L’AQUILA – Ricavi in crescita a 175,5 milioni di euro, con indice Ebitda, che misura la redditività operativa di un’azienda, al 4% per il settore editoria, e al 10% per quello della comunicazione integrata. Un valore per gli azionisti iniziali moltiplicato per nove volte, con un capitale sociale arrivato a 44.229.000 euro.

Questi i numeri, da incorniciare, del bilancio per il 2025 del Gruppo Sae, nato solo cinque anni fa, su iniziativa del 60enne imprenditore aquilano Alberto Leonardis, e che è assurto in pochi anni a primo gruppo a capitale italiano indipendente dell’editoria e della comunicazione integrata.

“L’editoria non è un settore facile per fare business, ma è possibile farlo con un mix diverso: digitale, social, eventi, progetti speciali. E con l’editoria locale fatta bene, che mantiene ancora presa sul territorio: per noi è stata la base di crescita”, ha commentato i numeri lo stesso Leonardis in una intervista al Sole 24 ore.

Nel dettaglio  il ricavo ottenuto è così ripartito: 45,5 milioni di euro nel settore dell’editoria, e 130 milioni di euro nel settore della comunicazione integrata.

Questo dopo aver acquisito i quotidiani Il Tirreno, La Nuova Sardegna, Gazzetta di Reggio, Gazzetta di Modena, La Nuova Ferrara, La Provincia Pavese, , tutti ceduti a Sae dal gruppo Gedi di John Elkann, la Nuova Sardegna e lo storico Paese Sera. Alle acquisizioni si aggiungono Mamme Magazine ed ErasMag. Da poco, nella sua regione, Leonardis ha varato il quotidiano on line Abruzzo daily. Sono poi arrivate Next different, società di comunicazione integrata varata ad ottobre 2024 e che già fattura 80 milioni di euro, con 270 posti di lavoro, affermandosi già come tra i principali players italiani del settore e a metà novembre Uniting Group Holding spa, con 50 milioni di fatturato.

Il gruppo Sae è in lizza anche per l’acquisizione di uno dei più importanti quotidiani italiani, La Stampa, anch’esso dal gruppo Gedi,  che in queste settimane è in trattative di vendita anche per l’ammiraglia La Repubblica,  ai greci della famiglia Kyriakou.

Conferma nel merito Leonardis al Sole 24 ore: “Ho presentato una manifestazione d’interesse. Sapevo che il dossier era sul mercato e che si muovevano altre cordate: a quel punto ho chiesto di valutare. Noi siamo interessati a diventare editori nazionali, ma solo se ci sono le condizioni. Attendiamo i numeri in questi giorni, poi lavoreremo con il team per verificare la fattibilità. Nostra intenzione è creare uno spazio culturale che oggi manca: un giornale generalista capace di parlare a una middle class che ha sempre meno punti di riferimento”.

Ha spiegato ancora Leonardis: “la moltiplicazione del valore è avvenuta attraverso una gestione attenta, con una intensa attività legata alla organizzazione degli eventi e progetti speciali come quello nelle scuole, attraverso l’acquisto delle società attive nel mondo degli eventi, della comunicazione d’impresa e della pianificazione campagne media”

Prossima sfida quella dei social: “qui bisogna spingere forte. Abbiamo creato una società dedicata alla produzione di contenuti ad hoc. Poi contano gli eventi e i progetti speciali, con marginalità interessanti”.

Leonardis intende infine condividere il successo asseverato dai numeri con l’intero gruppo dirigente di Sae, ovvero con il due vicepresidenti Marianna Orrù, vicepresidente, arrivata nel gruppo dopo una lunga esperienza come imprenditrice nel settore legno-arredo e Maurizio Berrighi, imprenditore del settore dell’edilizia civile e industriale, gli altri componenti del cda Luca Santini, Pasquale Mereu, Marco Cavalieri, Francesco Sardara, Massimo Giusti e il consigliere con delega ad efficientamento e sviluppo Pasquale Marchese, pescarese,  già vicedirettore generale di Poste.

Ci sono poi il direttore generale Vito Nobile, ex gruppo Angelucci, il  direttore editoriale Antonio Di Rosa, già vicedirettore del Corriere della Sera, il consigliere delegato a relazioni esterne ed istituzionali Stefano Filucchi, già collaboratore del capo della polizia De Gennaro, il presidente di Nextdifferent Donato Iacovone, abruzzese di Notaresco, il direttore Sviluppo Gabriele Di Donato, già direttore commerciale area Pa di Poste italiane Centro Sud Italia, anche lui pescarese, il direttore finanziario Massimo Briolini, il responsabile dell’area legale,  l’avvocato aquilano Marco Racano.

Ci sono poi l’aquilano Luciano Tancredi, direttore de La Nuova Sardegna, già direttore editoriale del Gruppo, Davide Berti, direttore della Gazzetta di Modena, della Gazzetta di Reggio e de La Nuova Ferrara, Giacomo Bedeschi, direttore de La Provincia Pavese, Cristiano Marcacci, direttore de Il Tirreno. Filippo Tronca