L’AQUILA – “La sanità abruzzese sta vivendo una rivoluzione: siamo passati da sistemi separati, spesso diversi da una Asl all’altra, a un’infrastruttura regionale integrata, capace di conservare e rendere consultabili referti e immagini diagnostiche. Questo significa fare un passo in avanti decisivo per avere cure più rapide e appropriate, con conseguente abbattimento delle liste di attesa, verso una maggiore continuità assistenziale e importanti risparmi economici”.
A parlare, in un’intervista ad AbruzzoWeb, è Riccardo Urbani, tra i più grandi esperti di livello nazionale in innovazione tecnologica e cybersicurezza, chiamato già dal 2019 come super consulente dal presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio, di Fdi, per affiancarlo nei principali progetti di trasformazione digitale.
Il 67enne romano è dunque in prima linea nelle riforme di sistema considerate indispensabili per abbattere il debito della sanità, che ha imposto da due anni tagli e sacrifici dettati dal Tavolo interministeriale di monitoraggio, con un Piano operativo che deve riportare il deficit in pareggio entro tre anni, calcolato per il 2025 intorno agli 80 milioni di euro, comunque in miglioramento. E nello stesso tempo la mission è quella di abbattere le liste di attesa, ancora insopportabilmente lunghe, per avere una visita e sottoporsi ad una analisi, il che comporta la rinuncia alle cure e, per chi se lo può permettere, il ricorso alla sanità privata a pagamento.
In particolare Urbani è stato tra gli ideatori e promotori del progetto regionale Vna, acronimo di Vendor Neutral Archive, presentato nei giorni scorsi dal presidente Marsilio e dall’assessore regionale alla Salute, Nicoletta Verì.
L’iniziativa, sviluppata in linea con gli obiettivi del Pnrr, ha permesso di realizzare una piattaforma regionale per centralizzare e condividere in modo sicuro le immagini radiologiche e i relativi referti prodotti dalle quattro Asl abruzzesi.
“Radiografie, Tac e risonanze magnetiche possono così essere consultate dai professionisti sanitari autorizzati anche quando gli esami sono stati eseguiti in un’altra azienda sanitaria. Anche i cittadini possono visualizzare e scaricare referti e immagini diagnostiche attraverso il portale Abruzzo Sanità Online, superando progressivamente la necessità di recarsi agli sportelli per ritirare i tradizionali supporti fisici”, spiega nell’intervista Urbani.
Ma non solo: “in prospettiva, l’infrastruttura potrà evolvere verso il modello dell’enterprise imaging, un sistema centralizzato per la gestione di tutte le immagini cliniche. Oltre alla radiologia, potranno essere progressivamente integrate la digital pathology, con la digitalizzazione dei vetrini, l’endoscopia con video ad alta definizione e la cardiologia, in sinergia con la telemedicina regionale”.
L’obiettivo, aggiunge Urbani, “è offrire ai medici una visione clinica sempre più completa e longitudinale del paziente, riducendo la duplicazione degli esami e rendendo più rapido e appropriato il percorso di cura”.
Riccardo Urbani, come è cambiata la sanità abruzzese dal punto di vista dell’innovazione negli ultimi anni?
C’è stato un cambio di passo notevole e, per certi aspetti, radicale nel modo di concepire l’innovazione sanitaria. Non ci siamo limitati ad acquistare nuove tecnologie o a digitalizzare singoli servizi, ma abbiamo iniziato a costruire un’infrastruttura regionale unica, integrata e interconnessa. Siamo passati da sistemi separati, spesso differenti da una Asl all’altra e persino da una struttura all’altra, a una visione regionale complessiva. Il vero cambiamento non è rappresentato soltanto dalla tecnologia, ma dalla condivisione dei dati e dalla capacità di mettere le informazioni a disposizione dei professionisti sanitari e dei cittadini nel momento in cui servono.
Entriamo nel merito del progetto Vna: in concreto, quali risultati ha prodotto?
Il Vendor Neutral Archive è uno dei progetti centrali di questa trasformazione. Per spiegarlo in termini semplici, abbiamo realizzato un archivio regionale nel quale vengono conservati e resi disponibili i referti e le immagini diagnostiche prodotte dalle quattro Asl: radiografie, Tac, risonanze magnetiche e altri esami di diagnostica per immagini.
Prima ogni Asl disponeva del proprio sistema, con il rischio di creare compartimenti separati e informazioni difficilmente condivisibili. Oggi questi sistemi possono dialogare tra loro. Un professionista sanitario autorizzato, nel rispetto del consenso espresso dal paziente e delle regole sulla protezione dei dati personali, può consultare anche gli esami effettuati presso un’altra Asl abruzzese. Questo migliora la continuità delle cure e consente al medico di avere una conoscenza più completa della storia clinica del paziente.
L’Abruzzo è impegnato in una non facile azione di riequilibrio dei conti sanitari. In che modo la digitalizzazione può contribuire all’abbattimento del deficit?
