PESCARA – “Sia ad Avezzano che a Chieti la scelta della Lega è stata e sarà quella della coerenza, nel primo caso al fianco di un candidato a sindaco civico della cui maggioranza siamo da tre anni una componente importante, nel secondo invece alla coalizione di centrodestra chiediamo una candidatura politica e non civica”.

Sarà un test importante anche per la Lega quello delle elezioni amministrative del 24 e 25 maggio e ne è ben consapevole il coordinatore regionale capogruppo in Consiglio regionale Vincenzo D’Incecco, pescarese, che ha preso le redini del partito a fine 2024 dal sottosegretario di stato all’Agricoltura, l’aquilano Luigi D’Eramo.

A maggior ragione perché nelle due principali sfide, Chieti ed Avezzano, la Lega gioca due partite ben diverse. A Chieti sta nella tradizionale coalizione di centrodestra dove ancora non si riesce a individuare un candidato a sindaco, con il carroccio che non vuole un civico e ha messo sul tavolo i suoi consiglieri di opposizione, l’ex assessore Mario Colantonio e l’ex presidente del Consiglio comunale Liberato Aceto.

Ad Avezzano, invece, la scelta è stata proprio quella di appoggiare il sindaco civico e bipartisan uscente Gianni di Pangrazio rompendo dunque l’asse con Fratelli d’Italia, Forza Italia e Noi moderati che invece sostengono l’ex questore Alessio Cesareo.

Nell’intervista ad Abruzzoweb, poi, D’Incecco commenta la fuoriuscita dal partito dell’europarlamentare e generale Roberto Vannacci, “una delusione” ammette il coordinatore, per poi sottolineare che “Vannacci non farà molta strada e lo conferma anche il fatto che nessuno della Lega in Abruzzo è passato con lui”.

Venendo dunque alle elezioni, D’Incecco evidenzia che “Avezzano ha una storia a parte nel senso che la Lega non ha scelto di stare con l’amministrazione uscente in questi mesi: la Lega è nell’amministrazione uscente, da ormai tre anni, e quindi è stato naturale scegliere di continuare a governare dopo aver già governato. Ci sono un nostro assessore, Cinzia Basilico, un nostro consigliere comunale, Antonio Del Boccio, al fianco del sindaco Gianni Di Pangrazio, che è un sindaco civico di una compagine che ha al proprio interno tante liste civiche e anche due partiti, che sono l’Udc e la Lega. A ben vedere, faccio osservare, anche Cesareo è un candidato civico, e non politico”.

Anche perché insiste D’Incecco, “in questi anni la Lega ha saputo dare delle risposte importanti alla città, e se noi avessimo fatto una scelta differente avremmo evidentemente rinnegato gli anni di governo in questa amministrazione”.

Partita diversa è invece quella di Chieti.

“Qui il centrodestra è all’opposizione e bisogna dare una proposta nuova, alternativa, però anche con una esperienza amministrativa alle spalle. Sempre e comunque e ovunque la Lega sostiene che i sindaci di coalizione debbano essere scelti tra coloro che hanno una esperienza politica e una rappresentanza politica, perché il centrodestra ha una classe dirigente a tutti i livelli, in tutte le città, spendibile e capace. Anche a Chieti noi riteniamo che si debba fare una scelta di natura politica e ovviamente anche noi qui abbiamo le personalità e le capacità in grado di poter esprimere il governo di una città nel migliore dei modi”.

Infine l’affaire Vannacci.

“Una scelta che ci ha deluso e amareggiato come ha detto il nostro leader Matteo Salvini, perché la Lega ha ospitato e accolto in casa propria un personaggio che in un determinato momento storico ha saputo rappresentare temi ampiamente condivisi e condivisibili. Poi purtroppo ha fatto una scelta diversa, sbagliando, dal nostro punto di vista, perché uscire fuori ed entrare in un campo indefinito è un errore politico, tattico e strategico. Del resto in queste prime settimane non ci risulta che nostri amministratori e dirigenti di partito abbiano deciso di fare un passaggio di lato con questa nuova compagine”.

Infine l’affondo: “Vannacci dovrebbe dimettersi da europarlamentare, sarebbe una scelta lineare e coerente. A questo proposito sarebbe necessario un cambio della norma, per far sì che quando una persona si presenta alle elezioni con un un simbolo deve portare a termine il mandato con quello stesso simbolo. Il mezzo milione di voti che Vannacci ha preso alle Europee, non sono una sua proprietà personale, ma il risultato di un lavoro che la Lega ha fatto nei territori, con i suoi amministratori, dirigenti e militanti”.