L’AQUILA – Il 4 gennaio del 2009, all’età di 66 anni, si spegneva all’ospedale “San Salvatore” dell’Aquila Mario Magnotta, ex bidello diventato celebre per gli scherzi telefonici subìti negli anni ’80 e ’90.

A tempestarlo di telefonate – registrate su audiocassette –  considerate il primo fenomeno virale prima dell’avvento di internet, furono due ex allievi dell’Istituto Tecnico commerciale “Luigi Rendina” del capoluogo di regione abruzzese, Antonello De Dominicis e Maurizio Videtta.

Ed è proprio quest’ultimo a dedicare all’indimenticabile Magnotta un messaggio a sedici anni dalla sua scomparsa avvenuta tre mesi prima del devastante terremoto del 6 aprile 2009.

“Al suo funerale andammo io ed Antonello – le parole di Videtta –. Me lo ricordo benissimo perché quella mattina dovevo fare la dialisi, ringraziai tanto il primario quando gli spiegai che per me era importantissimo esserci, mi spostò fuori orario la seduta. Fui contentissimo di dirgli ‘Ciao, Mario’, ma mi commossi, tanto che una piccola lacrima uscì.  Grazie, Mario. È un onore per me avermi scelto come amico. E perdonami con tutto il cuore”.

“Volevo dirti che nei momenti brutti che ho passato, visto che avevo già perso la salute il terremoto distrusse ospedale, casa e lavoro, tu sei stato l’unico che mi dava la cura giusta. Ti ‘sentivo’ e mi strappavi il sorriso”. (r.s.)