L’AQUILA – Mancano poche ore dalla conclusione delle elezioni per le Rappresentanze sindacali unitarie in Abruzzo (Rsu).
Manca solo l’ufficialità, ma nella provincia dell’Aquila emerge la larga vittoria dell’Unione sindacato lavoratori (Uil) che ha ottenuto il 58 per cento dei seggi, distanziando la Cgil (38 per cento).
“Vittoria storica – dice ad AbruzzoWeb Fabio Frullo, segretario regionale Uil-Fpl – perché non tutti gli enti sono uguali. Alcuni hanno una valenza politica superiore ad altri, vedi Comune e Asl, rispetto a realtà più piccole. Nei comuni del ‘cratere’ abbiamo ottenuto percentuali bulgare, segno che è stato premiato il lavoro quinquennale del nostro sindacato. Una legittimazione estrema che riempie di responsabilità ancora maggiori questa istituzione. I lavoratori oggi hanno espresso un voto non solo sindacale, ma anche e soprattutto politico. Abbiamo dimostrato di avere capacità di risolvere i problemi dei lavoratori”.
“Il dato oggettivo – continua Frullo – è che la Uil ha stravinto e gli altri sono rimasti indietro. Una legittimazione forte arrivata anche negli enti più ‘corposi’ come Comune, Provincia e Ars (Agenzia regionale sanitaria)”.
Frullo non ha mancato l’occasione di dire la sua sulla crisi all’interno del centrodestra aquilano.
“Confusione nel centrodestra? Assolutamente sì – il pensiero di Frullo – ma anche un momento di aggiustamento a sinistra. Entrambi gli schieramenti devono far sapere alla popolazione aquilana come e quando intendono risolvere i problemi del lavoro, perché, dati alla mano, è il problema più grande dell’Aquila. La ricostruzione, comunque non ancora partita, ha un impatto diverso sul lavoro, che resta una questione complessa. Non credo che le donne, visto che oggi è 8 marzo e siamo in tema, non possono ricostruire i palazzi, ma lavorare nell’indotto della ricostruzione. Ma non basta. Vanno individuate delle ipotesi di lavoro e di sviluppo del territorio. La Zona franca urbana e il ‘de minimis’ non sono veri regimi di sgravio fiscale. Sono cose che servono, ma non sono certo risolutive”.
Frullo è sicuro che la città terremotata, di questo passo, subirà una vera ‘diaspora’.
“A oggi è certo che le nuove generazioni andranno via, stanno già andando via – conclude il segretario regionale Uil-Fpl – tra vent’anni rischiamo di ritrovarci in una città dall’età media molto elevata. Ma le aziende non vanno a investire dove non ci sono giovani”. (r.s.)






