L’AQUILA – Smanettavano con la tecnologia. In cantina. E ci sapevano fare parecchio. Impianti stereo per le auto, quando si ascoltava la musica in audiocassetta.
Dalla fine degli anni ’90 del secolo scorso, perché, sì, forse non ce ne rendiamo conto, ma il Novecento è finito da un po’, a questo assurdo e schizofrenico 2015, di acqua sotto i ponti ne è passata.
E, non “ma”, Giuliano Molinari, il signor Stereoland dell’Aquila, canta, suona, mixa e installa ancora – e va pure in moto, moto di quelle che rombano forte – come e meglio di prima.
Parliamo di uno dei punti di riferimento dell’universo della musica e degli impianti hi-fi della città e dell’Abruzzo.
Qualcosa che nel tempo e col tempo è riuscita a varcare i confini regionali.
Dal 1992, anno dell’inaugurazione del primo negozio a Scoppito, Alto Aterno aquilano, oggi una costola particolarmente densa di abitanti dell’Aquila, è pur sempre un post-sisma, passando per Madonna della Strada, ancora ‘marca’ Scoppito, per poi sbarcare dentro il capoluogo abruzzese nel quartiere San Francesco, popoloso pezzo del ventre cittadino
Fino al 2006-2007, il salto commerciale da San Francesco, via Francesco Paolo Tosti, guarda il caso musicista, a viale della Croce Rossa.
Circa tre anni prima del salto forzato dal terremoto del 6 aprile 2009, sei anni e una manciata ore di anni fa.
“A Scoppito quando io e Roberto Morico avevamo già una certa dimestichezza e ci davamo da fare con gli stereo, ‘bazzicava’ una persona di Roma, Antonello Antonelli, che aveva un negozio di vendita di prodotti alta fedeltà in piazza Mazzini, dove eravamo di casa fin dal 1989, con un paio di sortite lavorative a settimana. Proprio Antonelli, ‘frontman’ del noto Centro Alta Fedeltà, ci ha tirati fuori dal ‘grembo’ dell’entroterra”, racconta ad AbruzzoWeb il signor Stereoland, che tra le sue corde può vantare quella di polistrumentista.
A piazza Mazzini, va ricordato con orgoglio, avvenne lo storico incontro con Francesco De Gregori, Chicco, il Principe della musica d’autore italiana.
Incontro immortalato in una fotografia che chi conosce Stereoland non può non aver visto in bella mostra, bella ma non sboccacciata.
“De Gregori aveva casa piazza Mazzini, fummo proprio noi ad effettuare dei lavori nella sua abitazione e nel suo studio di registrazione”, continua nel racconto Giuliano “Stereoland” Molinari.
Antonello, purtroppo, disse addio a tutti nel 1998, un brutto male se lo portò via, lui che era già diventato socio del negozio dell’Aquila, della costola autonoma aquilana.
Molinari ricorda che a Roma “potevamo vantare di una clientela molto ampia, tra gli ‘aficionados’ c’erano anche i fratelli De Sica”.
Una storia lunga e tecnicamente pregevole quella di Stereoland, passata dal semplice (ma sempre ottimo) car stereo a tutto lo ‘scibile’ dell’impiantistica di alto livello, da quella casalinga alla più ‘estesa’ domotica, più il noleggio service per convegni, conferenze, festival.
Una storia che, però, nella sua profonda versione aquilana, ha dovuto fare i conti con il sisma del 2009.
“Purtroppo il terremoto ha spezzato tante attività non solo nel mio settore”, ammette in una sorta di rabbia dimessa.
“Io stesso ho dovuto tirare la cinghia, ma continuo a resistere”, dice però con orgoglio Molinari, che è riuscito a costruirsi un ulteriore futuro legato agli sviluppi tecnologici sempre più globali.
“Ormai parlare di car stereo non ha molto senso – spiega – visto che la domotica e tutta la gestione remota dell’audio e del video, che coniuga qualità, facilità di utilizzo e risparmio energetico, sono ‘capitoli’ che hanno preso piede in tutto il mondo. E devo ammettere, se guardo non soltanto con l’occhio dell’esperto, ma pure con quello del cliente, che è una tecnologia giusta e necessaria. Pensare che si possa utilizzare tutto ciò che si ha in casa stando fuori casa, cioè da remoto, è segno che le cose cambiano e cambiamo anche in meglio, nonostante in molti ancora sottovalutino l’importanza del risparmio energetico”.
L’aver capito in anticipo i rapidi movimenti della tecnologia, al netto dei guai prodotti dalla crisi economica, ha insomma dato modo a Molinari di sviluppare il proprio mestiere in un certo modo, tanto che “oggi collaboriamo, tra l’altro, con uno staff di architetti di Roma che lavorano nei musei naturalistici come a Penna Sant’Andrea e a Caramanico Terme. Per non parlare di una grossa ristrutturazione a Montecarlo, o del Museo dei Nuraghi a Sassari, o ancora di quello della Memoria a San Vito Chietino, o del peperone dolce a Chieti. Senza dimenticare ‘Le vie dei Racconti’ , sempre a Chieti, e le collaborazioni con i Comuni della Val Comino per il ‘Festival delle storie’ e con Toscano Immobiliare”.
Una storia quasi trentennale che Molinari non vuole si fermi, anzi, intende continuare ad ampliarla, a tenerla costantemente in movimento, come del resto impone la musica.
Una storia che in tanti anni ha potuto contare sul lavoro di persone importantissime per Stereoland, non solo i ‘padri fondatori’ Molinari, Antonelli e Morico, ma anche Marco Maurizi, ‘allievo già maestro’, alla sorella di Giuliano, Orietta, ‘titolarissima panchinara’, fondamentale il suo apporto in certi momenti molto duri, a Barbara Vittori, moglie di Roberto Morico e colonna portante della attività che a Roma, ormai da tempo, va benissimo. Roberto Santilli






