CHIETI – “Il segreto della stabilità del governo Meloni è prima di tutto la capacità e la forza di leadership della nostra premier che ha riportato l’Italia al centro dello scenario internazionale, è riuscita a confermare un governo stabile, coeso nella sua maggioranza che ha migliorato tutti i dati sociali economici del nostro paese”.
Lo ha detto a Chieti la ministra per la Famiglia, la Natalità e le Pari Opportunità, Eugenia Roccella, a margine della manifestazione di coalizione promossa dal centrodestra in occasione dei tre anni dall’insediamento del governo Meloni.
“In questi tre anni – ha spiegato Roccella – abbiamo messo la famiglia al centro, sostenuto la famiglia, la genitorialità, la conciliazione tra vita privata e lavoro, abbiamo favorito il lavoro delle donne raggiungendo dei record sia sul piano della percentuale che dei numeri assoluti di lavoro femminile, ma anche il lavoro in generale ha un ottimo livello oggi rispetto a quello che era un tempo. E abbiamo cercato di liberare l’Italia dalle pastoie burocratiche e dal dirigismo perché ogni persona che ha voglia di fare deve essere libera di fare. E c’è senza dubbio l’opportunità, pensiamo ai risultati che abbiamo citato e al fatto che oggi sul piano del turismo, dell’import export, dei conti pubblici abbiamo dei risultati che tutti ci riconoscono, dalle agenzie di rating all’Unione europea”.
E ancora: “Uno stato dirigista, come piace tanto alla sinistra, è uno stato che non ha fiducia nei cittadini, non li lascia liberi di intraprendere e di avere iniziative, ma li soffoca e comprime la loro libertà: noi stiamo facendo esattamente il contrario. Non si tratta solo di attivare
strumenti di sostegno economico, come ovviamente un governo deve fare e il nostro governo sta facendo. Si tratta anche di cambiare un clima”.
“Si tratta – ha aggiunto – di dire alle persone: io ti aiuto se sei in difficoltà, e metto nelle condizioni di fare chi ha voglia di fare! Si tratta di far percepire ai cittadini la vicinanza di uno stato presente ma mai ingombrante. Uno stato sussidiario e solidale, come quello che abbiamo visto all’opera a Caivano, con interventi che oggi abbiamo allargato ad altre aree e quartieri in condizioni simili”.
Rispetto ai dati preoccupanti sul calo della natalità, ha detto il ministro, “è un andamento che viene da lontano, dal fatto che natalità, famiglia
e conciliazione con il lavoro sono state trascurate per tantissimo tempo: questa è la prima volta che c’è un ministero per la natalità ed è molto significativo”.
“Noi per tanti anni ormai – ha spiegato Roccella – abbiamo lasciato che le popolazioni e quindi anche le donne, diminuissero: oggi abbiamo molte meno donne in età fertile di un tempo, quindi sarà molto lungo il processo per dare una nuova svolta alla natalità e siamo tra l’altro in un contesto europeo assolutamente identico cioè in tutte le nazioni europee sta crollando la natalità”.
“C’è una connessione – ha aggiunto – fra sviluppo economico e calo della natalità: noi dobbiamo capire esattamente quali sono le cause, ma intanto quello che abbiamo fatto in questi tre anni è moltissimo attraverso il bonus per gli asili nido, attraverso la moltiplicazione degli asili nido, i congedi parentali tre mesi all’80%, la conciliazione vita lavoro, il lavoro femminile che è aumentato”.
Secondo il ministro “tutto questo avrà un effetto sul lungo periodo perché noi non facciamo solo le cose per avere il consenso immediato, ma per il bene dell’Italia anche sul lungo periodo”.
“Il sostegno alle famiglie, la lotta alla denatalità, la promozione delle pari opportunità per le donne, la protezione dei più piccoli. Un lavoro che, solo per il 2024, secondo l’ufficio che in Parlamento valuta il bilancio e gli effetti delle norme – un ufficio indipendente e molto severo – ha prodotto per le famiglie benefici diretti e indiretti per oltre 16 miliardi di euro. Una realtà che qualche giorno fa ha fatto dire al Journal of Economic Policy, pubblicando uno studio recente, che le politiche familiari in Italia producono per le famiglie un aumento delle risorse a disposizione superiore a quello di Paesi come Germania, America, Francia, Spagna, Svezia”.
“Abbiamo potenziato l’assegno unico e i congedi parentali, aiutato le famiglie nel pagamento delle rette dell’asilo nido fin dal primo figlio, abbiamo sostenuto le mamme lavoratrici, introdotto un nuovo ISEE familiare – ha aggiunto Roccella -. Abbiamo rifinanziato ogni anno i centri estivi e con la nuova manovra renderemo queste risorse strutturali, abbiamo aperto le scuole d’estate, aiutato i giovani con il mutuo per la prima casa e chi era in condizioni di maggiore bisogno, con la carta dedicata a te, per l’acquisto di beni di prima necessità. Abbiamo già destinato 115 milioni di euro al potenziamento dei centri per la famiglia, per renderli sempre più capillari e attribuire loro le funzioni di una sorta di Caf per famiglie, per i più piccoli, per gli adolescenti, per i genitori, per gli anziani, per i nuclei nel loro complesso. Centri di orientamento e di erogazione di servizi, che vogliamo rafforzare non con interventi calati dall’alto, ma lavorando con le regioni e con i territori”.





