PESCARA  – Contrasto alle discriminazioni “in maniera concreta e trasversale”, percorsi di “formazione, sensibilizzazione e prevenzione”, strumenti di sostegno alle vittime di discriminazione e violenza, sportelli dedicati e “rifugi arcobaleno”, a cui si aggiunge un Osservatorio regionale per “monitorare il fenomeno e promuovere iniziative finalizzate a costruire una cultura del rispetto delle differenze e della dignità delle persone nei luoghi di lavoro, nelle scuole, nello sport, nella cultura e nei servizi socio­ sanitari”.

È quanto prevede la proposta di legge ‘Norme per il diritto all’autodeterminazione, contro le discriminazioni e le violenze determinate dall’orientamento sessuale e dall’identità di genere’ promossa dal Patto per l’Abruzzo.

Prima firmataria la consigliera Erika Alessandrini (M5s), la proposta è stata sottoscritta da tutti i consiglieri regionali di opposizione. Oggi la presentazione in conferenza stampa, presenti Alessandrini, il capogruppo di opposizione Luciano D’Amico, il capogruppo M5s, Francesco Taglieri, Renato di Nicola, in rappresentanza dell’associazione Jonathan – Diritti in movimento, e Leonardo Quaglia dei Giovani Democratici.

La proposta, è stato spiegato, è depositata “da mesi” in Consiglio, ma “non è stata ancora calendarizzata per la discussione”.

Il tutto mentre l’Abruzzo registra “uno dei più alti rapporti tra episodi di violenza e discriminazione ai danni delle persone Lgbtqia+ e popolazione residente”.

“La norma – spiegano – è nata dall’ascolto delle associazioni, dei professionisti, degli operatori sociali e delle persone che ogni giorno si confrontano con discriminazioni, pregiudizi e violenze. Colma un vuoto normativo non più accettabile e assegna alla Regione un ruolo attivo nella prevenzione”.

I promotori, ricordando i dati sugli episodi di violenza, parlano di un “problema reale che riguarda la vita di tante persone” e sottolineano che “una Regione moderna non può ignorare queste realtà”. L’obiettivo è quindi quello di “dotare la Regione Abruzzo di una legge all’avanguardia, che sia rispondente alle reali esigenze delle comunità e non sia un mero atto di bandiera”.

“All’inizio di giugno, mese storicamente dedicato al Pride e alle battaglie per l’uguaglianza e il riconoscimento dei diritti della comunità Lgbtqia+, vogliamo ribadire la necessità di avviare l’iter di approvazione della legge per giungere il più presto possibile alla sua attuazione. I diritti – concludono – non possono restare bloccati in un cassetto. La qualità di un governo, anche regionale, si misura dalla capacità di riconoscere e proteggere ogni persona”.

 

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