L’AQUILA – Sul fatto che un servizio fondamentale come il 118 debba lavorare nella massima serenità è ovvio, e su questo si dovrebbe essere tutti d’accordo.
Dovrebbe essere altrettanto ovvio, però, che un organo di informazione abbia il dovere di chiedere il perché un’ambulanza corra a sirene spiegate su una strada cittadina.
Ma questo concetto molto semplice forse non è chiaro a un’operatrice del 118 dell’Aquila, l’unica fino a oggi (i colleghi di solito sono molto cortesi e disponibili) a rispondere malamente a questo giornale.
La donna si è scandalizzata e offesa perché, secondo lei, c’è qualcuno che si permette di chiedere notizie, tanto da sbattere il telefono in faccia quando invece il “giro” di telefonate alle forze dell’ordine è un’operazione che si svolge più volte al giorno.
Agli operatori ospedalieri tutto il nostro appoggio e la nostra stima, sperando che d’ora in avanti nessuno pensi che AbruzzoWeb si diverta a telefonare, per ingannare il tempo, al 118 di un ospedale terremotato. (r.s.)





