ci sono le barelle – hanno risposto in maniera secca le infermiere mostrando zero sensibilità verso persone preoccupate e sofferenti – abbiamo la sala interna piena e non ci sono”. “Ma le sembra normale tutto ciò?”, ha chiesto qualcuno. Ed ancora, “avete avvisato la direzione sanitaria?”, “Certamente e più volte”, la risposta piccata e arrogante, e alla richiesta di ulteriori spiegazioni e alla minaccia di ricorso alle forze dell’ordine per denunciare l’assurda carenza, gli operatori si sono rivolti alla sicurezza privata.

Con l’aggravante, ripetiamo, di dinieghi pronunciati con sorprendente normalità: come se tutto fosse a posto e come se tutti si dovessero rassegnare ad una realtà infattibile se si considerano le risorse che girano intorno al pianeta sanità.

Sicuramente si tratta di un accaduto non diffuso perché al pronto soccorso, reparto che in generale è l’emblema delle difficoltà del comparto, lavorano con efficacia ed umanità molti medici e paramedici in condizioni precarie, ad esempio le ormai note carenze di personale.

Ma quanto accaduto e segnalato ieri notte non fa altro che peggiorare le situazione e l’immagine di un pronto soccorso che dovrebbe essere fiore all’occhiello dell’ospedale del capoluogo di regione.

Certamente, il dg, l’aquilano Paolo Costanzi, in sella da meno di un anno, saprà riflettere e intervenire.

In ultimo la beffa: nella sala interna, dove vengono ospitati i malati non gravi in osservazione breve, c’erano delle barelle libere. (b.s.)