MILANO – Tim ha venduto la rete di telecomunicazioni per 18,8 miliardi di euro. Lo riporta, tra gli altri, il Corriere della Sera.

Dopo decenni di studio e anni di trattative, infine l’ex monopolista ha ceduto la sua infrastruttura alla holding costituita da Kkr, Abu Dhabi Investment Authority, Canada Pension Plan Investment Board, ministero dell’Economia ed F2i.

L’obiettivo – si legge sempre sul Corriere – è abbattere il debito che ne ha frenato a lungo la capacità di investimento. Nella serata di ieri, lunedì 1° luglio, nello studio milanese del notaio Carlo Marchetti, è stata perfezionata l’operazione destinata a segnare una svolta epocale nella storia italiana delle telecomunicazioni. E a cambiare anche il datore di lavoro per oltre 36 mila dipendenti: nel dettaglio, l’organico scenderà da 37.065 a 17.281 dipendenti.

“Da oggi, con la cessione dell’intera rete di TIM alla finanziaria statunitense KKR, l’Italia non controlla più neanche l’infrastruttura strategica della telecomunicazione”.

Lo scrive, sul suo profilo Facebook, Antonio Di Siena, autore del sito di informazione L’AntiDiplomatico, commentando polemicamente una notizia di importanza cruciale per il nostro Paese.

“Un asset fondamentale (per lo sviluppo economico e sociale del Paese) che custodisce i dati sensibili di milioni di cittadini italiani. Significa che da oggi il Ceo di una multinazionale americana potrà liberamente decidere il futuro dei cittadini italiani riguardo ciò che ha maggiormente contraddistinto l’inizio del 21esimo secolo: la comunicazione. Potendo anche – e per assurdo – spegnere l’intera rete internet per i motivi più disparati”, continua.

“Un problema serissimo per la democrazia e per l’interesse nazionale del nostro paese. E tutto questo con la benedizione del governo ‘sovranista’ di Giorgia Meloni che – qualora servissero ulteriori prove – si dimostra in piena continuità con tutti i governi precedenti. Da ultimo quello di Mario Draghi. Servi del mercato e degli americani, questo siete”, conclude Di Siena.

Il KKR Global Institute, fondo americano, è dunque il nuovo proprietario dell’intera rete di telecomunicazione italiana. Il capo è David Howell Petraeus, ex comandante delle forze armate USA, nonché ex direttore della CIA.