L’AQUILA – “Le recenti assunzioni di personale amministrativo alla Asl provinciale dell’Aquila sono illegittime, perché a valere su una graduatoria del 2022 della Asl di Teramo, scaduta a maggio del 2024”.
Lo sostiene in una nota il Conaratos (il Coordinamento nazionale dei rappresentanti dei tecnici sanitari di radiologia medica e delle professioni sanitarie tecniche, della riabilitazione e della prevenzione), di cui è presidente Antonio Ranalli, a seguito dell’articolo di Abruzzoweb che ha dato notizia dell’assunzione da parte dell’oramai ex direttore generale della Asl provinciale dell’Aquila, Ferdinando Romano, arrivata il 23 maggio, di quattro nuovi amministrativi, pochi giorni prima della sua decadenza arrivata sabato 31 maggio a mezzanotte. Assunzioni senza concorso, ma scorrendo una graduatoria di un bando per l’intera regione della Asl di Teramo. Il riferimento di Conaratos è relativo anche a precedenti scorrimenti.
LA NOTA
Ancora una volta – richiamando il più elevato deficit di bilancio registrato in ambito regionale dalla ASL 1 Abruzzo, da cui è calata sui contribuenti abruzzesi la mannaia del più alto livello di tassazione (e ancora non si sa quali ulteriori penalizzazioni si abbatteranno sulla stessa sanità abruzzese e sui livelli di assistenza sanitaria che devono essere garantiti alla popolazione)- questo Comitato si sente in dovere di intervenire su incredibili aspetti di mala gestio.
Mentre decine e decine di operatori dipendenti da Cooperative appaltatrici dei servizi amministrativi e tecnici per conto della ASL 1 Abruzzo stanno lottando per evitare il licenziamento, e mentre la stessa Presidenza della Giunta Regionale sta promettendo loro misure (per noi di improbabile attuazione) di salvaguardia, che comunque comportano una aggravio del deficit di bilancio, si scopre che una porzione non indifferente di quel deficit è attribuibile a una politica di assunzione di personale amministrativo che, per quanto si è appreso, non ha riscontro nei presupposti che la legittimano.
Anzi, a questo proposito, riteniamo doveroso fornire un contributo informativo alla giusta e condivisa doglianza (come riportata in data 6 giugno 2025 da una testata giornalistica abruzzese) della dott.ssa Emanuela Grimaldi, dirigente del Dipartimento regionale della Sanità, circa la violazione, da parte della Direzione generale della ASL 1 Abruzzo, del divieto di assunzione di personale amministrativo. Infatti, il resoconto di stampa lascia intendere che queste assunzioni – ancorché vietate dal Dipartimento regionale al fine di non aggravare ulteriormente il deficit di bilancio – sarebbero comunque legittime: la verità è che quelle assunzioni sono illecite e contrarie a precise norme imperative di diritto.
Questi i fatti:
1. La ASL 1 Abruzzo aderiva alla procedura concorsuale in forma aggregata per l’assunzione di Collaboratori amministrativi, avviata dalla ASL di Teramo quale capo fila con deliberazione di quest’ultima n. 1953 del 07/12/2020, prevedendo per le proprie necessità un fabbisogno di personale di 19 unità;
2. La ASL di Teramo ha approvato con deliberazione n. 1038 del31/05/2022 la graduatoria degli idonei di interesse della ASL 1 Abruzzo, per un numero complessivo di 138 unità (di cui 19 vincitori);
3. Con deliberazioni n. 1128 del 14/06/2022, n. 1312 del 12/07/2022, n. 1597 del 02/09/2022 e n.2029 del 31/10/2022 la Asl 1 Abruzzo ha provveduto ad assumere le 19 unità risultate vincitrici del concorso a seguito di accettazioni e rinunce da parte dei candidati collocati ai primi 19 posti della graduatoria di merito;
4. Nel mese di gennaio del 2023 – senza che dall’area della trasparenza sia stato possibile individuare i Piani Triennali del Fabbisogno del Personale adottati ed approvati in via definitiva per i trienni 2021/2023 e 2022/2024 – la ASL 1 Abruzzo, utilizzando a scorrimento la graduatoria, ha assunto altre 7 unità amministrative, così per un totale di 26 operatori amministrativi;
5. La stessa ASL ha, però, ulteriormente assunto a scorrimento di quella graduatoria ben 19 unità ed ancora altre 13 con deliberazioni n. 230 del 14/02/2025 e n. 1038 del 23/05/2025;
6. In sostanza, tenuto conto di alcune rinunce, la ASL ha assunto 26 unità fino al 24 marzo 2023 e altre 28 unità dal 24 marzo 2023 fino a maggio del corrente anno 2025.