La digitalizzazione non risolve da sola tutti i problemi della sanità, ma permette di utilizzare meglio le risorse disponibili. Evitare la ripetizione non necessaria di un esame significa ridurre i costi, liberare spazi nelle agende e accorciare i tempi per altri pazienti. Il Vna può quindi contribuire anche al contrasto delle liste di attesa, perché un esame già eseguito e immediatamente disponibile non deve essere ripetuto soltanto perché è stato effettuato presso un’altra azienda sanitaria o perché il supporto cartaceo o il cd non sono reperibili.
Da tempo le Asl sono state definite repubbliche indipendenti, è ancora così?
È importante che le quattro Asl lavorino secondo standard comuni e con sistemi interoperabili. Stiamo centralizzando numerose applicazioni e, quando possibile, anche le procedure di acquisto. Questo evita di moltiplicare per quattro software, manutenzioni, licenze e infrastrutture, consentendo economie di scala e una governance regionale più efficace.
E per quanto riguarda i farmaci, che rappresentano una delle principali voci di spesa sanitaria?
La gestione digitale dei farmaci è un altro ambito fondamentale, distinto dal VNA ma inserito nella stessa strategia regionale di innovazione. L’obiettivo è garantire la tracciabilità del farmaco lungo tutto il percorso: dall’arrivo nel magazzino o nella farmacia ospedaliera fino alla somministrazione al paziente. In questo modo è possibile conoscere disponibilità, consumi, scadenze e destinazione delle confezioni. Una tracciabilità completa permette di ridurre gli sprechi, limitare le giacenze inutilizzate e prevenire che quantità rilevanti di farmaci arrivino a scadenza e debbano essere eliminate».
Quale ruolo ha l’intelligenza artificiale in questo progetto?
Partiamo da un esempio concreto. Attraverso il sistema presentato in Abruzzo, le immagini prodotte da una tac o da una risonanza magnetica possono essere trasformate in ricostruzioni tridimensionali interattive. Il medico non osserva più soltanto una successione di immagini bidimensionali, ma può visualizzare un organo, una lesione o una struttura anatomica in tre dimensioni, ruotarla, ingrandirla ed esaminarla da diverse prospettive. Questo può essere fatto anche attraverso un normale personal computer e può rappresentare un supporto importante nella pianificazione di interventi particolarmente complessi. Un secondo campo di applicazione riguarda il supporto alla refertazione. Gli algoritmi di intelligenza artificiale possono evidenziare aree sospette o anomalie che meritano un approfondimento, funzionando come una sorta di secondo osservatore. La decisione e la responsabilità clinica restano sempre del medico, ma l’intelligenza artificiale può aiutarlo a lavorare con maggiore rapidità e precisione.
Come si collega il VNA con il Fascicolo sanitario elettronico?
Il Vna e il Fascicolo sanitario elettronico sono due strumenti differenti ma complementari. Il Vna conserva e gestisce le immagini diagnostiche e i relativi referti; il Fascicolo sanitario elettronico ricostruisce la storia sanitaria del cittadino e gli consente di consultare i propri documenti attraverso un unico punto di accesso. In Abruzzo il Fascicolo è accessibile tramite la piattaforma Abruzzo Sanità Online. Il nostro obiettivo è rendere disponibili, attraverso questa architettura, non soltanto i referti ma anche le immagini diagnostiche collegate. Agenas sta svolgendo un ruolo importante nel garantire standard omogenei e interoperabilità a livello nazionale. La Regione Abruzzo ha predisposto l’infrastruttura e i contenuti: ora è necessario che l’intero ecosistema nazionale continui a evolversi, affinché dati e documenti sanitari possano essere consultati in modo sicuro anche al di fuori del territorio regionale.
I dati sanitari e il Fascicolo sanitario elettronico possono essere considerati sicuri?
La sicurezza deve essere progettata su più livelli e deve riguardare sia le infrastrutture regionali sia l’architettura nazionale del Fascicolo sanitario elettronico. Bisogna però essere chiari: nella cybersicurezza il rischio zero non esiste. Le minacce cambiano continuamente e nessun sistema può essere considerato definitivamente al sicuro. Nel maggio del 2023 l’Abruzzo ha pagato uno scotto pesantissimo con l’attacco ransomware alla Asl 1 Avezzano-Sulmona-L’Aquila. Oggi l’Abruzzo dispone di una postura di sicurezza molto più solida rispetto al 2023, ma sarebbe sbagliato dichiarare che il problema è definitivamente risolto. La cybersicurezza è un processo continuo, fatto di investimenti, aggiornamento delle tecnologie, controllo degli accessi, backup, capacità di risposta agli incidenti e, soprattutto, formazione del personale.
Che importanza ha il fattore umano nella rivoluzione digitale?
La tecnologia è indispensabile, ma il fattore umano rimane uno degli elementi decisivi. Anche la sicurezza deve diventare una responsabilità condivisa da dirigenti, tecnici, operatori sanitari e da chiunque utilizzi i sistemi informatici. Filippo Tronca





