L’AQUILA – “Oltre allo slogan scelto dalla Lega, ‘Meno Europa, più Italia’, il mio personale slogan è anche ‘Più Sud in Europa’: noi siamo qui a rappresentare il territorio, ovvero il mezzogiorno che ha bisogno di esprimere un raccordo forte, in termini di trasporti, di pubblica istruzione, di sanità, di territorialità”.

Lo sottolinea nell’intervista ad Abruzzoweb il senatore Roberto Marti, leccese, classe 1974, candidato nel collegio meridionale della Lega alle europee dell’8 e 9 giugno, deputato dal 2013 al 2018 e senatore dal 2018, rieletto nel 2022 ed oggi presidente della settima Commissione permanente Cultura, patrimonio culturale, istruzione pubblica, ricerca scientifica, spettacolo e sport del Senato della Repubblica. Dal dicembre 2020 Marti è segretario regionale della Lega in Puglia e ha sostituito il precedente commissario, il  sottosegretario di Stato all’Agricoltura, l’aquilano Luigi D’Eramo, segretario regionale dei salviniani in Abruzzo.

“L’Europa determina le sorti di ogni singola nazione – prosegue Marti -, e noi governiamo l’Italia da un anno e mezzo, e abbiamo bisogno di poter governare anche l’Europa per poter difendere le nostre imprese, la nostra nazione, i nostri usi e costumi, le nostre leggi, le nostre bellissime riforme che vanno difese e vanno portate avanti”.

Alla domanda “quale è la prima cosa le cambierebbe dell’attuale assetto?”, Marti risponde: “L’assetto non non va cambiato, va controllato, noi non possiamo subire norme che vanno in contrasto con quello che i nostri imprenditori, le nostre aziende i nostri territori chiedono. L’Europa deve essere una tutela, una risorsa preziosa, non deve essere un cappio per le le nostre aziende che hanno bisogno di essere difese e rilanciate