L’AQUILA – Ben 150.500 cartelle esattoriali, di cui 20.000 multe relative a infrazioni stradali, per svariati milioni di euro da versare all’erario.
Questa in numeri, la valanga che travolgerà i cittadini, e imprese e partite iva abruzzesi, a partire dal 15 ottobre, quando scadrà la moratoria decisa dal governo, resa necessaria per far fronte ai duri mesi del lockdown e della crisi provocata dall’epidemia di coronavirus.
Il governo si appresta a prorogare i termini per saldare i conti, di 15 giorni, fino al 30 novembre, o forse fino al 31 dicembre. Resta il fatto che per i tanti cittadini e attività economiche, su cui la crisi ha colpito duro, sarà un salasso non da poco, tenuto conto della crisi di liquidità delle imprese, i fallimenti a catena, il pil in che Italia crollerà nel 2020 del 9,3%, in Abruzzo dell’ 8,3%. Stanno poi per avere termine l’erogazione da parte dello stato degli assegni mensili della cassa integrazione, il che potrebbe determinare una tragica impennata della disoccupazione, visto che molte aziende hanno hanno già annunciato di dover ridurre il loro personale.
In Italia complessivamente incombono 9 milioni di notifiche di pagamento, di cui 1,2 milioni di euro di infrazioni stradali. I più tartassati sono i cittadini del Lazio, con 1.585.500 cartelle, seguire la Campania, 1.095.000, la Lombardia, 961.000, la Puglia, 945.000 e la Toscana 899.500.
Per quanto riguarda le multe stradali primeggia la Campania, con 308.000, seguita da lombardia, 197.500, Lazio 136.000 e Veneto 82.000.
Tre cartelle su quattro sono di importo inferiore ai 1.000 euro, il 17 per cento fino ai 5.000 euro, mentre il restante 10% è superiore ai 5.000 euro.
Oramai il rinvio viene dato per scontato ed imminente, perorato sul fronte politico, e dalle associazioni di categoria e dai sindacati, anche se per chi è precipitato nel baratro della crisi, anche 45 giorni in più, fino a dicembre nella più rosea delle previsioni, per onorare il suo debito, cambierà poco le cose.
Ma del resto il rinvio delle notifiche ha avuto un costo per lo Stato di 65,8 milioni di euro, con un indebitamento per il 2020 pari a 165,5 milioni. Far slittare ulteriormente la scadenza di 45 giorni, vorrebbe dire ulteriore indebitamento.






