L’AQUILA – “Apprendiamo di pesanti critiche del direttore generale della ASL di Teramo, Maurizio Di Giosia, alla Regione, Di Giosia ha in mente una nuova collocazione? pianifica forse un altro cambio di barba o una nuova pettinatura?”.

Sono i caustiche domande che il deputato del Pd, Luciano D’Alfonso, rivolge al direttore generale della Asl di Teramo, Maurizio di Giosia, a seguito dell’articolo di Abruzzoweb che ha svelato i contenuti e i passaggi scottanti della relazione sul ripiano del deficit dell’azienda sanitaria teramana.  Giova ricordare che la Procura di Teramo ha aperto un’inchiesta, contro ignoti, a seguito dell’esposto presentato dalla Asl di Teramo, per la registrazione di una conversazione privata, poi divulgata,  tra il deputato del Partito democratico e lo stesso di Giosia, durante la campagna elettorale delle regionali.

“Riferendosi al modus operandi adottato da Marsilio & soci per risanare il debito monstre di 122
milioni delle aziende sanitarie abruzzesi, Di Giosia lo definisce “penalizzante per il sistema
sanitario della provincia di Teramo, privo di qualsiasi criterio di coerenza con i criteri assegnati
invece dallo Stato alla Regione – scrive nella nota D’Alfonso -. Non solo: il manager protesta per il fatto che dal 2015 al 2019 la ripartizione del Fondo sanitario regionale sia stata effettuata in base al criterio della spesa storica, sostenendo così le ASL che chiudevano in perdita il bilancio, e che l’anno successivo vedevano aumentare l’assegnazione regionale. ‘Dopo anni di tale divario tra i risultati delle ASL abruzzesi – ha spiegato il dg teramano – a partire dall’anno 2020 sono stati assegnati i fondi in coerenza con il criterio della quota pro capite, ma a a differenza della ASL di Teramo, sono state le altre ASL che hanno beneficiato anche dei ripiani delle perdite'”.

lla luce di queste considerazioni duramente discordi con il coro regionale dei Vatuttobenisti,
sorgono spontanee alcune domande: Di Giosia ha in mente una nuova collocazione? Pianifica forse un altro cambio di barba o una nuova pettinatura?”.

E conclude sardonicamente, con riferimento all’inchiesta. “sono costretto a domande pubbliche poiché mi risulta impedito il contatto telefonico con lui, nonostante la grande abitudine colloquiale del nostro organismo telefonico orientatissimo, nel lunghissimo passato, alla confidenza istantanea. Pare che un barbiere, suggerendogli la modifica della pettinatura e del taglio della barba, abbia anche modificato la mappa comunicativa degli apparecchi telefonici. Evidentemente questo barbiere ha in antipatia Giustinella senza ragione”.