L’AQUILA – Sarebbe stata individuata, ma non ancora nominata ufficialmente, con decreto del dipartimento Sanità, la terna della commissione del concorso pubblico bandito dalla Regione Abruzzo il 20 maggio, per la nomina del nuovo direttore generale della Asl provinciale dell’Aquila, dopo che l’uscente Ferdinando Romano è decaduto il 31 maggio, sostituito per ora dal facente funzione Stefano Di Rocco direttore amministrativo.

Nomina molto delicata, di chi dovrà guidare per i prossimi tre anni la Asl con mano ferma, nella tempesta in corso del deficit della sanità abruzzese, calcolato anche per il 2025 oltre i 100 milioni di euro.

Il presidente della commissione designato sarebbe Camillo Odio, vice direttore del dipartimento Sanità della Regione, affiancato da Tommaso Staniscia, professore ordinario di Igiene e medicina preventiva presso l’università D’Annunzio di Chieti e Pescara e da Francesco Enrichens, dell’Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali (Agenas).

L’esito del bando è previsto per l’autunno, quando ci sarà anche la nomina del nuovo direttore amministrativo, visto che Di Rocco andrà in pensione terminata questa reggenza.

C’è però chi osserva in ambiente sanitario che per quanto non sia in discussione la sua professionalità e l’autorevolezza, non sarebbe opportuno far presiedere la commissione ad Odio, ovvero a chi rappresenta ai massimi livelli il dipartimento Sanità della Regione che è l’azionista unica nonché controllore della attività delle quattro aziende sanitarie abruzzesi. E sarebbe preferibile una figura più terza.

Da quanto si apprende,  il presidente della Regione Marco Marsilio, di Fdi, avrebbe chiesto di presiedere la commissione direttamente a Grimaldi, che però, a maggior ragione, sempre per ragioni di inopportunità, per quanto nessuna norma lo vieti, ha declinato l’invito.

La terna dovrà giudicare le esperienze dirigenziali e di direzione svolte dai candidati negli ultimi sette anni, i titoli di studio formativi attinenti al ruolo da ricoprire e con un colloquio individuale  finalizzato ad accertare le attitudini e le specifiche competenze. Stilerà dunque una rosa di nomi da cui poi potrà scegliere il futuro di che può firmare il decreto come azionista esclusivo delle Asl, d’intesa con l’assessore alla Salute, Nicoletta Verì.

In corsa i candidati che hanno manifestato interesse al conferimento dell’incarico entro 20 giorni, dalla pubblicazione nel Bura del bando, avvenuta il 23 maggio, e dunque entro l’11 giugno. Di essi non è ancora stato reso pubblico l’elenco.

A poter tornare in sella, lo stesso Ferdinando Romano, essendosi infatti iscritto all’elenco di soggetti idonei alla nomina di direttore generale, i cui termini erano stati riaperti. Non si era iscritto nell’elenco perché da mesi pensava di poter tornare a Roma in un posto di prestigio al Ministero o in Regione Lazio. Occasioni più sfumate.

Il 67enne docente di Igiene dell’università La Sapienza di Roma, arrivato in Abruzzo in quota Lega, poi entrato nelle grazie di Marsilio e Fdi, era stato già prorogato per una prima volta, e per un anno nel giugno 2024, per far fronte al deficit della sanità, mentre ad impedire una seconda proroga per la quale ha spinto Marsilio, è stato il niet del dipartimento Sanità, alla luce di un inequivocabile parere espresso già nel 2024 dall’Avvocatura regionale, guidata da Stefania Valeri.

Pur non essendo possibile la proroga, è però come si ricorda anche nel bando possibile tornare in carica dopo una “pausa”, rappresentata in questo caso da una fase commissariale.

Quello che è accaduto alla Asl di Teramo per il dg Maurizio Di Giosia, che ha terminato il suo primo mandato a inizio luglio del 2023, sostituito come facente funzione dal direttore amministrativo Franco Santarelli. Poi Di Giosia ha partecipato al successivo bando ed è stato confermato a settembre dello stesso anno.