Fin qui sembrerebbe tutto regolare; ma va ricordato che in data 23 aprile 2023 è entrato in vigore il Decreto Legge n. 44del 22 aprile 2023, convertito nella Legge 21.06.2023, che all’art. 1-bis ha stabilito che nei concorsi pubblici sono considerati idonei i candidati collocati nella graduatoria finale entro il 20 per cento dei posti successivi all’ultimo di quelli banditi.
Pertanto alla luce di tale disposizione, a partire dal 23 aprile 2023 la graduatoria degli idonei risultava costituita da 23 unità (di cui 19 vincitori del concorso e ulteriori 4 unità pari al 20% dei posti a concorso).
Di conseguenza, essendo già stati assunti legittimamente (prima dell’entrata in vigore della nuova legge) 26 unità, nessun altro operatore poteva essere ulteriormente assunto in quanto il relativo nominativo doveva considerarsi depennato dalla graduatoria degli idonei ed inoltre lo stesso ripristino della validità dell’intera graduatoria disposta dal D.L. n. 25/2025 non è applicabile alla graduatoria di cui trattasi (approvata nell’anno 2022) in quanto riferibile esclusivamente alle graduatorie approvate negli anni 2024/2025.
Già solo per questo aspetto l’assunzione di ulteriori 28 unità disposta con le deliberazioni n. 230/2025 e n. 1038/2025 è in buona evidenza illegittima e nulla di diritto in quanto contraria a norme imperative di legge.
Ma soprattutto i responsabili della Asl (in testa il Direttore generale – tanto sostenuto dal Presidente Marsilio – ma non di meno il Direttore amministrativo, dr. Di Rocco, che ai sensi dell’art. 3, co. 7. del D.lgs. 502/92 “dirige i servizi amministrativi dell’unità sanitaria locale”) non potevano non sapere che ai sensi dell’art. 35, comma 5-ter, del D.lgs. 165/2001 “Le graduatorie dei concorsi per il reclutamento del personale presso le amministrazioni pubbliche rimangono vigenti per un termine di due anni dalla data di approvazione”.
Considerato che la graduatoria di cui trattasi è stata approvata il 31.05.2022, è evidente che i termini di validità della stessa sono scaduti improrogabilmente il 31/05/2024 e che in violazione del dettato normativo la ASL 1 Abruzzo ha assunto dopo tale data ben 32 unità, caricando il disavanzo finanziario dell’Ente di 1 milione di Euro per singola annualità, che i contribuenti pagheranno con l’aumento dell’addizionale Irpef proposto dal Presidente Marsilio e poi varato dalla maggioranza del Consiglio regionale che prometteva la riduzione della tassazione.
Per non parlare della incidenza che questa situazione è destinata a generare in fase di riassetto delle strutture sanitarie.
Pertanto si ritiene che al danno patrimoniale che la Corte dei Conti dovesse accertare a carico degli amministratori della ASL, non possa non corrispondere l’immediata adozione, da parte di quest’ultima, di provvedimento di autoannullamento delle nomine disposte in violazione di legge e conseguente risoluzione dei relativi rapporti di lavoro.
Con l’occasione preannunciamo gli atti iv, v, vi e vii di questo infinito melodramma che non sappiamo se sarà ancora interpretato, come qualcuno sembra auspicare, dai medesimi soggetti che fino ad oggi ne sono stati i principali interpreti.






