L’AQUILA – L’Aquila capitale italiana della cultura 2026 ha appena superato il giro di boa dei primi sei mesi. Anno d’oro per il capoluogo d’Abruzzo, per la giusta soddisfazione del sindaco di Fdi Pierluigi Biondi, in virtù di un budget che comprese le compartecipazioni private arriva ai 20 milioni di euro.
Eppure crea polemica e malessere, con tanto di evocazione di un remake di “Aspettando Godot” di Samuel Beckett l’esito di ben tre bandi, per oltre 1,6 milioni di euro circa complessivi, ancora al palo, – uno senza ancora vincitori, due non ancora nemmeno pubblicati – di cui sono destinatari le piccole associazioni e i Comuni del cratere sismico 2009, il cui forte coinvolgimento nel nome della “città territorio” e “multiverso” è stato uno dei punti di forza della candidatura vincente dell’Aquila a Capitale della cultura.
Una somma non trascendentale, a copertura di questi bandi, tenuto conto che la sola inaugurazione del 17 gennaio presso l’Auditorium della Scuola Ispettori e Sovrintendenti della Guardia di Finanza, alla presenza del capo dello Stato Sergio Mattarella è costata un milione di euro, il palco sopra la scalinata di San Bernardino è costato anche quest’anno oltre 500.00o euro, altri milioni se ne andranno per le grandi mostre, per portare all’Aquila i grandi nomi della musica e dello spettacolo, che arricchiranno i cartelloni dei tradizionali Cantieri dell’Immaginario e della Perdonanza ed altri eventi.
Cominciamo dunque con il primo bando, “Sviluppo delle potenzialità culturali per l’attrattività turistica del cratere” a valere sul filone B2 dei fondi Restart, riservato a organizzazioni senza scopo di lucro con sede legale a L’Aquila o in uno dei comuni dell’area del cratere sismico 2009 tra associazioni, comitati, fondazioni, organizzazioni di volontariato, organizzazioni non governative, associazioni e società sportive dilettantistiche, associazioni di promozione sociale, cooperative sociali, imprese sociali. Ed ancora istituti di formazione di ogni ordine e grado come direzioni scolastiche, università, istituti di formazione superiore.
Fondi a valere sul 4% di quelli per la ricostruzione post sisma, per un budget di 325.000 euro, per contribuiti massimo di 15.000 euro da rendicontare, si badi bene, entro quest’anno, ma con una cofinanziamento del 50% di quando ricevuto. Mentre va ricordato per il bando già concluso e finanziato per i grandi enti culturali, il cofinanziamento era del 15%.
Ebbene: l’elenco delle 48 associazioni che hanno fatto domanda (qui di seguito riportato integralmente) è stato pubblicato sul sito del Comune dell’Aquila a febbraio, ma nulla si sa ancora della graduatoria, dei vincitori e degli esclusi. E siamo arrivati a luglio.
Un bando che deve promuovere, nell’anno della Capitale della cultura, la “valorizzazione dei beni culturali”, delle “risorse paesaggistiche e delle risorse tecniche”, la “formazione e sviluppo di nuove competenze artistiche e culturali”, il “sostegno a nuove istanze artistiche e culturali” ed “eventi di eccellenza del sistema culturale del territorio”. Con punteggi anche per le ricadute occupazionali, la creazioni di partnership, oltre che per la qualità della proposta, e il curriculum del richiedente.
Su richiesta del consigliere di opposizione del Pd Stefano Albano, il dirigente del settore Aq progetti speciali per la rinascita, titolare del bando, Fabio De Paulis ha rivelato, ed era maggio, che delle 48 domande, 14 sono state ritenute ammissibili, e poi c’erano 33 soccorsi istruttori di cui 24 positivi e finanziati tutti tranne 3. Da allora nessuna sostanziale novità.
Peggio va per altri due bandi, che non sono stati nemmeno pubblicati.
Sono l’avviso Restart-filone C, “Valorizzazione del patrimonio artistico e culturale del territorio”, con un budget per il 2026 di appena 150.000 euro, dedicato alle iniziative previste per i comuni del comprensorio, bando affidato anch’esso al Comune dell’Aquila.
E il bando “Segni e Voci di Paesaggio” che ha un plafond complessivo di 2 milioni di euro, di cui però saranno assegnati 1,2 milioni di euro, tolte spese le spese tecniche, riservato a 61 comuni, di cui 56 del cratere sismico e 5 “fuori cratere”
La governance è affidata a una convenzione tra il Comune dell’Aquila, soggetto attuatore, e l’Usrc, che svolgerà funzioni di supporto tecnico e amministrativo nelle fasi di selezione, monitoraggio e rendicontazione.
Iniziativa presentata a fine aprile a palazzo Margherita, con una riunione plenaria con in sindaci, alla presenza del sindaco dell’Aquila Biondi, il titolare dell’Usrc Raffaello Fico e il manager culturale Agostino Riitano.
Il programma era stato spiegato, prevede “la realizzazione di opere pubbliche diffuse, site-specific, attraverso processi partecipativi che coinvolgeranno comunità locali, istituzioni, associazioni e artisti”, nei cosiddetti “punti di intensità del territorio”, ovvero “accessi ai borghi, attraversamenti, belvedere, spazi di relazione – con l’obiettivo di costruire una rete di segni culturali capace di rafforzare identità e riconoscibilità del paesaggio”.
Anche qui però tutto fermo e nessuna notizia, nonostante lo scontro assai duro tra il sindaco Biondi e il riconfermato sindaco di Pizzoli Gianni Anastasio, del Pd, coordinatore dei Comuni del cratere 2009, che ha denunciato come il bando non solo è in clamoroso ritardo, ma è stato “calato dall’alto”, senza “il coinvolgimento dei sindaci”, con conseguente richiesta di un ruolo attivo nella redazione dei criteri e obiettivi di questo bando.
Osservando anche che rispetto al faraonico budget dell’Aquila Capitale della Cultura, alla fine dei conti di “Segni e Voci di Paesaggio”, assegnerà in media appena 16.000 euro a Comune.
Malcontento che sarebbe emerso anche a margine della presentazione del progetto “Segni e Voci di Paesaggio”, anche da parte di altri sindaci e amministratori, che però poi hanno mandato una piccata smentita ad un articolo pubblicato da questa testata (QUI IL LINK).
Ad attaccare, nelle file dell’opposizione il centrosinistra è in particolare Albano del Pd, per il quale “. mentre i bandi latitano, sono stati assegnati, per fare solo un esempio, in via diretta dal Comune 75mila euro alla Fondazione Magna Charta di Gaetano Quagliariello per un progetto di integrazione fra AI e cultura. Preoccupa intanto che vengano lasciati indietro le realtà più piccole e però dinamiche e creative, quelle che non afferiscono al Fondo unico dello spettacolo, ma che arricchiscono il tessuto culturale cittadino e che meritano un investimento forte”, ricordando come “il previsto cofinanziamento al 50% per il bando del filone B2 è peraltro oneroso per le piccole realtà, finisce quindi per escludere chi non ha già di suo risorse sufficienti per le anticipazioni. Noi pensiamo che Capitale della cultura sia una straordinaria opportunità, ma ci preoccupano le cose che non stanno funzionando”. Filippo Tronca
L’ELENCO DELLE DOMANDE AL BANDO DEL FILONE RESTART B2







