TORINO – Nel sito Stellantis di Mirafiori si potrebbero produrre reattori nucleari di quarta generazione.

Per il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto, è una strada percorribile.

“Se Newcleo va avanti potrebbe starci”, afferma il ministro nel corso di un incontro a Torino, parlando della startup che sta investendo nel nucleare pulito in Piemonte.

La prossima settimana al Mimit partiranno intanto i tavoli su Stellantis: inizialmente cancellato quello su Melfi del 2 aprile per evitare sovrapposizioni con la campagna elettorale, è stato rimesso in agenda dal ministro Adolfo Urso dopo le proteste della Regione Basilicata e dei sindacati, anche se l’azienda non parteciperà.

Il 3 toccherà a Mirafiori, il giorno dopo ad Atessa, nelle settimane successive sarà la volta di Cassino, Pomigliano, Modena e Termoli.

“Le stime sono di due miliardi circa per la costruzione di ogni piccolo reattore nucleare di quarta generazione con ricadute occupazionali e di qualificazione professionale. Significa davvero un passo verso il futuro”, sottolinea Pichetto.

“Siamo ancora in una fase di sperimentazione. Stiamo lavorando con l’Università”, aggiunge il ministro, che ricorda la presenza in Piemonte di Newcleo, Ansaldo ed Enea. Le critiche non si fanno però attendere.

“La battuta di Picchetto sul nucleare a Mirafiori è ridicola ma è una strizzata d’occhio alla lobby dell’atomo. Il futuro elettrico dell’automotive in Italia al momento è fermo alla sola 500 elettrica prodotta a Mirafiori: continuare a dare credito alla favola di Tavares sulla centralità dell’Italia per Stellantis è una follia, perché Stellantis sta lavorando alacremente a spegnere ogni macchinario senza passare da licenziamenti collettivi”, commenta il vicepresidente di alleanza Verdi e Sinistra alla Camera Marco Grimaldi.

Ma Pichetto ribadisce, come ha già fatto in altre occasioni, che nuove centrali nucleari sono necessarie per soddisfare il fabbisogno nazionale di energia.

“Nell’immediato futuro, alla fine di questo decennio e all’inizio del prossimo – osserva – la ricerca e la sperimentazione vanno verso quelli che sono definiti piccoli reattori, che danno maggiori garanzie di praticità, di sicurezza e in termini di energia rinnovabile. Il nucleare dà continuità, le energie rinnovabili ordinarie come fotovoltaico ed eolico non sono in grado di dare continuità, invece questo è un modo per integrare la produzione a livello nazionale”.

Per quanto riguarda lo stoccaggio delle scorie, Pichetto spiega: “Si stanno facendo valutazioni al mio ministero per individuare i siti e le aree idonee. La valutazione sarà scientifica e tecnica, poi naturalmente interloquiremo con i territori”.