CHIETI – È rivolta al Comune di Chieti per l’applicazione fatta con due pesi e due misure del Fondo per i dipendenti comunali 2012. Il Fondo è destinato ad incentivare la produttività collettiva ma dopo la verifica ordinata dal ministero per l’economia e le finanze e a seguito di chiarimenti sulla sua applicazione, le corresponsioni del Fondo sono state bloccate. Ma non per tutti.
Sembra, infatti, che ci sia una parte di lavoratori comunali che riescano ancora a beneficiarne. Si tratta dei soli funzionari e questo ha sollevato la recriminazioni della rappresentanza sindacale unitaria che nella tarda mattinata di oggi ha incontrato la parte pubblica, per chiedere il blocco del Fondo per tutti i dipendenti comunali, finché il Comune non chiarisca le questioni rimaste in sospeso con il ministero dell’economia e delle finanze.
“Al Comune di Chieti – spiega il rappresentante della rsu Claudio Micomonaco – non possono esserci dipendenti di serie A e di serie B. Non è possibile, cioè, che solo i funzionari continuino ad usufruire del Fondo 2012 per il personale, dopo che per tutti gli altri le corresponsioni derivanti dal Fondo sono state bloccate a seguito della verifica ministeriale sui conti del Comune”.
Ancora una grana, dunque, al Comune di Chieti per il settore del personale, oggetto nei giorni scorsi delle pesanti critiche del vice sindaco e assessore al personale Bruno Di Paolo. Critiche che certamente non sono state prese bene dai dipendenti comunali, “soprattutto – commenta Micomonaco – dopo che in questo Comune alle prese con gravissime carenze d’organico, ci stiamo dando da fare in ogni modo per far fronte sia agli incarichi ordinari che alle emergenze”.
“Siamo sotto di 150 unità lavorative – continua Micomonaco – eppure non ci risparmiamo. Meriteremmo un premio piuttosto che essere attaccati in questo modo come ha fatto Di Paolo”.
“Comunque – conclude il sindacalista – se il vice sindaco pensa che ci siano dipendenti non altezza, che facesse nome e cognome, al posto di alzare questo polverone che sicuramente non fa bene al Comune di Chieti”. (ar.ia.)





