L’AQUILA – “Con grande sofferenza rimango al mio posto. Rassicuro tutti che non mi sottrarrò più dallo scontro, d’ora in poi sarà colpo su colpo. Questo rettore, questa università possono andare a testa alta perché non temono nessuno”.
Lo ha detto questa mattina in conferenza stampa il rettore dell’Aquila, Ferdinando Di Orio, per chiarire la sua posizione sull’indagine per i mega affitti pagati per rilocalizzare le facoltà dopo il terremoto.
Di Orio ha quindi smentito le voci che lo davano vicino alle dimissioni, che pure erano circolate in mattinata, complice un sms di un docente di Ingegneria, Pierangelo Marcati, che aveva paventato tale possibilità.
“Non siamo mai stati neanche sfiorati da un’indagine per la nostra attività amministrativa, di questa cosa degli affitti, quando e se verremo chiamati, risponderemo”, ha aggiunto.
“Quando tutto sarà risolto chiederemo noi i danni per le calunnie sottoscritte nella denuncia – ha proseguito Di Orio – Se mi chiedete quanto paghiamo di affitti non lo so, perché non è compito del rettore saperlo, è competenza della direzione amministrativa”.
“Non è una guerra tra bande, ma c’è una banda di qualcuno che si oppone a questa governance usando tutto, amicizie, conoscenze, potenti e giornali – ha attaccato – Non è così che si conquista la governance dell’Ateneo”.
“Noi non ci siamo mossi mai da qui, non siamo rimasti nei salotti romani”, ha affermato ancora il rettore che, nel corso dell’incontro con la stampa, si è commosso più volte. (alb.or.)
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