L’AQUILA – La Giornata mondiale del libro e del diritto d’autore, che si celebra ogni 23 aprile,  quest’anno ha un sapore particolare: in un momento difficile per tutti i cittadini il piacere e l’importanza di leggere, di “evadere” attraverso le pagine di un libro, o di comprendere meglio le cose che accadono partendo da citazioni, documenti, storie e racconti del passato, assumono un ruolo fondamentale di sostegno alle diverse comunità e aiutano nel delicato percorso di resilienza al quale italiani e non sono stati chiamati.

L’emergenza sanitaria in corso legata al Coronavirus consente, dunque, di riscoprire la cultura e il valore dei libri.

Sono diverse le iniziative che si sono svolte in tutto il mondo per riportare l’attenzione su un settore duramente provato dal lockdown e celebrare la Giornata mondiale dedicata proprio alla lettura.

A L’Aquila, presso la libreria Colacchi, tornata dopo 11 anni nel cuore del centro storico, nel pomeriggio del 23 aprile è andato in scena un dialogo a due voci sulla lettura ai tempi del coronavirus, che ha avuto protagonisti il rettore dell’Università del capoluogo abruzzese, Edoardo Alesse, e la giornalista e scrittrice aquilana, Monica Pelliccione.

Un confronto sull’importanza della cultura e della letteratura in una fase di isolamento sociale come quella attuale trasmesso in diretta su Facebook, seguito da centinaia di cittadini, amanti dei libri e semplici appassionati.

La formula adottata è quella del dialogo, che consente di trasmettere all’esterno un messaggio chiaro: sostenere la crescita socio-culturale, soprattutto tra le giovani generazioni. 

“L’idea di celebrare questa giornata è nata in Catalogna, nel 1923, su proposta dello scrittore Vincente Clavel Andrés – ha ricordato Pelliccione – tre anni dopo il re Alfonso XIII promulgò un decreto per l’istituzione della Giornata del libro in tutta la nazione. Solo nel 1996, però, la conferenza generale dell’Unesco di Parigi, istituzionalizzò l’evento. Fu scelta la data del 23 aprile perché è il giorno in cui morirono, nel 1616, tre scrittori considerati i pilastri della cultura universale: Miguel de Cervantes, William Shakespeare e Garcilaso de La Vega”.

“In un momento di paure, rinunce e isolamento, i grandi testi del passato sono una finestra aperta verso nuovi orizzonti – ha  proseguito Pelliccione – il libro è un amico silenzioso, che invita alla riflessione accompagnandoci in un viaggio ideale alla scoperta del poliedrico mondo che viviamo”.

“La lettura è uno strumento fondamentale per dare un minimo di sollievo in un momento di ‘clausura’, i libri sono in assoluto il modo migliore per passare il nostro tempo in questa emergenza – ha dichiarato il rettore dell’Univaq – Attraverso la lettura possiamo, in modo ideale, uscire dal portone e vedere tutte quelle cose che adesso non possiamo apprezzare”.

La lettura può essere intesa anche come antidoto alla solitudine, viatico di benessere e serenità d’animo.

Più volte la scrittrice aquilana, autrice di diversi volumi sulle tradizioni e le bellezze dell’Abruzzo e sul tema della violenza sulle donne, ha sottolineato che “Leggere fa bene, arriva dritto al cuore, fa compagnia e consola”.

Anche in tempi di isolamento forzato, dunque, “le storie stimolano la sfera dei sentimenti, accarezzano le emozioni, approfondiscono la conoscenza di sé e l’empatia, seppure a distanza”.

Pelliccione ha poi sottolineato che “Immergersi nella lettura di un buon libro non è soltanto un viaggio nel tempo, ma di intimità per sé stessi, ma paradossalmente anche di empatia verso l’altro”.

D’accordo con questo pensiero anche Alesse che ha aggiunto: “Leggere un libro è un atto estremamente complesso in cui ognuno di noi trasforma l’opera, la cambia, perché ogni persona stabilisce un rapporto particolare con l’opera stessa; ma questo è reciproco, perché anche il libro modifica e cambia il nostro modo di rapportarci con il mondo esterno. Ogni libro è unico per chi lo legge e ogni lettore è unico per l’opera che sta leggendo”.

“Questa iniziativa è nata anche come sensibilizzazione per le giovani generazioni che sono a casa – ha precisato la giornalista Monica Pelliccione – tutti gli studenti hanno vissuto un distacco dai compagni di classe, dagli amici e dai professori, un distacco che non è solo didattico, ma emotivo: i ragazzi stanno soffrendo la mancata vicinanza con le persone che fanno parte della loro vita, quindi credo che leggere possa essere un momento aggiuntivo nella giornata di tutti, un momento per fare cultura e per non interrompere il filo della formazione individuale”.

“I giovani oggi  sono depauperati di interazioni, di tutti quegli elementi di creatività che andranno a formare le loro personalità, dunque credo sia fondamentale che possano accedere al sapere in qualunque modo: per esempio attraverso esperienze vissute in un bel libro”, ha proseguito Alesse.

L’incontro si è chiuso con un messaggio a tutti i lettori: “Leggete e fatelo con il cuore, fatelo non solo per ampliare la vostra cultura, ma perché le letture di oggi vi aiuteranno ad essere gli uomini e le donne di domani – ha concluso la giornalista Pelliccione, citando una frase di Cesare Beccaria – ‘Il miglior metodo per la lettura dei libri è quello di seguire la legge del piacere’ e io aggiungo ‘anche del cuore'”. (a.c.p.)

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