L’AQUILA – “Nell’assordante silenzio del sindaco dell’Aquila che, in una intervista televisiva, si è limitato a derubricare in modo sprezzante a polemica politica l’appello di oltre 130 cittadini aquilani che, nei giorni scorsi, con una raccolta firme avevano chiesto di salvaguardare, in occasione della prossima Perdonanza, ‘i valori immateriali, sia religiosi che culturali, della Basilica di Collemaggio’, riteniamo doveroso rivolgerci al ministro della Cultura, Giuliano Sangiuliano, che domani sarà in città”.
Così, in una nota, il Partito democratico dell’Aquila che si rivolge al ministro Sangiuliano, domani in città per un evento culturale.
Di seguito la nota completa.
“Gentile Ministro, saprà che l’anno passato c’erano state aspre polemiche sul posizionamento del palco che aveva ospitato alcuni eventi della Perdonanza Celestiniana; in molti avevano denunciato come l’allestimento del palco a ridosso di una delle facciate monumentali più belle del mondo, oltre ai rischi connessi, svelasse la volontà dell’amministrazione comunale di mettere al primo posto la mondanità dell’evento piuttosto che il messaggio universale di Celestino.
Persino l’allora sottosegretario con delega alla cultura, Vittorio Sgarbi, aveva duramente contestato le scelte della Giunta, spiegando che non bisognava “far diventare la Perdonanza una specie di ‘eccitanza’ per dimostrare che la città fosse viva”. E si era chiesto: “Qual è il migliore spettacolo che possa offrire al mondo questa città? Non un palco di tubi innocenti, ma la facciata della Basilica”, la risposta che si era dato.
D’altra parte la Soprintendenza alle Belle arti, nel rilasciare l’autorizzazione, aveva prescritto di attenersi “ad un uso dello spazio sacro e monumentale della Basilica dedicato alle sole celebrazioni religiose, sotteso anche all’iscrizione del rito della Perdonanza celestiniana nel Patrimonio culturale immateriale dell’Umanità”. Non solo: aveva chiesto che fosse garantita “la più ampia visibilità della facciata”, provando a sollecitare, tra l’altro, un ripensamento nell’organizzazione degli eventi.
Le prescrizioni vennero completamente ignorate.
Un anno dopo, cittadine e cittadini hanno ritenuto di rivolgersi alla Soprintendenza per chiedere se anche quest’anno avverrà lo stesso, preoccupati che la Basilica possa essere nuovamente sottoposta a “trattamenti umilianti come quelli subiti lo scorso anno quando, a causa del palco collocato a pochi metri dalla sua facciata, non solo venne cancellata dalla vista e resa quasi inaccessibile ma si rischiò di metterne in pericolo la stabilità a causa delle vibrazioni sonore”, con il danneggiamento, tra l’altro, del manto erboso, prima – visti i risultati – inutilmente seminato, poi coperto e infine ripristinato, con esborso di fondi pubblici.
Stante il disprezzo con cui il sindaco ha ritenuto di non dover rispondere alle cittadine e ai cittadini, che cosa ne pensa lei, ministro Sangiuliano? Intende approfondire con la Soprintendenza ciò che è accaduto l’anno passato? Interverrà per evitare che l’amministrazione attiva si faccia beffe delle prescrizioni formulate da chi, in nome dello Stato, tutela il patrimonio culturale del paese, ed in questo caso un monumento così importante come la Basilica di Collemaggio?
Le segnaliamo, tra l’altro, che la Giunta comunale ha ritenuto di installare anche quest’anno un palco assai impattante sulla scalinata della Basilica di San Bernardino, altro bene vincolato, due mesi prima dell’avvio delle attività estive previste, con un esborso economico notevole e con la conseguente occupazione permanente di uno spazio pubblico monumentale dal valore identitario e paesaggistico straordinario, in una città d’arte in ricostruzione.
Lo spazio pubblico urbano dovrebbe essere un diritto garantito, libero e fruibile da tutti, come previsto anche dal Codice dei beni culturali e del paesaggio (D. Lgs. 42/2004).
Ci chiediamo se le autorizzazioni siano state opportunamente richieste e rilasciate per tempo, se ci siano state prescrizioni da parte della Soprintendenza e se siano state rispettate. È stata depositata una richiesta di accesso agli atti in Consiglio comunale, in questo senso, ma non si è avuta ancora risposta sebbene i tempi dettati dalle norme siano ampiamente scaduti.
Può darci qualche risposta lei?
Per opportuna conoscenza, le segnaliamo che il costo dei palchi, in questi anni di eventi estivi per cui sono stati impegnati dall’amministrazione comunale circa 37 milioni di euro, ha superato di gran lunga quello per le produzioni culturali e per gli artisti coinvolti, con la pessima abitudine, oramai consolidata, di indire le gare nell’imminenza dell’installazione attraverso procedure d’urgenza ingiustificabili, considerato che parliamo di eventi che si ripetono ogni anno. Il risultato è che vincono sempre le stesse ditte e che non si ottengono mai ribassi di gara, come si potrebbe”, conclude la nota.






