L’AQUILA – “Il lockdown era misura necessaria, non c’erano alternative per contenere l’epidemia del covid-19, ma ora è fondamentale passare alla fase due, le imprese devono ripartire, altrimenti l’Italia, la cui economia è incentrata sui servizi e pmi, rischia davvero il tracollo”. 

A parlare, contattato da AbruzzoWeb, è Mauro Scopano, amministratore unico di Aterno Gas & Power, azienda aquilana con sede centrale in via Vicentini, leader in Abruzzo nella fornitura di gas metano ed energia elettrica, con altre 17 sedi, una settantina tra dipendenti e stretti collaboratori, 35 mila clienti, fatturato di 30 milioni di euro; Capace di offrire anche un ampio ventaglio di soluzioni per ottimizzare i costi energetici, dai pannelli fotovoltaici alle lampadine led, passando per le caldaie a condensazione, climatizzatori e il solare termico. Protagonista anche di molte iniziative ad impronta ecologica, come la donazione di erogatori idrici e borracce di metallo nelle scuole, e di case dell’acqua nei Comuni. 

Da quanto è esplosa la pandemia del coronavirus, ed è scattato il lockdown, anche per Aterno Gas & Power, la situazione si è fatta dir poco complicata, ed è toccato mettersi elmetto e trincerarsi, in attesa di riaprire a pieno regime, ma con tutte le misure di sicurezza, ai primi di maggio. 

“Noi operiamo nel settore della fornitura energetica – spiega innanzitutto l’amministratore unico -, siamo cioè attività essenziale, ma abbiamo preferito ridurre la nostra operatività, perché la sicurezza dei nostri clienti e collaboratori viene prima di ogni cosa. Abbiamo pertanto chiuso tutti i nostri info-point, e il servizio lo garantiamo via telefono, via mail, e con i social”. 

Parte dei dipendenti opera da casa, in modalità smart working, gli addetti al commerciale sono andati giocoforza in cassa integrazione, in quanto per loro è fondamentale incontrare di persona il cliente, a domicilio o in ufficio, fare sopralluoghi e così via. Tutte attività a rischio contagio.

“Nessuno sarà comunque licenziato – assicura Scopano – l’azienda è solida, nonostante le difficoltà del contesto generale. Il numero dei nuovi contratti, con i nostri agenti commerciali fermi, e gli info point chiusi, si è ridotto drasticamente, abbiamo però lanciato l’offerta ‘Porta un amico’,  grazie alla quale per ogni nuovo cliente che ci viene presentato, si ottiene uno sconto in bolletta di 50 euro”. 

E poi ovviamente spiega l’ad, “stiamo lavorando alacremente per poter riaprire le sedi, e ritornare gradualmente alla normalità, già dai primi giorni di maggio, massimizzando i dispositivi anti-contagio, creando modalità di distanziamento e anti-assembramento, nei nostri uffici”. 

Scopano però non nasconde la preoccupazione per le pesanti conseguenze economiche al tessuto produttivo, determinate dalla pandemia , facendo notare un dato che solo apparentemente è una buona notizia, il crollo del costo del gas metano. 

“I consumi hanno in tutta Europa subito una drastica riduzione. Sono aumentati, anche se siamo a primavera inoltrata, i consumi domestici, come ovvio a causa del lockdown, ma è crollato è il consumo delle attività industriali e commerciali, degli uffici e così via. La borsa olandese ha ora fissato il prezzo a metro cubo del gas a 8 centesimi, che arriva al consumatore a 14 centesimi. Prima del Covid era intorno ai 20 centesimi a metro cubo. Una buona notizia per gli utenti, certo, ma è un pessimo segnale per lo stato di salute dell’economia. Significa che le industrie sono ferme, che molte rischiano il tracollo, e con pesanti conseguenze anche dal unto di vista occupazionale”. 

“Non è un caso che si preveda poi una caduta del pil di ben 9 punti in Italia, molto superiore alla media prevista per l’Europa, e altre potenze economiche mondiali – osserva ancora Scopano -. Questo accade perché traino dell’Italia sono i servizi e le pmi. Faccio un esempio: in Cina lo stop è durato tre mesi, ma con ogni probabilità la sua economia si riperderà in tempi stretti, perché incentrata sull’industria pesante. Pensiamo invece al nostro settore turistico, che vale ben 14 punto del pil: la stagione oramai compromessa non potrà essere recuperata, e con essa i miliardi di euro irrimediabilmente bruciati”.

“Sono preoccupato anche per la mia città, dove l’economia si stava pian piano risollevando dopo il terremoto del 6 aprile 2009. Abbiamo come Aterno gas & power un rapporto stretto e quotidiano con tante piccole e medie aziende e attività commerciali del territorio, e molte di esse rischiano davvero di non poter riaprire i battenti. Serve un importante ed efficace intervento dello stato – conclude Scopano -, non vedo altre soluzioni. Poi occorre accelerare la fase due, e consentire al paese di ripartire, trovando il modo, da un punto di vista sanitario, di convivere  con il virus. Dare sempre priorità alla salute, e al contrasto fino all’azzeramento dell’epidemia. Ma è chiaro che il sistema Paese non può permettersi ancora a lungo il blocco quasi totale delle attività economiche”.