TERAMO – Il numero legale del consiglio comunale di Teramo è caduto dopo due ore e mezza di discussione in aula, nel momento più importante e atteso. Così è saltato il voto sulla variante urbanistica necessaria per installare i Musp nell’area dell’Istituto Forti nel quartiere Cona, misura emergenziale per far fronte alla chiusura del Liceo e convitto Melchiorre Delfico messo sotto sequestro dalla Procura.
Se quella che appare come una ritirata politica si trasformerà in una vera e propria crisi nella maggioranza D’Alberto lo si vedrà nei prossimi giorni. In particolare lunedì mattina alle ore 9, quando il consiglio comunale tornerà a riunirsi in seconda convocazione per tentare di nuovo di votare la misura.
Quel che è certo è che ieri pomeriggio, oltre a gran parte dei componenti dei gruppi di opposizione (presenti solo Cristina Marroni e Alessio D’Egidio, che hanno comunque criticato con forza l’amministrazione), al momento del voto sul Delfico si sono svuotati anche diversi banchi della maggioranza. E’ così che alla conta finale i consiglieri presenti erano 15, mentre il numero minimo è fissato a 17.
Il messaggio politico è anche per la Provincia di Teramo guidata dal presidente Camillo D’Angelo. E’ l’ente provinciale, infatti, il titolare dell’opera di realizzazione dei moduli provvisori che richiede il via libera del consiglio comunale sulla variante. Un’opera finita al centro delle polemiche sia per il suo percorso burocratico, sia per l’ubicazione scelta fuori dal centro città.






