L’AQUILA – “Allo stato attuale le operazioni di soccorso sono ancora interrotte, a causa della scarsa visibilità in quota, del forte vento che continua ad imperversare e degli accumuli di neve generati nelle ultime ore che è anche difficile individuare, a causa appunto della scarsa visibilità. C’è un livello di rischio eccessivo”.
Lo conferma ad Abruzzoweb il luogotenente Paolo Passalacqua comandante soccorso alpino della Guardia di Finanza dell’Aquila, impegnato da giorni in prima linea nella macchina dei soccorsi che si è mobilitata per riportare a casa sani e salvi, i due alpinisti di Santarcangelo di Romagna, Cristian Gualdi e Luca Perazzini, scivolati domenica scorsa in un canalone, localizzati grazie all’ultimo segnale telefonico nella Valle dell’Inferno, tra il Corno Grande il Monte Aquila.
“Stiamo tutti aspettando con ansia un miglioramento del tempo, almeno per consentire il sorvolo di un elicottero nella zona dove sono stati localizzati i due alpinisti, nel vallone dell’Inferno, area dove sono probabilmente stati sospinti dal fortissimo vento che li ha sorpresi”.
E rivela, “personalmente sono stato impegnato nel primo tentativo di soccorso, e le condizioni erano davvero estreme, proibitive, non potevamo andare oltre. I colleghi del Corpo Nazionale del Soccorso Alpino, rimasti bloccati nell’ostello e ora tornati a valle, erano venuti a darci il cambio, e sono rimasti in quota consapevolmente, sperando in condizioni meteo favorevoli al fine di proseguire le ricerche”.






