PESCARA – Chiusa l’inchiesta su un presunto giro di sponsorizzazioni fittizie che avrebbe sfiorato i 3 milioni: il procuratore della Repubblica aggiunto di Pescara, Anna Rita Mantini e il sostituto, Anna Benigni, hanno inviato l’avviso conclusione indagini ai 14 indagati rimasti dopo lo stralcio della posizione di Rosa Norma Di Pentima, avviata verso l’archiviazione. Lo riporta il quotidiano Il Centro.

L’inchiesta, con accuse tutte da provare, vede in primo piano la figura di Enea D’Alonzo, ex assessore a Montesilvano nella giunta dell’allora sindaco Di Mattia e presidente della commissione lavori pubblici nella passata amministrazione del sindaco De Martinis. D’Alonzo è oggi collaboratore politico del gruppo in consiglio regionale della Lega e coinvolta è anche la moglie Marika Coppa.

Nell’inchiesta figurano anche altri nomi noti e diversi imprenditori, come l’ex consigliere regionale e senatore della Lega, candidato sindaco dei salviniani alle elezioni comunali del 2021.  Fabrizio Di Stefano, in qualità di titolare di una farmacia di Tollo (Chieti).

Va precisato che la Lega non è in nessun modo coinvolta nella vicenda giudiziaria.

Cè poi Vladimiro Lotorio, legale rappresentante della “Novesci srl” di Milano e della “Ellepi Costruzioni srl” di Pescara; Sergio Bernava, legale rappresentante della “Coalpi” di Trasacco, paese in provincia dell’Aquila); Denis Matricardi, legale rappresentante della “Matribar srl” di Francavilla al Mare nel chietino; Frank Taddeo, rappresentante della “Electric System Solution” e della “Electric System”; Valentina Di Gregorio, della “Vuesse Revisioni snc” ; Felice Perini e Simona Di Francesco , legale rappresentante della “T.L.P. Impianti” di Montesilvano (Pescara); Paolo Iannetti, rappresentante della “Pescara65100 srl”, e poi gli stretti collaboratori di D’Alonzo, Gianpiero Zaffiri e Vittorio Sirolli.

Si tratterebbe di un giro di sponsorizzazioni che non esistono o solo parzialmente, sempre secondo l’accusa), in favore di due società: la “A.S.D. Real Dem Calcio a 5” di Montesilvano (con unici soci Zaffiri e D’Alonzo) e la “A.S.D. Nobel Boys Calcio a 5”, legalmente rappresentata da D’Alonzo in collaborazione con Sirolli (procacciatore di sponsor).

Si parla, come recita l’imputazione, di “fatture relative ad operazioni di sponsorizzazioni totalmente o parzialmente inesistenti per un importo di almeno 800 mila euro per la Real Dem e di circa 85 mila per la Nobel Boys, anche al fine di consentire l’evasione delle imposte sui redditi e sul valore aggiunto delle persone fisiche e giuridiche, responsabili di evasioni fiscali, alle quali D’Alonzo”, e qui arriva il nocciolo dell’inchiesta, “poi restituiva in contanti il 75% delle somme di denaro ricevute a titolo di fittizie sponsorizzazioni effettuate dagli sponsor per mezzo di bonifici bancari destinati alle due associazioni sportive, trattenendo per sé e per la propria moglie Marika Coppa, il restante 25% delle somme ricevute, pari a 151 mila euro”.

A D’Alonzo e moglie, a differenza di tutti gli altri indagati che rispondono solo di evasione fiscale, viene contestato anche il reato di riciclaggio per aver utilizzato parte di quel denaro proveniente dalle fittizie sponsorizzazioni per alimentare i propri conti correnti “in modo da ostacolare l’identificazione della loro provenienza delittuosa”.

Fatti che partono da lontano perché alcune contestazioni sono datate 2020 e fino all’inizio dell’inchiesta. Le indagini vennero svolte dalla guardia di finanza e partirono da «accertamenti documentali, bancari e patrimoniali effettuati nel corso degli ultimi mesi in ordine alle ipotesi di evasione fiscale nei confronti degli indagati». Le fiamme gialle hanno ricostruito ogni passaggio, riportato anche nel decreto di sequestro preventivo d’urgenza che venne stilato a carico di D’Alonzo, della moglie e di Zaffiri per un totale di circa 200mila euro.

Tra 20 giorni, dopo le controdeduzioni delle parti,  la Procura potrà chiedere il rinvio a giudizio o avanzare richiesta di archiviazione.