L’AQUILA – La Asl 1 non si presenta alla convocazione in Regione voluta dal consigliere regionale del Pd Pierpaolo Pietrucci per discutere delle problematiche legate alla sanità aquilana: A partire dalla grave carenza di personale, da giorni al centro delle cronache locali soprattutto per i disagi che ne conseguono.
Presenti, invece, alcuni rappresentanti dei sindacati Cgil, Cisl, Ugl e Anaao-Assomed.
Secondo quanto apprende AbruzzoWeb, il direttore generale della Asl 1, Roberto Testa, avrebbe fatto sapere di non poter essere presente per “impegni inderogabili”, ma nessuno è stato delegato per andare al suo posto in rappresentanza dell’azienda sanitaria del capoluogo abruzzese.
Pietrucci nell’incontro ha ribadito quanto annunciato già nei scorsi scorsi: La Asl verrà convocata in Commissione Sanità.
La Cgil, poi, ha chiesto anche l’intervento del comitato ristretto dei sindaci.
Raccogliendo gli allarmi e le segnalazioni numerose e costanti sulle difficoltà organizzative e di personale della ASL1, Pierpaolo Pietrucci ha promosso questa mattina in Consiglio regionale un incontro per ascoltare direttamente i protagonisti della situazione. Purtroppo la ASL1 – assente giustificato il DG Roberto Testa – non è intervenuta con un suo dirigente o rappresentante, lasciando così per l’ennesima volta senza risposta le tante domande sulle gravissime difficoltà della sanità aquilana e provinciale.
Nelle parole dei sindacati – Loreto Lombardi (ANAAO-ASSOMED), Anthony Pasqualone (FP-CGIL), Michele Tosches (FP-CISL) e Roberto Bussolotti (UGL) – Pietrucci ha trovato grande condivisione sui problemi e una sostanziale unità di posizioni, a partire dall’esigenza di un confronto coi vertici della ASL che in questi mesi si è tradotto in 2 (due!) soli incontri, peraltro dedicati a temi già impostati dalla precedente Direzione dell’Azienda Sanitaria Locale. Per il resto – come è stato sottolineato – una sorta di vuoto pneumatico.
Alle problematiche storiche e croniche del passato, si è aggiunto purtroppo un aggravamento della situazione a causa dell’emergenza Coronavirus. Per questo ora si dovrebbe – si deve – ripartire con uno slancio nuovo.
Con investimenti sulla sanità pubblica che la pandemia ha dimostrato insostituibile;
Con politiche concrete di incremento del personale sanitario, assistenziale e amministrativo: mancano 6/700 lavoratori rispetto al Piano del Fabbisogno, moltissimi lavoratori sono precari, c’è un solo Dirigente amministrativo per un’Azienda di 4.000 persone e l’ultimo Concorso pubblico è stato bandito nel 1997;
Con una concertazione continua tra le parti sociali e le amministrazioni locali;
Con il rilancio della medicina territoriale e di base, per la prevenzione e per evitare prestazioni incongrue. Insomma serve una vera strategia complessiva che affronti con coraggio queste sfide, senza trincerarsi dietro il disavanzo (ventennale) di 24 milioni di euro o minacciare lo spauracchio della Corte dei Conti.
La verità è che se la ASL1 non avvia un ambizioso progetto di rilancio, ne pagheranno le spese non solo gli operatori sanitari, non solo i precari e i lavoratori umiliati da contratti interinali in somministrazione o in cooperativa, ma ci sarà un impoverimento delle prestazioni sanitarie e i più colpiti saranno le persone, gli utenti che verranno spinti a cercare altrove le cure necessarie. Magari sulla costa dove la Giunta Marsilio ha pensato bene di investire 11 milioni per un Covid Hospital inutile.
Si capisce bene, dunque, se i sindacati – a ragione – proclameranno lo Stato di agitazione del personale ! Per parte nostra abbiamo chiesto la discussione urgente sulla situazione della ASL1 nella V Commissione del Consiglio regionale (che va calendarizzata immediatamente) a cui convocare il DG Testa e le parti sociali per quel confronto finora mai realizzato. E solleciteremo una riunione del Comitato Ristretto dei Sindaci perché la voce degli amministratori locali si faccia sentire e si costruisca un progetto organico e utile per la salute con il contributo dell’intero territorio.




