FIRENZE – Matteo Salvini, 52 anni, vicepremier e ministro delle Infrastrutture e Trasporti, eletto per la terza volta segretario, la prima per acclamazione, segretario nazionale della Lega.

Il presidente dell’assemblea Giancarlo Giorgetti ha fatto sapere che l’elezione dei 22 ha costituito l’ultimo atto della riunione.

In una nota il coordinatore regionale della Lega Vincenzo D’Incecco, capogruppo del carroccio al Consiglio regionale d’Abruzzo, commenta: “Congratulazioni a Matteo Salvini, acclamato oggi, nel congresso Federale di Firenze, segretario nazionale della Lega. Un risultato che conferma la fiducia e il sostegno del movimento al suo leader, che con concretezza e dedizione ha saputo guidare in questi anni il partito, rafforzandone la presenza sui territori e difendendo con coerenza i valori di sicurezza, identità, tradizione e soprattutto di libertà. Salvini ha avuto la visione, il coraggio e la determinazione di costruire un progetto di libertà per l’Italia e per l’Europa. In Abruzzo, il nostro impegno continuerà con ancora maggiore entusiasmo al suo fianco per dare risposte ai cittadini e costruire un futuro di crescita per la regione”.

“Auguri di buon lavoro al Segretario federale e ai 22 eletti nel Consiglio da parte della Lega Abruzzo. Un grande ringraziamento va inoltre a tutti gli abruzzesi che hanno preso parte all’importante appuntamento come delegati, come ospiti e ai tanti che l’hanno seguito da casa”, conclude D’Incecco.

Milanese, studente di scienze politiche, nella sua città inizia la carriera politica come consigliere comunale, nel 1993. Negli anni successivi, ricopre diversi ruoli all’interno del partito, divenendo deputato europeo dal 2004 al 2006 e nuovamente dal 2009 al 2018.​

Negli anni poi viene eletto sia alla Camera che al Senato, seggio questo di Palazzo Madama, vinto alle ultime elezioni, nel settembre del 2022.

Riavvolgendo il nastro, nel dicembre 2013, Salvini veniva eletto segretario federale della Lega Nord, succedendo a Roberto Maroni, che
si era dimesso per guidare la regione Lombardia. Sotto la sua segreteria, il partito, nel corso di un decennio, compie una svolta pressoché totale, da movimento a vocazione ‘padana’ a partito nazionale, con una forte impronta sovranista e pronto ad allearsi con le forze di destra anche in Europa, a partire dalla storica intesa con la francese Marine Le Pen.

Questa evoluzione trova il suo punto di snodo, nel 2017 con la nascita della ‘Lega per Salvini Premier’ -partito che oggi lo elegge segretario nel suo primo congresso- segnando l’abbandono del termine ‘Nord’ e l’apertura a tematiche di interesse nazionale. Una svolta che negli anni accende di volta in volta qualche polemica anche con il fondatore Umberto Bossi, che imputa a Salvini il tradimento del Nord, rimproverandogli di aver scelto ad esempio, il ‘Ponte sullo Stretto’, il progetto che Salvini sta testardamente perseguendo da quando è al
Mit.

La leadership di Salvini è caratterizzata da una posizione netta sull’immigrazione e sulla sicurezza, che diventano i temi identitari della sua Lega, senza però abbandonare le istanze dei territori, almeno non del tutto, prova ne sia la sempre attuale battaglia per l’autonomia regionale, che oggi è tra le riforme in agenda del governo Meloni.

Nel 2019, durante il suo mandato come ministro dell’Interno, quando governa con i 5Stelle, con Conte premier, impedisce lo sbarco in Italia di 147 migranti a bordo della nave spagnola ‘Open Arms’, decisione che lo porta a essere processato per sequestro di persona e abuso d’ufficio. Dopo un procedimento durato tre anni, nel dicembre 2024 viene assolto da tutte le accuse. Quello è l’anno del voto delle europee, che vede a maggio la clamorosa affermazione della Lega salviniana, al 34% e primo partito italiano.

Dopo essere stato all’opposizione nel Conte II, Salvini riporta la Lega al governo con Mario Draghi, fino all’estate del 2022, quando l’ex leader della Bce si dimette. Alle politiche del settembre del 2022, la Lega si colloca poco sotto al 10%. Salvini è oggi vicepremier del governo di centrodestra a guida Giorgia Meloni, in coalizione con Fratelli d’Italia e Forza Italia, con cui si contende il primato di seconda forza dell’alleanza, stando agli ultimi sondaggi.