SULMONA – “Una strage che avrebbe determinato la perdita di circa il 25% della popolazione di lupo presente nel Parco e nella sua area contigua, un danno senza precedenti negli ultimi decenni alla biodiversità appenninica e all’equilibrio dell’intero ecosistema”.

Per questo quindici associazioni animaliste hanno deciso di avviare un’azione comune dopo la recente strage di lupi avvenuta in Abruzzo, con il presunto avvelenamento di circa venti esemplari, oltre a tre volpi e una poiana.

Le associazioni – Altura, Animalisti Italiani L’Aquila, Appennino Ecosistema, Cai Abruzzo, Enpa, Forum Ambientalista, Italia Nostra, Lav, Lipu, Lndc Animal Protection, Pro Natura, Rewilding Apennines, Salviamo l’Orso, Touring Club Italiano e Wwf – hanno già avuto un confronto con i vertici del Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise e nei giorni scorsi hanno richiesto formalmente un incontro urgente con il procuratore della Repubblica di Sulmona, Luciano D’Angelo, con quello di Avezzano Maurizio Maria Cerrato e con il comandante del Gruppo Carabinieri Forestale dell’Aquila, Nicolò Giordano.

Le organizzazioni spiegano inoltre di volersi proporre come “tutori” degli interessi degli animali, della specie e dell’ecosistema appenninico, chiedendo che si proceda contro i responsabili “in base ai reati che puniscono gravemente chi uccide animali e provoca la compromissione dell’ecosistema, della biodiversità, della flora o della fauna”.

Le associazioni ricordano infine che il lupo rappresenta “un simbolo dell’Italia” e una presenza fondamentale per l’equilibrio naturale del territorio, chiedendo un impegno concreto affinché episodi simili non si ripetano e venga rafforzato il percorso di coesistenza tra uomo e fauna selvatica.