SULMONA – Fumata nera nel tentativo di conciliazione convocato dalla Prefettura dell’Aquila a seguito dello stato di agitazione proclamato dal personale del Cogesa, la società consortile dei rifiuti con sede a Sulmona, e di cui i sindacati temono la privatizzazione a seguito del bando di gara europeo.

Erano presenti all’incontro, oltre al Capo di Gabinetto della Prefettura dell’Aquila, Sergio Di Iorio, il vice sindaco di Sulmona Mauro Tirabassi, azionista di maggioranza del Cogesa, l’amministratore unico del Cogesa, Nicola Sposetti, entrambi in collegamento da remoto e i sindacati Cgil, Cisl, Uil e Fiadel.

I sindacati in una nota si sono dichiarati “assolutamente insoddisfatti rispetto alle dichiarazioni del Vice Sindaco del Comune di Sulmona . Nello specifico i temi trattati hanno riguardato le eventuali ripercussioni sia da un punto di vista occupazionale, che della qualità del servizio che verrà reso alla cittadinanza, nonché le ripercussioni economiche sui costi di gestione a carico di cittadine e cittadini”.

Questo a seguito dell’approvazione della delibera del Consiglio comunale di Sulmona con la quale è stato deliberato, tra le altre cose, “Di dare indirizzo affinché venga avviato l’iter istruttorio teso alla predisposizione di tutta la documentazione tecnica, amministrativa e contabile necessaria all’affidamento del servizio di igiene urbana mediante gara ad evidenza pubblica…”.

Detto indirizzo determinerebbe, conseguentemente, l”a cessazione dell’affidamento del servizio in house e, quindi, l’avvio della gara pubblica con la privatizzazione del servizio di Igiene Urbana; tra le criticità si sono trattati i temi attinenti le ripercussioni nell’Area Impianti e Discarica della suddetta Azienda in termini gestionali, volumetrici e quindi occupazionali”.

“E’ stato altresì trattato lo stato dell’avanzamento dei lavori del Piano di ristrutturazione del debito  con le criticità ad oggi note e che rischiano di aggravarsi ulteriormente con l’uscita, da parte del Comune di Sulmona, socio maggioritario dell’azienda, dalla gestione del servizio di Igiene Urbana.

Lo stato di agitazione del personale è stato avviato anche “a causa del mancato confronto richiesto dalle OO.SS. rimasto, in tutto questo tempo inevaso sia da parte del Comune che del Cogesa. In considerazione delle risposte ricevute, considerate insoddisfacenti, dichiariamo una sostanziale ed effettiva preoccupazione in merito alla salvaguardia dell’intero perimetro occupazionale, sia esso amministrativo che operativo, alla salvaguardia di un valore territoriale  dell’azienda che ad oggi rischia di essere depauperato dalla scelta del Comune di Sulmona, ed al mancato mantenimento dei principi di universalità, socialità e accesso al servizio per decine di migliaia di cittadine e cittadini e soprattutto per le fasce più deboli, le quali rischiano di pagare, a proprie spese, le scelte politiche a fronte di un possibile peggioramento del servizio erogato, anche in considerazione dell’alta valenza sociale in un area svantaggiata a bassa densità di popolazione e a prevalenza montana”.