L’AQUILA – “I vecchi sampietrini tolti dal centro storico sono oggi accatastati nella zona industriale di Pile, in attesa di conoscere la loro sorte. Come saranno recuperati i tanti vicoli e le zone caratteristiche del centro dalle quali sono stati divelti? Pensiamo che l’idea di futuro di questa città si fermi al rifacimento in pietra bianca di piazza Duomo, piazza Palazzo, Corso, via Garibaldi e piazza del Teatro?”.
Lo scrive Paolo Romano, consigliere comunale di L’Aquila Nuova, che annuncia un’interpellanza urgente alla Giunta e al sindaco Pierluigi Biondi, sul destino dei sampietrini storici rimossi durante i lavori di ricostruzione e rifacimento delle reti sotterranee di sottoservizi.
“Sappiamo solo che una parte verrà riutilizzata per il restyling del Torrione. Montagne silenziose di passato che raccontano la nostra storia prima del sisma del 6 aprile. Parlano della città di ieri e chiedono di sapere se faranno parte della città di domani.”
Con l’avanzare dei cantieri per i sottoservizi, infatti, “stiamo assistendo a colate di asfalto sopra le strade del centro senza che ci sia un piano prospettico per il ripristino della pavimentazione tipica di una città medievale. Rimetterci mano due volte: una per i sottoservizi, una per le pavimentazioni. Sarebbe inaccettabile”
Il consigliere denuncia “gli effetti nefasti di una mancanza di visione organica che si riflettono “sia sulla residenzialità che sulla ripresa economica e commerciale del centro storico. Manca una progettualità sulle pavimentazioni così come manca su cosa fare della città. La Capitale della Cultura può mostrarsi rappezzata di asfalto nei suoi vicoli? Che ne sarà del resto del centro storico, quello non toccato dalla pavimentazione bianca?”.






