L’AQUILA – “L’esito delle elezioni in Sardegna ci ha insegnato che i litigi non sono mai apprezzati e che nulla è da dare per scontato. Le elezioni abruzzesi sono per noi una sfida fondamentale, perché vogliamo confermare il buongoverno del centrodestra anche a livello locale”.
È uno dei passaggi dell’intervista di Abruzzoweb di Matteo Salvini, leader della Lega, vice premier e ministro delle infrastrutture e dei trasporti, oggi in Abruzzo a sostegno dei candidati del suo partito e del candidato presidente della Regione del centrodestra, l’uscente Marco Marsilio, di Fdi, contrapposto a Luciano D’Amico, candidato del campo largo del centrosinistra.
Salvini sarà in Abruzzo anche nei prossimi giorni, il 3, 7 e 8 marzo, con un fitto calendario di eventi e incontri, a conferma di quanto le regionali del 10 marzo siano importanti per la Lega, partito che nel 2019 prese ben 165.008 voti, pari al 27,53%, ottenendo 10 seggi e 4 assessori, per poi subire la fuga della metà dei consiglieri e degli assessori in Fratelli d’Italia e Forza Italia. Partito che ora vuole risalire la china, con l’obiettivo di essere almeno la seconda forza della coalizione.
Vice presidente Salvini, che peso e importanza ha per la Lega e il centrodestra la partita elettorale abruzzese del 10 marzo?
È una sfida fondamentale, perché vogliamo confermare il buongoverno del centrodestra anche a livello locale. Per gli abruzzesi è una grande occasione, perché contare su una coalizione compatta sia in Regione che a livello nazionale garantisce attenzione e concretezza sui dossier più delicati.
Cosa ha insegnato, anche in vista della consultazione abruzzese, la sconfitta alle regionali in Sardegna?
Che i litigi non sono mai apprezzati e che nulla è da dare per scontato.
Quale è lo stato di salute della coalizione di centrodestra. Le elezioni europee, con posizionamenti diversi, rischiano di minare la coesione che è stata sempre l’arma vincente della squadra di centrodestra?
La coalizione è in salute, le elezioni europee non metteranno in pericolo il governo. E come Lega, rilanciamo: riteniamo fondamentale esportare a Bruxelles il modello di centrodestra che abbiamo in Italia. Inclusivo e concreto, senza veti: è una delle eredità più preziose di Silvio Berlusconi e abbiamo il dovere di ricordarcene.
Il Cipess ha stanziato i primi 720 milioni di euro per i due lotti della velocizzazione della ferrovia Pescara – Roma. Ma per completare l’opera oltre ad un complesso iter progettuale, serviranno miliardi e miliardi di euro. È in grado di rassicurare gli abruzzesi sul buon esito di un progetto, importante per lo sviluppo della regione, di cui si parla da molto meno. Su possono ipotizzare in linea di massima le tempistiche e le risorse necessarie?
Assolutamente sì, come abbiamo sempre detto le caratteristiche dell’opera la rendevano incompatibile con i paletti di Bruxelles per i finanziamenti del Pnrr ma abbiamo reperito i 720 milioni necessari a far partire i primi due lotti programmati. RFI sta lavorando alla progettazione degli altri lotti, ricercando soluzioni sostenibili dal punto di vista economico e trasportistico. Man mano che saranno pronti e maturi i progetti si potrà valutare il finanziamento nel contratto di programma.
Il centrodestra aquilano compresi candidati della Lega annunciano che potrà diventare realtà anche un collegamento ferroviario tra capoluogo L’Aquila e la ferrovia Pescara – Roma all’altezza della Marsica. Per ora è solo un’ipotesi o c’è qualcosa di più concreto?
Si tratta di un’ipotesi a cui RFI sta cominciando a lavorare con i territori. Occorrerà concludere uno studio di fattibilità per valutare le diverse alternative di tracciato e ci sono ragionamenti in corso da tempo. Ribadisco che, dopo decenni di troppi No, ora la priorità è proseguire con la Roma-Pescara. Vogliamo essere chiari e concreti.
Altro dossier molto delicato è quello dell’autostrada A24 A25 con il ritorno nella gestione, per decisione del Parlamento, del privato, Strada dei Parchi, che era stata estromessa dal precedente governo a guida Draghi. Nel nuovo accordo c’è la buona notizia del blocco della tariffa fino al 2032 e del coinvolgimento dei sindaci dell’osservatorio istituito nella nuova intesa. È possibile immaginare una riduzione dei pedaggi come chiesto da anni sindaci cittadini e pendolari?
Ce la stiamo mettendo tutta e l’obiettivo è ascoltare e accogliere il più possibile le istanze dei territori. Mi piace ricordare che abbiamo organizzato al Mit una serie di riunioni su questo tema e che ci sono pochi precedenti rispetto a una simile attenzione. Un’attenzione concreta, oggettiva. Non solo abbiamo bloccato le tariffe, ma abbiamo anche incrementato le manutenzioni. Non era scontato…
Il corridoio intermodale Tirreno Adriatico, che peso e priorità ha nelle strategie del governo?
È una sfida di lungo periodo a cui stiamo lavorando, e l’avvio della Roma-Pescara è precondizione essenziale per cominciare a ragionare di questo nuovo corridoio mediterraneo. A livello europeo siamo già riusciti a prolungare il corridoio Ten-T che non si fermerà a Ravenna ma proseguirà fino a Bari attraversando l’Abruzzo. Mi piace sottolineare che stiamo recuperando decenni di troppi No, e sono orgoglioso anche del nuovo codice degli appalti che sta tagliando i tempi della burocrazia.





