L’AQUILA – L’Aquila è ufficialmente la Capitale italiana della Cultura 2026, dopo l’annuncio però non sono mancate però le polemiche, con il sindaco di Rimini, Jamil Sadegholvaad, che già nei giorni scorsi aveva messo insieme le dichiarazioni del senatore abruzzese di Fratelli d’Italia Guido Quirino Liris, il quale aveva sottolineato la vicinanza a L’Aquila di tanti parlamentari e del ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano, oltre all’accordo preventivo tra il Maxxi e il capoluogo abruzzese in caso di vittoria di quest’ultimo. E con il deputato Pd Andrea Gnassi a sollevare un altro sospetto: “A pensar male si fa peccato ma, come dice l’adagio, spesso si indovina. O forse è solo un caso che, a pochi giorni, dalle elezioni regionali in Abruzzo il titolo sia stato conferito proprio alla città dell’Aquila?”.
L’esperienza della Capitale della cultura, ha detto Sadegholvaad, “ci ha mostrato anche il lato peggiore e ahimè radicato del nostro Paese, con quella catena di invasioni di campo preventive scomposte anche da parte di chi dovrebbe essere super partes e poi di illazioni e di ombre che hanno velato la coda finale di quella che per i territori candidati non è una semplice competizione. È la regola del sospetto a cui neanche questa partita si è potuta sottrarre”.
Poi ha aggiunto: “Prima di tutto sinceri complimenti a L’Aquila per questo riconoscimento che premia l’impegno, la storia e la voglia di rinascita di un pezzo di Italia bellissimo tragicamente colpito 15 anni fa da un devastante terremoto”, per poi proseguire: “Nulla di nuovo, ma non per questo bisogna ogni volta allargare le braccia e dire ‘è così’. Proprio perché consapevoli dello sforzo e del risultato riconosciuto da tutti da parte di Rimini e della Romagna, ci sarebbe voluta più attenzione, più rispetto e meno interessata sguaiataggine da parte di una politica che evidentemente vuole perennemente far sapere al mondo che ‘mi manda Picone’ vale più di qualsiasi sostanza e educazione istituzionale”.
Ancora più diretto il deputato Pd : “A pensar male si fa peccato ma, come dice l’adagio, spesso si indovina. O forse è solo un caso che, a pochi giorni, dalle elezioni regionali in Abruzzo il titolo sia stato conferito proprio alla città dell’Aquila?”.
“Negli ultimi mesi Fdi – ha aggiunto -, con la complicità del ministro Sangiuliano, ha usato il titolo di capitale della cultura per finalità elettorali. Negli ultimi giorni, poi, alcuni autorevoli esponenti del partito e di amministrazioni legate al ministero della cultura, dal Maxxi a Ales, hanno organizzato dei momenti di approfondimento proprio sul tema. Tutte casualità? Non ci crediamo, chiederemo in parlamento i fare luce sulle modalità con cui il Ministero della cultura sta gestendo l’attribuzione di importanti riconoscimenti culturali che, peraltro, generano significativi investimenti pubblici. Oggi è la volta de L’Aquila – a cui facciamo comunque i nostri complimenti – ma solo un mese fa, in un incontro politico a Reggio Calabria, il sottosegretario Durigon anticipava la proclamazione di Taurianova a capitale del libro a selezione ancora in corso. Al Collegio romano c’è un grande problema su cui il governo dovrà
riferire”.
A replicare ci ha pensato il senatore Liris: “Giù le mani da L’Aquila. Gnassi senza rispetto. Mettere in dubbio l’onestà della proclamazione de L’Aquila come Capitale della Cultura è una mancanza di rispetto non solo per la professionalità dei membri della Commissione, indipendente, autonoma e formata da professionisti indiscutibili, ma anche perché dimostra una scorrettezza istituzionale particolarmente grave e strumentale. Innanzitutto perché, e mi
spiace che il collega Gnassi non capisca quello che chiunque riuscirebbe a comprendere, se tutto fosse stato predeterminato e se la scelta de L’Aquila fosse dipesa da una volontà politica, allora la proclamazione sarebbe avvenuta prima delle elezioni Regionali e non quattro giorni dopo. E poi mi spiace ricordare
che nessuno ha mai pensato né detto che Pesaro Capitale della Cultura lo sia diventata perché il sindaco Matteo Ricci è il responsabile dei Sindaci del Pd, nessuno ha detto che Procida sia stata scelta per contiguità con il Governatore De Luca, né che praticamente tutte le città che sono state Capitale della Cultura
lo siano state perché contigue ideologicamente al Partito Democratico o alla sinistra in generale. Le città che hanno vinto negli anni scorsi lo hanno meritato così come L’Aquila oggi lo merita. Mi spiace che un’occasione così bella venga sporcata da critiche strumentali che esulano dal sano campanilismo per sfociare in una polemica politica che certamente domani sarà dimenticata, ma che comunque si poteva evitare”.






