CHIETI – Dopo lo shock generale della prima prova, i ragazzi dell’ex istituto magistrale “Isabella Gonzaga” di Chieti sono tornati in aula questa mattina per la seconda prova degli esami di Stato, non aspettandosi nulla di buono. E invece, a quanto pare, la seconda prova è stata abbastanza abbordabile un po’ per tutti.
La teatina Candida Di Luzio, che frequenta l’indirizzo psicopedagogico e pensa già alla preparazione per entrare a Infermieristica, sognando così di poter fare la dietista, si dice “abbastanza soddisfatta” per come ha svolto i due temi. “Niente a che fare con la prova di Italiano, incomprensibile, di ieri”.
Stesso giudizio per la compagna di classe Alessandra Di Gregorio, che invece vuole intraprendere gli studi di Economia informatica, materia alquanto distante dalla psicopedagogia, ma molto spesso, riflette, “le passioni si capiscono sempre dopo”.
Perfettamente in linea con i propri studi è la carriera negli asili nido che vuole intraprendere Letizia Silvestri, studentessa di Vacri (Chieti) che si dice contenta per come sono andati sinora gli esami.
Gabriele Caramanico, di Guardiagrele (Chieti), si sofferma a ricordare l’impegno messo negli studi e anche le cose belle del “Gonzaga”, dagli amici, alle ragazze, e anche, perché no, pure ai professori.
Serena Colaiocco, di Manoppello (Pescara), dopo il Pedagogico si iscriverà alla facoltà della “d’Annunzio” di Sociologia e criminologia perché lei, appassionata di trasmissioni televisive come “Quarto Grado” che trattano casi di cronaca nera, sogna di fare la criminologa.
Per Enrica Zazzara di Manoppello l’esame è stato “stressante e stancante”. Soprattutto la prima prova con una serie di “tracce assurde”.
“Italiano mi ha proprio straziato – le fa eco la compagna di classe Jessica Mancini di Manoppello – quando ho visto Magris, la prima domanda che mi sono fatta è stata ‘ma chi è?’ e la seconda ‘perché’. Insomma, non lo conoscevo. Ma non do la colpa al ministero, quanto alla scuola che ci propone sempre i soliti argomenti”.
“Ho fatto tanta fatica a studiarmi tutto il programma, dall’inizio alla fine, per poi trovarmi questo Magris, uno sconosciuto – si lamenta Sara De Filippo anche lei di Manoppello – e poi anche gli altri temi non è che fossero facili, anzi tutti abbastanza complicati”.
“Un argomento era sugli omicidi politici – ha detto ancora la Mancini – ma spulciando nei vari siti sugli esami di stato si diceva che politica e religione non sarebbero stati toccati. Stavolta i siti non ci sono stati molto utili. Andavano alla ricerca delle tracce che non sono uscite. Ricordo però che l’altro anno qualche sito aveva tradotto la versione di latino. Peccato… anche perché stanotte ho fatto le quattro alla ricerca di qualcosa di utile sul web”. (ar.ia.)






