L’AQUILA – “Esprimo solidarietà ai dipendenti del Consiglio regionale che oggi hanno subìto attacchi verbali, fisici e morali, da parte di una teppa rossa, di un bivacco di manipoli. A parti inverse noi saremmo già in galera. Ma qualcuno dovrà pagare, davanti a tribunali, ci sono le telecamere per individuare persone che hanno commesso violenze nei confronti dei dipendenti”.

Ha esordito così il presidente della Regione, Marco Marsilio, di Fdi, nell’intervento a conclusione del consiglio regionale con all’ordine del giorno l’aumento dell’addizionale Irpef per far fronte al debito della sanità, che oggi si è svolto nella sala ipogea dell’Emiciclo all’Aquila, in quanto sindacati e opposizioni hanno occupato la sala Spagnoli.

Poco prima dell’approvazione del progetto di legge, con l’accordo trovato tra il presidente Marsilio e Lega, Forza Italia e Noi Moderati, con un emendamento che cala dal 3,23% al 2,87% l’aliquota per la fascia intermedia tra 28.000 euro e fino a 50.000 euro. Come invariata resta la terza fascia, oltre i 50.000 euro, al 3,33%. Una modifica che comporterà un minore gettito, 40 milioni rispetto ai 44,7 milioni preventivati nella precedente ipotesi, ma comunque sufficienti per far quadrare i conti e presentarsi con le carte in regola al tavolo di monitoraggio della sanità l’11 aprile a Roma.

Parole dure, quelle di Marsilio, nei confronti del portavoce del Patto per l’Abruzzo, Luciano D’Amico, “che parla ex catedra, e ha dismesso oggi i panni dell’agnello si è messo a capo del bivacco di manipoli”.

Eppure, “nessuno si è mai sottratto al confronto, in commissione è stato ascoltato il mondo intero. loro però sventolando la costituzione, occupano un aula consiliare, che è un atto gravissimo. Ma noi riduciamo le tasse a tre quarti degli abruzzesi, ed è grottesco vedere i sindacati, pagati dai lavoratori, occupare l’aula per difendere quelle categorie che in una altra epoca erano i padroni, il segno del livello a quale sono arrivati i sindacati”.

Tuona il coordinatore regionale di Fdi, il senatore di Fratelli d’Italia, Etelwardo Sigismondi, presente in sala:  “Il Consiglio regionale è l’organo della rappresentanza democratica della Regione, recita l’articolo 13 dello Statuto regionale. Quanto accaduto oggi nel Palazzo dell’Emiciclo a L’Aquila, rappresenta, purtroppo, una grave violazione di questi principi. La manifestazione organizzata dalle opposizioni, sfociata nell’occupazione della Sala del Consiglio regionale, ha evidenziato un atteggiamento profondamente antidemocratico da parte della sinistra, che, priva di proposte concrete per l’Abruzzo, ha scelto di sottrarsi al confronto e al dibattito istituzionale. Un assalto in stile squadrismo rosso: l’ingresso dell’aula è stato forzato e il personale addetto alla sicurezza spintonato. Azioni di questo tipo offendono le istituzioni e tradiscono lo spirito del confronto democratico. Chi crede nel valore delle regole e nella dialettica politica non può che condannare con fermezza simili comportamenti”.

Sulla stessa lunghezza d’onda il capogruppo della Lega, Vincenzo D’Incecco, presidente prima commissione Bilancio, “le occupazioni le facevo quando andava a scuola, poi entrato nelle istituzioni ho capito che fare politica è una altra cosa, se non sei d’accordo pupi fare emendamenti, fare proposte alternative e anche protestare, ma non quello che è accaduto oggi”.

Il capogruppo di Forza Italia, Emiliano Di Matteo, ha parlato di “una brutta pagina nella storia del consiglio regionale, accettiamo critiche, ma forche e forcaioli li rispediamo al mittente”.

Il presidente della quinta commissione Sanità, Paolo Gatti, di Fdi ha parlato di “una folkloristica occupazione, abbiamo cercato anche con l’opposizione di trovare una soluzione, nessuno è contento di azionare la leva fiscale, ma il 72% dei cittadini non avranno nessuna tassa in più, anzi per molti diminuisce, mi sarei aspettato da parte di quelli che dicono di difendere gli ultimi un giudizio positivo”.