ROMA – All’indomani dell’approvazione del decreto semplificazioni, destinato a sbloccare 130 opere pubbliche strategiche, restano da chiarire alcuni punti, anche se il premier Giuseppe Conte assicura che si tratta solo di aspetti tecnici, mentre l’intesa politica c’è. Il decreto approvato “salvo intese” riguarda ponti, dighe, treni e strade, dalla Gronda alla Ionica.

Non il ponte sullo Stretto nè condoni, mentre parte l’amministrazione digitale. “Non ci sarà spazio per il crimine – assicura Conte -, è un trampolino di lancio per l’Italia”.

Il governo pone la fiducia sul dl Rilancio, si vota giovedì. Alla Consulta, invece, spetta la decisione sul contenzioso con Aspi sul ponte di Genova.