L’AQUILA – “L’Università non si è mai fermata, non solo siamo rimasti attivi per garantire la regolarità dell’anno accademico, ma abbiamo proceduto con assunzioni, per la prima volta in via telematica: il primo aprile abbiamo messo in servizio 32 docenti, attraverso questa nuova modalità. Sono comunque previsti altri concorsi per assumere personale tecnico-amministrativo”.

Ad annunciarlo ad AbruzzoWeb è il rettore dell’Università degli Studi dell’Aquila, Edoardo Alesse, in un’intervista rilasciata a margine dell’evento che si è svolto ieri pomeriggio in occasione della Giornata mondiale del libro nella libreria Colacchi, storica attività rientrata dopo 11 anni nel cuore del centro dell’Aquila, in cui ha dialogato in diretta Facebook con la giornalista e scrittrice aquilana, Monica Pelliccione, confrontandosi sull’importanza della cultura e della letteratura in una fase di isolamento sociale come quella attuale, dettata dall’emergenza coronavirus.

In particolare, “abbiamo messo a punto in pochissimo tempo le procedure per fare lezioni, esami, lauree, riunioni degli organi collegiali, quindi senato, Consigli di dipartimento e di amministrazione”, ha aggiunto.

Prima dell’incontro, Alesse ha partecipato alla conferenza dei rettori, assemblea a cui partecipano tutti i vertici delle Università italiane: “Abbiamo analizzato le maggiori problematiche che ci troviamo ad affrontare, comuni in tutti gli atenei, cercando di ragionare idealmente sulle tappe che dovremo percorrere in vista dell’autunno, l’unica cosa certa è che quest’anno accademico verrà concluso per via telematica per quanto riguarda la didattica”.

Intanto l’Italia si avvia cautamente alla Fase due. Qualche giorno fa, il ministro dell’Istruzione, Lucia Azzolina, a proposito del piano di riapertura dal 4 maggio ha precisato sui social: “Vorremmo tutti dire: si riapre subito. Ma non si possono vanificare i sacrifici fatti fin qui da tutti gli italiani. Serve una ripresa organizzata delle attività. E serve cautela. Stiamo lavorando per tenere insieme il diritto alla salute con un progressivo ritorno alla normalità. Fughe in avanti o divisioni in questo momento sarebbero solo pericolose. Prudenti oggi per ripartire più forti domani”.

Un richiamo alla responsabilità che condivide anche il rettore dell’Univaq: “Ci stiamo preparando per ripristinare gradualmente alcune delle attività in presenza, che non saranno chiaramente le lezioni, che creano sempre grandi assembramenti di persone, almeno in un primo momento: riprenderanno a stretto giro quindi tutte le attività dei singoli, in particolare quelle che riguardano la ricerca e il laboratorio; per ulteriori ‘aperture’ rispetto alle limitazioni vigenti bisognerà attendere l’autunno, sempre monitorando l’andamento epidemiologico del Coronavirus”.

Ma per il “ritorno sui banchi” è ancora presto: “Vedremo poi in che misura si potranno avviare le attività didattiche, per il momento non possiamo azzardare alcuna data; in ogni caso, credo che l’Università si è dimostrata in questo periodo di emergenza una delle infrastrutture portanti dell’intero Paese, perché tutti gli atenei hanno risposto in maniera eccellente alle nuove esigenze: basti pensare che oggi in Italia il 96 per cento della didattica è in via telematica”, ha proseguito Alesse.

“Il riscontro positivo degli studenti certifica quello che secondo me è stato davvero un grande successo, un’innovazione ‘forzata’ dalla situazione, alla quale siamo riusciti a rispondere con ottimi risultati, tanto che continueremo a far ricorso allo smart work, in alcuni settori, anche quando sarà finita l’emergenza. Il 90 per cento del personale tecnico-amministrativo e dei docenti, infatti, attualmente lavora da casa e questo ci ha fatto capire che è una modalità di lavoro che non dovrà essere necessariamente completamente abbandonata, anzi è una modalità che può essere efficace anche in situazioni di normalità. Avevamo già avviato una sperimentazione prima del Covid, quindi ci siamo fatti trovare pronti, per questo non escludiamo un proseguo di questa esperienza, anche se a un livello ridotto ovviamente, ma credo che in alcune situazioni particolari in cui si può agevolare il lavoro è una misura che continueremo ad utilizzare”, ha sottolineato.

Infine, il rettore ha voluto lanciare un messaggio a tutti gli studenti e i cittadini aquilani: “Non avrei mai immaginato di trovarmi in questa situazione, ma l’importante è farsi trovare reattivi nel momento in cui questi momenti critici si presentano – ha concluso – non dobbiamo dimenticare che da cose apparentemente negative possono sempre scaturire delle opportunità, se ce la mettiamo tutta e tiriamo fuori tutte le nostre potenzialità e le nostre risorse, possiamo riguadagnare terreno facilmente”.